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Monitoriamo i fondi del Recovery Plan

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Dopo il via libera da parte della Commissione Europea al PNRR di Roma, l’Italia si appresta a ricevere oltre 200 miliardi di euro fondamentali per il rilancio della sua economia. Se ci fossero stati assicurati strumenti in grado di garantire piena trasparenza su come verranno spesi questi fondi potremmo stare più tranquilli, Purtroppo però così non è e la politica italiana finge di non accorgersene. E’ indispensabile ora che il governo italiano inverta la rotta e coinvolga la società civile nel monitoraggio dei progetti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Ci impegneremo perché questo accada e tu puoi essere al nostro fianco!

Per monitorare i progetti del Piano Nazionale Ripresa e Resilienza è necessario predisporre una piattaforma online unica dove pubblicare tutti i dati in formato aperto, accessibile e riusabile, così come chiede l’Osservatorio Civico PNRR cui abbiamo aderito. In questo modo si potrebbero individuare e  segnalare distorsioni, proporre eventuali azioni correttive, garantendo la partecipazione dal basso necessaria a una reale crescita economica, sociale e politica del Paese. 

Partecipa appena possibile al monitoraggio dal basso!

Dato che ad oggi  questa piattaforma non è stata ancora creata, né tantomeno si hanno garanzie sui criteri con cui verrà implementata, abbiamo contattato direttamente la politica, trovando finora solo porte chiuse. Come molte altre organizzazioni della società civile, in questi mesi abbiamo scritto a ministri, sottosegretari, parlamentari chiedendo incontri o inviando le nostre proposte. Il più delle volte non abbiamo ricevuto risposta e siamo ancora in attesa di fissare, dopo quasi un anno, riunioni che ci erano state assicurate per parlare di temi cruciali per salvaguardare il buon utilizzo dei fondi in arrivo dall’Europa. I nostri rappresentanti istituzionali non possono scegliersi gli interlocutori che preferiscono, ignorando quelli scomodi.

Siamo in buona compagnia, perché come recentemente dimostrato in un documento pubblicato da Obessu, Esu e Civil Society Europe, organizzazioni europee che si occupano di promuovere i diritti dei giovani, gran parte dei Paesi europei ha sistematicamente ignorato la società civile durante la redazione dei PNRR nazionali.  Qualche esempio? Il sindacato degli studenti universitari (UDU) racconta di aver più volte  presentato le sue proposte per risolvere i numerosi problemi del sistema universitario italiano, come la riforma dei titoli di studio e il  divario troppo grande tra le università del sud e quelle del nord del Paese. Tuttavia, sia UDU sia il Consiglio Nazionale degli Studenti, il massimo organo rappresentativo degli universitari del Paese, hanno lamentato che la stesura del PNRR è avvenuta a porte chiuse senza alcuna consultazione delle parti interessate. Il Forum del Terzo Settore ha invece presentato le sue proposte al Governo durante le consultazioni, appena nominato il nuovo Presidente del Consiglio, ma nessun ulteriore coinvolgimento è avvenuto in seguito.

Sul piano della trasparenza e del monitoraggio va anche peggio. Come segnalato dalla coalizione Open Procurement EU, che ha appena pubblicato un’analisi comparativa sui Paesi europei e i loro PNRR, la maggior parte degli Stati membri (Italia compresa) non ha ancora dato indicazioni sulla pubblicazione dei dati relativi al Piano in formato open data, che li renda quindi facilmente leggibili e riutilizzabili a fini statistici. Né tantomeno è previsto che vengano resi noti i beneficiari finali del fondi.

Cosa si rischia senza un monitoraggio dal basso 

E’ indispensabile ora che il governo italiano inverta la rotta e coinvolga la società civile nel monitoraggio dei progetti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Senza effettiva trasparenza e partecipazione della società civile, c’è il rischio che i fondi cadano nella rete della corruzione e del clientelismo. Con le numerose sfide da affrontare, emergenza climatica, crisi economica e sociale, non possiamo permettercelo.

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