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23 Giugno 2025

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23 giugno: Giornata mondiale del Whistleblowing

Anche grazie al nostro lavoro l’Italia ha dal 2019 una legge che tutela chi segnala illeciti sul posto di lavoro, ma restano ancora delle zone d’ombra...

di The Good Lobby Italia

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  • Mario C.

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    4 giorni fa

  • Gloria M.

    16 giorni fa

Oggi, 23 giugno, è la Giornata mondiale del Whistleblowing, dedicata a coloro che, con coraggio, hanno denunciato episodi di illeciti e corruzione sul posto di lavoro, scegliendo di proteggere l’interesse pubblico e il bene comune.

Per noi è una giornata molto importante: per anni ci siamo battuti a difesa dei whistleblower italiani, portando avanti una lunga campagna che ha contribuito all’approvazione, nel 2019, di una legge nazionale per tutelare queste sentinelle civiche, poi rafforzata con la direttiva europea recepita nel 2023.

Da allora molti Enti pubblici si sono dotati di procedure per garantire riservatezza, sicurezza e contrastare le ritorsioni. Eppure, nonostante i progressi, restano ancora diverse zone d’ombra… 

La nostra attenzione, per esempio, resta alta di fronte all’introduzione di nuovi strumenti tecnologici come l’Intelligenza Artificiale, che sta trasformando in modo profondo anche le dinamiche del mondo del lavoro e rischia di entrare in conflitto con il ruolo e la funzione del whistleblower. Anche per questo, come The Good Lobby e insieme alla rete Diritti Umani Digitali, siamo in prima linea per vigilare su questi sviluppi.

L’AI Act, il regolamento europeo sull’Intelligenza Artificiale, richiama esplicitamente la direttiva sul whistleblowing nel trattare degli strumenti di difesa (“redress mechanisms”) nei confronti dell’uso dell’IA offerti ai cittadini e alle organizzazioni che difendono gli interessi collettivi. Ciò significa che, almeno nelle intenzioni del legislatore, non può esserci contrapposizione tra whistleblowing e IA.

Sappiamo infatti che questa tecnologia, proprio per la sua natura pervasiva, potrebbe costituire un ostacolo concreto alla buona riuscita di una segnalazione. Ad esempio, potrebbe essere impiegata per monitorare comportamenti sospetti o intercettare comunicazioni interne, mettendo a rischio la riservatezza e scoraggiando chi vorrebbe denunciare. Al tempo stesso, il ruolo del whistleblower diventerà sempre più centrale anche per segnalare eventuali abusi legati all’uso dell’IA nei contesti lavorativi. È fondamentale intervenire prima che queste tecnologie vengano introdotte senza le necessarie garanzie per i diritti di cittadine e cittadini.

Proprio oggi è ripresa alla Camera la discussione sul disegno di legge italiano sull’IA. Dopo un primo passaggio deludente in Senato, resta forte la preoccupazione che venga delegato troppo potere al Governo senza adeguati contrappesi democratici.

Insieme alla Rete Diritti Umani Digitali continueremo a monitorare la situazione e puntare i riflettori su eventuali abusi, perché siamo convinti che la protezione di chi segnala non sia solo una questione di giustizia, ma un presidio democratico da difendere. Anche e soprattutto nell’era dell’IA.

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