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Voti fuori sede: bene l’ordine del giorno della Liguria, ma non basta

Se non si dà il voto a 3 milioni di cittadini che non riescono a esercitarlo non lamentiamoci dell’astensionismo

E’ un importante segnale quello che viene dalla Regione Liguria. Ieri è stato approvato un ordine del giorno che propone di portare il tema del voto dei cittadini in mobilità quale oggetto di  discussione all’interno della Conferenza delle Regioni: un alert importante nei confronti di tutta la classe politica, del Governo e del Parlamento. Non si può continuare a negare il diritto di voto a milioni di cittadini italiani che studiano e lavorano in Italia lontano dal proprio comune di residenza. Non lamentiamoci se poi alle ultime elezioni le percentuali di voto hanno raggiunto livelli preoccupanti di astensione. La classe politica è chiamata a dare un segnale di dignità”, dichiara Federico Anghelé, direttore di The Good Lobby, associazione che ha lanciato assieme al Comitato Io Voto Fuori Sede e alla Rete Voto Sano da lontano una campagna per il voto a distanza dei fuori sede.

Sono infatti tre milioni (secondo i dati Istat) le cittadine e i cittadini a cui viene preclusa sistematicamente la possibilità di esercitare il diritto di voto. Sono in particolare giovani tra i 18 e i 35 anni che si spostano per motivi di studio o alla ricerca di un primo impiego.

Ci auguriamo che la Commissione creata dal Ministero per i Rapporti con il Parlamento D’Incà proponga effettivamente soluzioni capaci per superare questa intollerabile situazione. Se si vogliono eliminare alla radice i problemi legati all’astensionismo occorre superare disposizioni che oggi come oggi non hanno senso”, evidenzia Stefano Barbera, presidente del Comitato Io Voto Fuori Sede.

Questa riforma è ancora più necessaria – sottolinea Federico Anghelé – alla luce della recente approvazione della legge di modifica all’articolo 58 della Costituzione, che consentirà ai diciottenni  di votare per il Senato. Come far votare molti degli under 21 che si trovano fuori sede e impossibilitati a rientrare a casa? Li espropriamo del diritto di voto?”

Le risorse del PNRR che verranno gestite, attraverso progetti, in buona parte da regioni e comuni interessano principalmente i giovani e il loro futuro – sottolinea Armando Sanna, consigliere del PD primo firmatario dell’Ordine del giorno – “pertanto reputo necessario che tutti possano partecipare con il proprio voto in sede o fuori sede alla costruzione del proprio futuro”.