Milano, 4 luglio 2025 – A due anni dall’approvazione alla Camera della legge delega al Governo sul voto fuori sede, votata il 4 luglio 2023, The Good Lobby Italia, Will Media e la Rete Voto Fuori Sede hanno depositato in Cassazione la proposta di legge di iniziativa popolare “Voglio votare fuorisede” per far fronte all’immobilismo del Senato e garantire finalmente il diritto di voto a chi vive lontano dal proprio Comune di residenza.
Le sperimentazioni condotte in occasione delle elezioni Europee del 2024 e dei Referendum di giugno 2025 hanno dimostrato con chiarezza che, quando le persone vengono messe nelle condizioni di votare, lo fanno. È bastato, infatti, estendere la possibilità di voto a distanza dai soli studenti e studentesse – come previsto nel 2024 – anche a lavoratori e persone fuori sede per motivi di salute per vedere triplicare il numero delle richieste, nonostante il poco preavviso e i tempi ridotti per fare domanda.
Nel 2024 circa 24.000 studenti e studentesse fuorisede si sono iscritti per votare dal Comune di domicilio. Quest’anno la richiesta è stata presentata da più di 67.000 persone, tra cui 38.105 studenti e studentesse, 28.430 lavoratrici e lavoratori e 770 cittadini che si trovano fuori dal proprio Comune per motivi di cura. Tra gli studenti stessi, dunque, si è registrato un aumento di ben 14.000 iscritti rispetto alle Europee.
Ciononostante, l’Italia resta l’unico Paese dell’Unione europea – fatta eccezione per Malta e Cipro, che per ragioni geografiche non ne hanno bisogno – senza una vera e propria legge che permetta il voto a distanza a chi si trova fuori dal proprio Comune di residenza. Una condizione che penalizza 5 milioni di cittadine e cittadini, ostacolando di fatto l’esercizio di un diritto costituzionale.
“Quella della legge di iniziativa popolare è stata una scelta quasi obbligata: non possiamo più permetterci di aspettare”, dichiara Fabio Rotondo di The Good Lobby. “Abbiamo certamente apprezzato le sperimentazioni promosse dal Governo, ma il testo approvato alla Camera è fermo in Senato ormai da due anni. La politica continua a ignorare una riforma necessaria che avrebbe potuto – e soprattutto dovuto – essere già realtà”.
Ora l’obiettivo è raccogliere almeno 50.000 firme in sei mesi: in questo modo il Senato sarà obbligato a far ripartire l’iter parlamentare.
Quella del voto fuori sede è una battaglia che riguarda tutte e tutti: studenti, lavoratrici e persone costrette a spostarsi per motivi di salute. Votare è un nostro diritto e come tale va non solo garantito, ma anche agevolato con ogni mezzo.
È possibile firmare online a partire da oggi sul sulla piattaforma del ministero della Giustizia https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/4200000
Ufficio stampa The Good Lobby Italia
Edoardo Caprino | e.caprino@bovindo.it
Silvia Faraci | s.faraci@bovindo.it | 380 783 3204