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Voto fuorisede al referendum sulla giustizia: The Good Lobby, la Rete Voto Fuorisede e Will Media chiedono un intervento urgente del Governo e del Parlamento

Roma, 14 gennaio 2025 – In vista del prossimo referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo, il Governo non prevede la possibilità di votare fuori sede, modalità che faciliterebbe l’esercizio del diritto di voto a un bacino potenziale di quasi 5 milioni di persone in tutto il Paese. 

Nonostante il crescente livello di astensionismo registrato in tutte le ultime recenti tornate elettorali, infatti, nel decreto-legge n.196 del 27 dicembre 2025 non vi è alcun riferimento alla possibilità di voto a distanza, che era stato, invece, previsto durante le elezioni europee del 2024 e il referendum del 2025. Una mancanza che ha trovato conferma anche nella seduta del Consiglio dei Ministri dello scorso 12 gennaio: non è stata, infatti, inclusa la discussione di questa misura malgrado sia già stata realizzata una sperimentazione facilmente replicabile, da perfezionare dal punto di vista amministrativo e burocratico. 

Secondo quanto affermato al talk show di Will Media “Nessuno Escluso” dall’on. Fabio Roscani, deputato di Fratelli d’Italia, presidente di Gioventù Nazionale e tra i principali sostenitori del diritto di voto a distanza, permarrebbero ancora delle criticità tecniche e i risultati delle sperimentazioni non sarebbero stati incoraggianti. 

The Good Lobby, la Rete Voto Fuorisede e Will Media ritengono che le sperimentazioni avviate rappresentino un passaggio positivo e incoraggiante, seppur perfettibile, verso la garanzia stabile e sicura di un diritto fondamentale da garantire necessariamente agli elettori a prescindere dai risultati delle sperimentazioni precedenti, nel pieno rispetto dei principi di segretezza e personalità del voto. Inoltre, un’ulteriore evidenza della necessaria introduzione di una misura sul foto fuori sede arriva numero di elettori coinvolti, passato dai 23.000 della prima sperimentazione rivolta ai soli studenti (Europee 2024) ai 67.000 della seconda (Referendum 2025), estesa anche ai cittadini lontani dal proprio indirizzo di residenza per motivi di lavoro e salute. 

Ogni innovazione istituzionale richiede tempo, informazione e aggiustamenti procedurali per funzionare al meglio. Proprio per questo, riteniamo fondamentale proseguire lungo il percorso intrapreso, evitando arretramenti che rischiano di escludere centinaia di migliaia di elettrici ed elettori. 

Nonostante la mancata previsione della misura nel decreto-legge, accogliamo con cauto ottimismo le dichiarazioni della maggioranza e dello stesso on. Roscani sulla possibilità di rimediare – dichiara Yari Russo, campaigner di The Good Lobby. Ora che il provvedimento è all’esame della Commissione Affari Costituzionali della Camera, auspichiamo un intervento tempestivo del Parlamento attraverso un emendamento che introduca il voto fuorisede. Tuttavia, alla luce delle tempistiche estremamente ristrette, l’iter parlamentare potrebbe non essere sufficiente a garantire una soluzione efficace. Per questo chiediamo al Governo di adottare con urgenza un decreto-legge ad hoc che integri quello precedente e consenta di non arretrare su un diritto già riconosciuto e sperimentato. Garantire il voto ai fuorisede significa rafforzare la democrazia, non indebolirla. E crediamo che sull’estensione dei diritti non si possano fare passi indietro”.

 

Contatti ufficio stampa The Good Lobby – Bovindo

Edoardo Caprino – e.caprino@bovindo.it

Silvia Faraci – s.faraci@bovindo.it – 380 783 3204