I conflitti tra attività pubblica e interessi privati vanno identificati e gestiti in modo rigoroso, perché i funzionari e i politici dovrebbero essere indipendenti da condizionamenti e interferenze e, soprattutto, agire nel nome dell’interesse generale.
Da lungo tempo viene affossato ogni tentativo per ottenere una normativa che sostituisca la debole legge Frattini del 2004 e contrasti efficacemente i conflitti di interessi di funzionari e i politici. In rappresentanza delle decine di migliaia di persone che hanno firmato la petizione stiamo portando avanti una campagna di pressione su governo e parlamento perché non cali il sipario ancora una volta su questo fenomeno dilagante.
Ti sentiresti a tuo agio se diventasse ministro del turismo un imprenditore che possiede quote di stabilimenti balneari? E se un senatore fosse presidente di una società di cybersicurezza? Cosa penseresti di un funzionario comunale addetto ai servizi sociali la cui moglie dirige una importante cooperativa locale? E se un imprenditore edile facesse l’assessore all’urbanistica del Comune in cui la sua azienda opera? È evidente che potrebbe avvantaggiare il proprio business o penalizzare concorrenti scomodi.
Questi esempi di conflitti di interessi sono molto simili a quelli che affollano le pagine dei giornali. Anzi, talvolta la realtà supera la fantasia.
La legge è arenata da circa due anni alla Camera.
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Cosa faremo per raggiungere i nostri obiettivi?
Siamo impegnati a raccogliere più firme possibili per la petizione, così da presentare le nostre richieste alle Istituzioni e fare pressione sui politici con tutti i mezzi possibili, forti dell’appoggio di migliaia di cittadini e cittadine.
Non possiamo accettare ulteriori ritardi per un provvedimento che aspettiamo da decenni.
Spiagge e turismo: con l’ex ministra Daniela Santanchè che è uscita e rientrata nel business degli stabilimenti balneari pur avendo avuto per anni il ruolo pubblico di regolamentare questo settore. Avrà pensato di più a garantire a noi cittadine spiagge accessibili o a curare il proprio elefante?
Difesa e armi: con il ministro Guido Crosetto, ex lobbista delle armi e presidente di aziende della difesa, alla guida del ministero che proprio con queste aziende fa affari. L’elefante nella stanza è entrato e uscito dal pubblico al privato, perfetto esemplare da “porte girevoli”.
Sport e appalti: con il senatore Claudio Lotito, che ha riscritto le norme sul calcio per aiutare le società sportive, Lazio compresa (di cui è presidente), mentre la sua azienda Snam Lazio vinceva appalti milionari. Il suo elefante tifa biancoceleste.
Fisco e dintorni: con il viceministro dell’Economia Maurizio Leo e socio fino al 2024 di una società di consulenza in ambito fiscale insieme a moglie e figli, che ha firmato la riforma del fisco tra sanatorie e condoni.
Lavoro: con la ministra Marina Elvira Calderone che ha vigilato sull’Ordine dei Consulenti del Lavoro avendolo presieduto per vent’anni. Com’è stato possibile? Semplice: è bastato cedere il posto a qualcun’altro (il marito).
Consulenze: con il senatore Matteo Renzi che tra consulenze in Arabia Saudita, investimenti e ruoli in Commissione Difesa al Senato, fa sorgere una domanda: siamo sicuri che i suoi affari privati e la sua attività politica non siano mai stati in contrasto?
Imprese e Made in Italy: con Adolfo Urso che ha promosso le imprese italiane nel mondo come ministro delle Imprese e del Made in Italy. Prima della nomina, però, ha ceduto al figlio la sua società di consulenza per investimenti all’estero.
Sanità e farmacie: con il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato che ha deciso sulla sanità pubblica e ha difeso il monopolio delle farmacie mentre possedeva quote di una società di case di cura e software in ambito sanitario. Il suo elefante è allergico alle parafarmacie.
Editoria e cliniche: con Antonio Angelucci, deputato da 16 anni, re delle cliniche convenzionate col SSN, che controlla tre dei maggiori quotidiani di destra. I suoi elefanti, belli in salute e sempre sul pezzo, lo accompagnano da mattina a sera.
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The Good Lobby si batte infatti per il cambiamento promuovendo campagne per la giustizia sociale e ambientale, contro corruzione, clientelismi e disuguaglianze.
Incoraggiamo e supportiamo i cittadini e la società civile a partecipare alle decisioni pubbliche e a influenzarle, a fare pressione sui politici, funzionari e chiunque ricopra incarichi di potere per proteggere il bene comune e i diritti di tutti, specialmente dei più deboli ed emarginati.
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