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Comunicazione per il clima: tra polarizzazione e confronto democratico

24 Settembre 2026

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Come comunicare la crisi climatica oltre le proprie bolle? Ne parliamo il 24 settembre dalle 16 alle 17

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24 Settembre 2026

L’estate 2026 ci ha sbattuto in faccia una verità che non possiamo più ignorare. Siamo nel pieno della crisi climatica e il recente superamento della soglia degli 1,5°C, secondo le rilevazioni delle Nazioni Unite, rende ancora più urgenti le azioni di mitigazione e adattamento. 

 

Il tema climatico è sempre più presente nel dibattito pubblico e nell’agenda della società civile. Ma renderlo una priorità politica, costruire consenso attorno alle trasformazioni necessarie e dialogare con interlocutori che non condividono le stesse urgenze non è diventato necessariamente più semplice. 

 

In un contesto politico sempre più polarizzato, come comunicare il clima senza parlare soltanto a chi è già convinto? Come dialogare con chi è scettico, diffidente o semplicemente non considera la transizione una priorità?  

 

Il 24 settembre dalle 16 alle 17, partecipa al nostro webinar: Metteremo a confronto prospettive diverse – scienza, giornalismo, politiche europee e società civile – per capire quali linguaggi, narrazioni e strategie possono aiutare a uscire dalle proprie bolle e trasformare la polarizzazione in confronto. 

 

 

 

Un po' di contesto

La crisi climatica dovrebbe essere una priorità delle agende politiche a tutti i livelli: Comuni, Regioni, governi e Unione Europea. Salute, mobilità, energia, trasformazione delle città, lavoro, costi della transizione e adattamento climatico sono alcune delle dimensioni attraverso cui questa crisi entra concretamente nella vita delle persone. Eppure, nonostante l’urgenza e la crescente evidenza degli impatti, il clima rischia ancora di rimanere ai margini dell’agenda politica. Come riportare il tema al centro del dibattito pubblico e trasformare l’urgenza in capacità di azione? 

 

In questo contesto, comunicare il clima significa confrontarsi non solo con la necessità di rendere comprensibili fenomeni complessi, ma anche con polarizzazione del dibattito, disinformazione, sfiducia nelle istituzioni e difficoltà nel dialogo con interlocutori che non condividono le stesse priorità.

 

Per le organizzazioni della società civile questa sfida è particolarmente rilevante. Portare il clima nell’agenda politica significa riuscire a raggiungere pubblici diversi, costruire consenso, confrontarsi con posizioni differenti e sperimentare nuove narrazioni, mantenendo allo stesso tempo la capacità di dialogare con decisori politici e istituzionali.

 

Ne parleremo mettendo a confronto quattro prospettive: le politiche europee e la Just Transition, il giornalismo e la comunicazione istituzionale, la scienza e la divulgazione, l’advocacy e la comunicazione della società civile

 

Il webinar è pensato per la comunità dell’Italian Climate Incubator e per tutte le organizzazioni civiche interessate ai temi del clima, dell’ambiente e della transizione. Un confronto accessibile e concreto per ragionare su linguaggi, narrazioni e strategie capaci di portare il clima fuori dalle proprie bolle e dentro un confronto democratico all’altezza dell’urgenza climatica

 

 

 

Le domande al centro del confronto

1) Just Transition: Come raccontare la transizione e le politiche climatiche quando rischiano di produrre o riprodurre disuguaglianze? 

 

La Just Transition è ormai una delle formule più utilizzate per parlare di transizione climatica. Ma la crisi climatica ci mostra ogni giorno quanto gli impatti siano distribuiti in modo profondamente diseguale: le comunità che hanno contribuito meno alle emissioni sono spesso quelle più esposte agli effetti del cambiamento climatico, mentre anche nelle città europee la capacità di proteggersi dal caldo dipende sempre più dalle proprie possibilità economiche.

 

 

2) Dal racconto all’agenda politica: come riportare il clima al centro del dibattito? 

 

Il clima oggi rischia di essere sempre più declassato nell’agenda politica, nonostante l’urgenza e la crescente evidenza degli impatti. Dal giornalismo d’inchiesta alla comunicazione istituzionale, come si può continuare a raccontare la complessità e la gravità della crisi climatica senza perdere attenzione pubblica e politica? 

 

 

3) Le evidenze scientifiche sulla crisi climatica sono solide, perché è ancora così difficile agire?

 

La comunità scientifica descrive da anni gli scenari possibili degli effetti della crisi climatica, vede chiaramente l ‘antropizzazione come causa e continua a lanciare appelli sempre più urgenti. Eppure, tra disinformazione, sottovalutazione del rischio e mancanza di volontà politica, l’azione continua a essere insufficiente. Come si può comunicare la prospettiva scientifica in modo da trasformare la conoscenza in consapevolezza e la consapevolezza in decisioni? Che cosa manca, oggi, perché la conoscenza scientifica riesca davvero a tradursi in decisioni e politiche di adattamento e mitigazione? 

 

 

4) Come può la società civile farsi sentire e parlare oltre la propria “bolla”? 

 

Per chi fa advocacy sul clima, la sfida non è soltanto comunicare meglio, ma farsi ascoltare e raggiungere persone e interlocutori diversi. Quali linguaggi, narrazioni e strategie è necessario considerare sempre di più? E come trasformare la comunicazione, anche attraverso l’ascolto di pubblici e posizioni diverse, in partecipazione, mobilitazione e capacità di incidere sull’agenda politica? 

 

 

 

Ne parliamo con

Simone d’Antonio

Esperto di Just Transition e sviluppo urbano sostenibile, lavora sulle politiche di transizione nelle città europee. È Expert della Just Transition Platform della Commissione Europea e Senior Expert del Patto dei Sindaci per il Clima e l’Energia. 

 

 

Stefania Divertito

Giornalista e scrittrice, si occupa di comunicazione ambientale, giornalismo d’inchiesta e diritti. È autrice di libri e documentari e ha lavorato anche nella comunicazione istituzionale, come capo ufficio stampa del Ministero dell’Ambiente e successivamente del Ministero della Transizione Ecologica. 

 

 

Serena Giacomin 

Fisica, climatologa e meteorologa, è Direttrice Scientifica di Italian Climate Network. Si occupa di analisi meteorologiche e di rischio climatico, nelle sue dimensioni fisica, finanziaria e di transizione. Affianca all’attività scientifica quella di divulgazione e formazione sui temi del clima. Fa parte della rete di scienziate italiane 100esperteSTEM, impegnate per contrastare gli stereotipi di genere. Premio DonnAmbiente 2021. 

 

 

Andrea Grieco

Ricercatore specializzato nella connessione tra crisi climatica e diritti umani, divulgatore ambientale e campaigner. Esperto delle Nazioni Unite per il terzo World Ocean Assessment, è European Climate Pact Ambassador, Top Voice Ambiente di LinkedIn Italia e Voce dell’Oceano UNESCO. Unisce ricerca, comunicazione e attivismo per rendere accessibili i temi ambientali e trasformare l’ansia climatica in consapevolezza e azione. 

 

 

Modera Emiliana Mellone, head of Education e coordinatrice dell’Italian Climate Incubator di The Good Lobby Italia

 

 

 

Informazioni utili

Quando: giovedì 24 settembre 2026, ore 16:00–17:00 

 

Dove: online su Zoom (riceverai il link dopo l’iscrizione)

 

Come: la partecipazione è gratuita e aperta a tutte e tutti previa registrazione