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6 Luglio 2026

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Speciale LobbyQuark

In viaggio tra le galassie del potere esentate dalle regole di trasparenza

di Laura Ghisellini

Firma per una legge capace di regolare il lobbying!

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Ultime firme

  • DANILO R.

    7 min fa

  • Stefano P.

    11 min fa

  • gaia p.

    12 min fa

La prima legge italiana sulla rappresentanza di interessi potrebbe somigliare clamorosamente a una navicella spaziale lanciata nello sconfinato universo del lobbying… ma con i motori e i fari rotti. Il perché è presto spiegato: il testo, che dovrebbe finalmente regolamentare il lobbying nel nostro Paese, è stato approvato dalla Camera con una gigantesca zona franca sottratta agli obblighi di trasparenza. Tra i soggetti che potrebbero esserne esclusi non ci sono soltanto i sindacati, ma anche le associazioni dei datori di lavoro, come Confindustria e Confesercenti. Organizzazioni che rappresentano gli interessi di alcuni tra i più grandi gruppi economici del Paese: colossi dell’energia, aziende farmaceutiche, grandi reti infrastrutturali e marchi leader del food & beverage. 

Per spiegare questa anomalia che di fatto renderebbe un guscio vuoto una legge che attendiamo da oltre 50 anni, ora in discussione in Commissione al Senato, abbiamo preso in prestito i panni di un mostro sacro della divulgazione scientifica. Mettetevi comodi: stasera vi portiamo in viaggio nello spazio profondo, alla scoperta delle galassie oscure del potere. 

 

 

Guarda lo “Speciale LobbyQuark: In viaggio tra le galassie del potere”

 

 

 

Una navicella mal progettata: la legge AS1780 e il “buco nero” della trasparenza

 

Per oltre cinquant’anni, l’universo della rappresentanza degli interessi in Italia è rimasto privo di regole. Di recente, però, è accaduto qualcosa di potenzialmente straordinario: la proposta di legge sul lobbying (AS1780) è finalmente arrivata al Senato, con l’ambizione di fare luce sui rapporti tra decisori pubblici e portatori di interessi privati.

Una svolta epocale, se non fosse che la “navicella” della trasparenza è stata fortemente danneggiata prima ancora di decollare.

Attraverso due emendamenti approvati in Commissione Affari Costituzionali della Camera (a firma Boschi e Urzì), sono state infatti escluse dagli obblighi le organizzazioni datoriali e i sindacati. 

Cosa significa questo, all’atto pratico? Significa che mentre gli altri attori che operano nell’universo del lobbying – le agenzie di lobbying (che comunque non sono tenute a rivelare i propri clienti), le aziende (che generalmente fanno capo alle associazioni datoriali) e il Terzo Settore – dovranno rispettare le regole, i rappresentanti dei più grandi comparti economici italiani otterranno una sorta di passaporto per l’invisibilità.

 

 

Chi si nasconde nella “galassia oscura” delle associazioni datoriali?

 

Se proviamo ad avvicinarci con il telescopio di LobbyQuark alla galassia delle associazioni dei datori di lavoro, scopriamo che comprende pilastri dell’economia italiana come Confindustria, Confcommercio e Confesercenti. 
Se la legge venisse approvata definitivamente in Aula al Senato senza correzioni, i lobbisti di questi colossi economici potranno continuare a incontrare i politici a porte chiuse. Nessun cittadino potrà sapere di cosa discutono, quali accordi stringono o quanti soldi investono per orientare le leggi a proprio vantaggio. 

Il 9 luglio scade il termine per presentare degli emendamenti al testo in discussione in Commissione Affari Costituzionali del Senato, e l’auspicio è che quanti più gruppi parlamentari presentino emendamenti volti a modificare questa palese stortura affinché l’Aula possa poi approvare un testo migliorato e che renda trasparenti tutti i soggetti che svolgono attività di lobbying, nessuno escluso. 

 

 

La trasparenza deve valere per tutti: firma la nostra petizione!


Noi di The Good Lobby crediamo che in una democrazia matura la luce della trasparenza debba illuminare ogni angolo, dal più piccolo satellite al più grande gigante industriale. Solo attraverso un registro pubblico e obblighi di rendicontazione stringenti per tutti gli attori possiamo garantire un confronto aperto, paritario e degno di definirsi “democratico”.
Con la coalizione Lobbying4Change, che raccoglie oltre 50 organizzazioni della società civile, abbiamo portato avanti negli anni un intenso lavoro di pressione per ottenere finalmente in Italia una legge sul lobbying.

Non possiamo permettere che i soliti (ig)noti continuino a scrivere le regole nell’ombra. 

Abbiamo già presentato una memoria con i punti che crediamo indispensabili per una legge sul lobbying degna di chiamarsi tale.

Aiutaci a scongiurare questa minaccia e a pretendere una legge sul lobbying senza buchi neri. Unisciti alla nostra voce e firma la petizione! 

 

 


[CREDITS]: Grazie a Kilroy was here APS e Kilroy studio, voce di Marco Chiarella, mix e master di Francesco Mulè, grazie a Gabriele Testa per l’animazione e montaggio video e ad Alessia Riolo per le illustrazioni

FIRMA LA PETIZIONE