28 Ottobre 2025
Beniamino G.
1 giorni fa
Astrid R.
2 giorni fa
Rosario G.
11 giorni fa
In Italia, la regolamentazione del lobbying rappresenta da decenni una sfida irrisolta. Dal 1976 a oggi si contano oltre 108 tentativi legislativi mai giunti a compimento: un dato che riflette non solo la complessità del tema, ma anche un persistente divario culturale che accompagna il dibattito pubblico su questa materia.
Nella scorsa legislatura, il percorso di regolamentazione aveva finalmente registrato un significativo avanzamento: dopo l’approvazione alla Camera il 12 gennaio 2022, il disegno di legge era giunto all’avvio dell’esame in sede referente al Senato il 12 luglio dello stesso anno. Un progresso non scontato, soprattutto se confrontato con le legislature precedenti, la XVII e la XVI, nelle quali l’iter si era interrotto già nelle fasi preliminari, limitandosi alla sola elaborazione o adozione del testo base.
Ciononostante, anche quel tentativo non ha raggiunto il traguardo dell’approvazione definitiva, confermando la difficoltà, nel contesto italiano, di conciliare legittimazione della rappresentanza di interessi e principi di trasparenza e integrità.
È in questo contesto che l’8 marzo 2023, sotto la presidenza di Nazario Pagano, la Commissione Affari Costituzionali ha deliberato lo svolgimento di un’indagine conoscitiva sulla regolamentazione dell’attività di rappresentanza di interessi: un passaggio atteso da anni, che ha raccolto contributi da istituzioni, esperti, organizzazioni e rappresentanti della società civile.
Da quel lavoro è scaturita la proposta di legge C. 2336 presentata il 1° aprile 2025, oggi all’esame della Camera. L’iter, rimasto a lungo sospeso dopo la seduta della Commissione del 24 giugno, data in cui è stato fissato il termine per la presentazione degli emendamenti all’8 luglio, ha registrato un nuovo sviluppo con la seduta del 22 ottobre 2025, durante la quale sono stati pubblicati i pareri del relatore sui 144 emendamenti depositati. Ebbene, solo 28, pari a circa il 20%, hanno ricevuto parere favorevole, cui si è uniformato il rappresentante del Governo.
Tra questi, sei fanno riferimento a due proposte avanzate da The Good Lobby, tra cui quella che introduce il riconoscimento della partecipazione strutturata dei portatori di interessi alle consultazioni pubbliche, in coerenza con i principi di Buona Regolazione dell’Unione Europea e le raccomandazioni OCSE.
Siamo però delusi che altre proposte, come quelle relative al riconoscimento del ruolo dei vertici amministrativi che, pur non ricoprendo funzioni politiche, esercitano un’influenza determinante nei processi decisionali, e l’introduzione di un periodo di “raffreddamento” di due anni per i titolari di incarichi pubblici al termine del mandato, non abbiano incontrato il favore del relatore. Si tratta di misure in linea con gli standard europei e le migliori pratiche internazionali, indispensabili per garantire integrità, indipendenza e continuità etica nell’azione istituzionale.
La trasparenza deve diventare un valore sistemico, che non si limiti alla pubblicazione di dati o registri, ma che renda effettivamente tracciabili le relazioni tra decisori pubblici e portatori di interessi, permettendo ai cittadini di comprendere chi partecipa alla definizione delle politiche e con quali obiettivi.
Una legge sulla rappresentanza di interessi non deve limitarsi a disciplinare chi esercita attività di lobbying, ma deve servire a riequilibrare le relazioni tra cittadini, società civile e istituzioni, creando condizioni di reale parità tra chi rappresenta interessi privati e chi tutela interessi generali. Accanto alla trasparenza, chiediamo una responsabilità condivisa tra decisori pubblici e portatori di interessi: se è importante sapere chi i parlamentari incontrano, è altrettanto essenziale introdurre meccanismi che favoriscano la partecipazione e l’ascolto di tutte le parti coinvolte nei processi decisionali.
The Good Lobby e gli oltre 50 membri della coalizione Lobbying4Change continueranno a monitorare l’iter parlamentare, segnalare ritardi e criticità, con un piano coordinato di monitoraggio, analisi e sensibilizzazione volto a mantenere alta l’attenzione sulla riforma e a promuovere un confronto informato e costruttivo.
Un countdown giornaliero, diffuso sul sito e sui canali digitali, darà conto dell’avanzamento del processo legislativo, offrendo una rappresentazione trasparente e immediata dello stato della riforma e del tempo residuo fino alla conclusione della legislatura. In parallelo, sarà condotto un monitoraggio sistematico degli emendamenti alla legge di bilancio, corredato da schede di analisi volte a individuare le aree di intervento più sensibili all’attività di lobbying
Sono inoltre previsti incontri mirati con parlamentari e membri della I Commissione, per approfondire le evidenze raccolte e valutare soluzioni normative concrete, e un evento di confronto istituzionale con esperti, stakeholder e rappresentanti delle istituzioni, volto a promuovere un dibattito pubblico informato e costruttivo sul tema della riforma.
La tua organizzazione è interessata a unirsi alla coalizione Lobbying4Change? Scrivici a federico@thegoodlobby.it
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20 Febbraio 2026
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