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Cingolani così non va: perché è stata oscurata l’agenda degli incontri con i lobbisti?

Gli appuntamenti sono ancora online, ma è stato reso tortuoso e impossibile ai più trovare le pagine delle agende sul sito del Ministero della transizione ecologica.

Roma, 20 maggio – Una stranezza che fa riflettere dopo la pubblicazione del report di The Good Lobby sulla trasparenza dei Ministeri italiani, Presidenza del Consiglio inclusa.

 

Infatti, da alcuni giorni, chi cercasse le agende degli incontri con i portatori di interessi sul sito del Ministero della Transizione ecologica, farebbe molta fatica a trovarle. Fino a una settimana fa, non era complicato consultare gli incontri che Roberto Cingolani  aveva con i rappresentanti di aziende, associazioni di categoria, organizzazioni della società civile.

 

Bastava accedere al sito del ministero per ritrovare linkate, nella pagina del ministro stesso (e lo stesso valeva per i sottosegretari, il gabinetto del ministro e gli alti e medi dirigenti, tutti tenuti a rendere pubblici gli incontri con i portatori di interessi) gli appuntamenti delle ultime settimane con i lobbisti. O, in alternativa, si poteva accedere alla sezione agende trasparenti direttamente dalla homepage, seguendo il link all’area amministrazione trasparente.

 

Tutto questo non è più possibile.

 

Le agende sono sì presenti e aggiornate, ma è diventato tortuoso se non impraticabile riuscire a trovarle. Per il momento sono ancora indicizzate sul motore di ricerca Google, ma non si sa per quanto. Il che significa un oscuramento de facto di un importante strumento di trasparenza che era stato introdotto dal predecessore di Cingolani, Sergio Costa.

 

L’ex ministro, infatti, aveva puntato molto sulle agende degli incontri. Introdotte all’inizio del suo mandato per i soli vertici politici del dicastero, sono state via via estese contribuendo a una mappatura efficace degli incontri con i portatori di interessi non solo degli uffici di diretta dipendenza del ministro (il suo gabinetto) ma anche di tutti i dirigenti delle varie aree di competenza del dicastero.

 

Perché si è deciso di oscurare le agende rendendole praticamente inaccessibili ai più?

 

Ricordiamo che il ministro Costa le introdusse con un decreto ministeriale (n. 257 del 2018) che renderebbe passibile di sanzione chi non pubblicasse i dati sugli avvenuti incontri. Per bypassare questo obbligo, si è quindi scelto di togliere tutti i link, impedendo all’opinione pubblica di svolgere il suo compito di controllo e monitoraggio.

 

“La decisione di rendere difficilmente accessibili le agende degli incontri ci sembra un segnale grave – commenta Federico Anghelé, direttore The Good Lobby.” Il Ministero della Transizione ecologica si troverà a gestire la quota più consistente delle risorse messe a disposizione dal PNRR. Si tratta di moltissimi fondi che fanno gola alle aziende che si sono già da tempo mobilitate moltiplicando i contatti con i decisori pubblici. E’ preoccupante che si abbassi ora la guardia sulla trasparenza: la sfida del Next Generation EU – che non possiamo permetterci di sprecare – ha bisogno di un monitoraggio diffuso dal basso. Anche per scongiurare che le scelte del governo accontentino i soliti noti e non siano all’altezza delle enormi aspettative create dal Recovery Plan. Per questo chiediamo al ministro Cingolani di rendere subito nuovamente accessibili i link alle agende degli incontri”, conclude Anghelé.

 

The Good Lobby guida la coalizione Lobbying4Change, di cui fanno parte altre 15 organizzazioni della società civile, impegnate a chiedere che anche l’Italia si doti subito di una regolamentazione del lobbying, che renda più inclusivi e trasparenti i processi decisionali, dando voce agli interessi pubblici e diffusi e non solo a quelli privati. Oltre a The Good Lobby, fanno parte della coalizione Altroconsumo, Movimento Khetane, Calciosociale, Cittadinanzattiva, Fondazione Etica, SlowFood Italia, Lipu, AOI, Equo Garantito, CIWF, ISDE, CILD, Cittadini per l’aria, Associazione Antigone, Osservatorio BalcaniCaucaso