Roma, 15 luglio 2026 – Per la prima volta nel nostro Paese, il voto a distanza entra formalmente in una proposta di legge elettorale: la pressione congiunta di The Good Lobby, Will Media e di tutte le organizzazioni della Rete Voto Fuori Sede sta trovando ascolto e si sta convertendo in una risposta decisa dalla politica che consentirebbe a milioni di fuori sede di votare a distanza in modo permanente per le elezioni politiche, europee e referendum.
Non si tratta soltanto di una battaglia storica condotta dai comitati civici, ma di un fondamentale passo avanti rispetto alle sperimentazioni episodiche condotte finora, considerate le iniziali posizioni contrastanti delle diverse forze politiche.
Dopo l’accordo del centrodestra degli scorsi giorni, l’approvazione dell’emendamento sul voto fuorisede, avvenuta nel corso dei lavori odierni alla Camera, segna un passaggio decisivo e dimostra che il voto fuorisede è oramai un tema trasversale che trova un appoggio bipartisan. Quella sul voto fuorisede, infatti, rappresenta l’unica componente della legge elettorale su cui le opposizioni hanno votato a favore.
The Good Lobby, Will Media e tutte le organizzazioni della Rete Voto Fuori Sede, in stretto dialogo con i rappresentanti della maggioranza e dell’opposizione, hanno lavorato fino all’ultimo per proporre delle riformulazioni che migliorassero l’efficacia del provvedimento e l’ultima versione del testo di legge conferma l’intenzione trasversale della politica di rafforzarne l’inclusività, accogliendo le richieste della società civile.
Nel dettaglio, tra le misure previste, gli elettori che, per documentati motivi di cura, ricevono assistenza sanitaria, terapia o trattamento medico per un periodo di almeno tre mesi nel quale ricade la data di svolgimento delle elezioni presso una struttura sanitaria situata in una regione diversa da quella di residenza, possono richiedere di votare nel comune di temporaneo domicilio.
Se entro il 31 dicembre gli elettori fuorisede per un periodo di almeno 9 mesi per motivi di studio e di lavoro potranno chiedere di recarsi alle urne nel comune di temporaneo domicilio, grazie alla riformulazione, dopo quella data sarà ancora possibile, per chi matura lo status di fuorisede, richiedere il voto a distanza fino a 45 giorni prima della consultazione.
“Essere riusciti ad abbassare a 3 mesi il requisito per i fuorisede per motivi di cura e introdurre una seconda finestra mobile per registrarsi da fuorisede fino a 45 giorni prima delle elezioni è un risultato importante che migliora il provvedimento. La battaglia per un voto davvero inclusivo non finisce qui e continueremo a lavorarci a prescindere dalle sorti della legge elettorale. Oggi non possiamo che esprimere soddisfazione per l’esito in Aula e celebrare questo passaggio fondamentale che segna una volontà politica chiara, trasversale e da cui non si può tornare indietro”, affermano Yari Russo e Federico Anghelé, rispettivamente campaigner e direttore di The Good Lobby.