23 Ottobre 2020

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Prima grande vittoria per Voters Without Borders (Elettori Senza Frontiere)!

La Commissione europea ha deciso di includere la revisione delle direttive UE sul diritto di voto nel suo programma del 2021

di The Good Lobby

Secondo le attuali regole, i cittadini dell’UE possono votare e candidarsi alle elezioni comunali ed europee nel Paese dove risiedono, ma questi diritti politici, riconosciuti in modo parziale, non sono affatto garantiti. Sebbene i cittadini europei in mobilità paghino le tasse, non sono membri a tutti gli effetti della società. Sono portati a sentirsi esclusi – stranieri –  poiché gli viene impedito di votare in importantissime competizioni elettorali nei paesi in cui risiedono, quali regionali, nazionali o ai referendum ed in alcuni casi non possono farlo neanche nei paesi di origine. 

I polacchi, così come i cittadini rumeni e italiani all’estero, hanno avuto problemi di voto o nella ricezione delle schede elettorali durante le recenti elezioni nei loro Paesi di origine e, purtroppo, non gli è stata garantita l’alternativa di votare nel loro Paese di residenza. Ancor più impressionante è il fatto che 3,7 milioni di cittadini europei che vivono nel Regno Unito e 1,3 milioni di cittadini britannici in Europa non hanno avuto voce in capitolo in occasione del referendum sulla Brexit nel 2016. Come se non fosse abbastanza, cinque paesi europei continuano a negare il diritto di voto ai loro cittadini se trascorrono un determinato periodo di tempo all’estero. Queste sono solo alcune delle difficoltà che i 14 milioni di cittadini europei in mobilità sono costretti ad affrontare per poter esprimere il loro diritto al voto.

La cittadinanza europea non è ancora a tutti gli effetti una vera cittadinanza. 

Per questo un gruppo di giovani di tutta Europa, appartenenti alla “generazione Erasmus”, insieme a molte organizzazioni della società civile, tra cui noi di The Good Lobby, ha presentato un’Iniziativa dei Cittadini Europei (European Citizens’ Initiative – ECI)  dal nome “Voters Without Borders” (Elettori Senza Confini). L’iniziativa, che per essere sottoposta alla Commissione ha bisogno di raccogliere 1 milione di firme in 7 Paesi europei, propone una revisione delle direttive sui diritti di voto.

Gli obiettivi sono chiari: permettere ai cittadini europei di candidarsi alle elezioni europee e comunali nel loro paese di residenza e di poter scegliere se votare nel paese di residenza o di origine in occasione di tutte le elezioni e dei referendum.

Con Voters without borders vogliamo rimuovere una macchia dalla democrazia europea e consentire la piena integrazione dei suoi cittadini.

Oltre ad avere lanciato una petizione, assieme alla coalizione abbiamo anche presentato una relazione di 35 pagine nell’ambito della consultazione della Commissione sul report sulla cittadinanza. Questo report dimostra quanto sia necessaria una riforma con dati e soprattutto attraverso le testimonianze degli elettori di tutta europa.

E’ della settimana scorsa la decisione della Commissione di inserire, nel suo pacchetto sulla trasparenza e la democrazia del programma 2021, le due direttive sul voto e la candidatura alle elezioni europee e locali (93/109/CE; 94/80/CE). 

L’anno prossimo proporremo regole più chiare sul finanziamento dei partiti politici europei, interverremo per garantire una maggiore trasparenza della pubblicità politica a pagamento e per migliorare i diritti elettorali dei cittadini europei in mobilità, nonché per proteggere i giornalisti e la società civile da azioni legali contro la partecipazione pubblica”.  – Programma di lavoro della Commissione europea per il 2021

Possiamo considerare questa come una prima  vittoria, ma dobbiamo mantenere alta la pressione perché la volontà di riforma è una cosa, mentre cambiare la legge e farla funzionare nella pratica è un’altra. Tuttavia, questo primo passo apre una strada promettente

Abbiamo bisogno del vostro sostegno non solo per riformare il diritto di voto e la possibilità di candidarsi alle elezioni comunali ed europee, ma anche per estenderli alle elezioni regionali, nazionali e ai referendum. Crediamo che i cittadini europei che vivono in un altro Stato membro rappresentino una risorsa importante per la crescita culturale ed economica del Paese in cui risiedono e vogliamo che queste diritti siano effettivamente garantiti.

La nostra ECI affronta la questione fondamentale di come garantire che i diritti elettorali siano resi compatibili con la libertà di circolazione e ribadisce il principio del suffragio universale. Infine, rappresenta un passo fondamentale verso la creazione di una sfera pubblica europea e il ridimensionamento di una politica eccessivamente nazionalistica.

Questa prima vittoria dimostra – nonostante ciò che dicono gli scettici – che la firma di un’Iniziativa dei Cittadini Europei ha un peso e può portare a risultati. Siamo solo solo all’inizio del percorso, ma abbiamo già fatto molta strada… ora abbiamo bisogno di più sostegno e di più firme!

La campagna può essere firmata sul sito ufficiale della Commissione.