Santanchè si dimette, ma serve una legge sul conflitto d’interessi seria

È la notizia del giorno: Daniela Santanchè si è dimessa dal suo incarico come ministra del Turismo, dopo essere stata “gentilmente” invitata a farlo dalla Presidente del Consiglio per via dei suoi guai giudiziari, sulla scia di quanto già fatto dal sottosegretario alla Andrea Giustizia Delmastro e della capa di gabinetto dello stesso ministero Giusi Bartolozzi. Ma su Daniela Santanché ci sentiamo di dire una cosa: il Governo non avrebbe mai dovuto chiedere a Daniela Santanchè di dimettersi per le svariate accuse a suo carico per falso in bilancio, bancarotta fraudolenta, la presunta truffa aggravata ai danni dell’Inps per aver chiesto e ottenuto, ai tempi del Covid, la cassa integrazione per i suoi dipendenti che, in realtà, continuavano a lavorare da remoto.  Vi starete chiedendo perché. È semplice: Daniela Santanchè, a priori, non avrebbe dovuto essere nominata ministra a causa di un enorme conflitto di interessi, come abbiamo più volte sottolineato attraverso appelli, mail bombing e richiami di ogni tipo. Santanchè è stata infatti socia, insieme all’amico Flavio Briatore, dello stabilimento balneare di lusso “Twiga”, almeno fino a poche settimane dopo la nomina ufficiale a ministra del Turismo (dicastero che, fra le varie cose, si occupa anche di concessioni balneari), … Leggi tutto Santanchè si dimette, ma serve una legge sul conflitto d’interessi seria