Enzo S.
52 min fa
Sara C.
2 giorni fa
Patrizia M.
2 giorni fa
Dopo l’approvazione alla Camera, la proposta di legge sulla rappresentanza di interessi si appresta a essere discussa anche in Commissione Affari Costituzionali del Senato. Ma allo stato attuale, garantirebbe davvero processi decisionali aperti e trasparenti?
Una disciplina sul lobbying è credibile solo se consente ai cittadini di conoscere chi incontra i decisori pubblici, su quali temi e con quali obiettivi, se tutela l’autonomia degli organismi di vigilanza e se prevede sanzioni in grado di scoraggiare comportamenti scorretti. La legge attualmente in discussione presenta invece una serie di criticità e lacune che, se non corrette prima dell’approvazione definitiva, rischiano di comprometterne significativamente l’efficacia.
In vista della discussione in Senato, la coalizione #Lobbying4Change (da noi coordinata) ha inviato una memoria scritta ai senatori e alle senatrici della Commissione I per evidenziare tali criticità e proporre modifiche che possano rafforzarne efficacia, coerenza e credibilità. Si tratta di un passaggio importante per una riforma attesa da anni: regolare la rappresentanza di interessi significa rendere più trasparenti i processi decisionali pubblici, permettendo a cittadine e cittadini di sapere chi cerca di influenzare le decisioni politiche e in che modo.
Tra i punti che destano maggiore preoccupazione c’è l’esclusione dagli obblighi di trasparenza delle organizzazioni sindacali e delle organizzazioni dei datori di lavoro.
A nostro avviso, tutti i soggetti che svolgono attività di rappresentanza di interessi dovrebbero essere sottoposti alle stesse regole. Prevedere eccezioni per alcuni attori che partecipano stabilmente ai processi decisionali rischia di creare un sistema a due velocità e di indebolire il principio di parità di trattamento su cui dovrebbe basarsi l’intera riforma.
Abbiamo inoltre evidenziato un problema legato alla pubblicazione degli incontri tra rappresentanti di interessi e decisori pubblici. Il testo approvato dalla Camera ha sostituito la rendicontazione settimanale con una pubblicazione trimestrale, ma una trasparenza che arriva mesi dopo gli incontri perde gran parte della sua utilità. Per essere davvero efficace, l’informazione deve essere tempestiva, accessibile e disponibile in formato aperto.
Un’altra criticità riguarda le procedure di pubblicazione delle informazioni contenute nel Registro. La previsione di meccanismi che possono ritardarne la diffusione rischia di compromettere l’autonomia e l’efficacia del sistema di trasparenza. Per questo abbiamo chiesto procedure più automatiche e verificabili.
Abbiamo infine espresso preoccupazione per l’indebolimento del sistema sanzionatorio, che nella formulazione attuale rischia di non garantire un adeguato effetto deterrente nei confronti di chi viola le regole.
Nella memoria abbiamo segnalato anche alcuni aspetti che continuano a mancare nel testo.
Tra questi, l’inclusione dei vertici amministrativi dei ministeri tra i decisori pubblici soggetti agli obblighi di trasparenza, una disciplina più efficace delle revolving doors per prevenire conflitti di interessi, una maggiore reciprocità degli obblighi di trasparenza tra rappresentanti di interessi e decisori pubblici e l’introduzione di strumenti di monitoraggio periodico per valutare nel tempo l’efficacia della legge.
Si tratta di elementi essenziali per costruire una disciplina realmente in grado di aumentare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni e garantire processi decisionali più aperti e responsabili.
L’invio della memoria al Senato è l’ultimo tassello di un lavoro che la coalizione #Lobbying4Change porta avanti da anni per promuovere una regolamentazione del lobbying fondata su trasparenza, integrità e partecipazione.
Anche durante l’esame alla Camera abbiamo seguito da vicino l’iter del provvedimento, analizzato le misure proposte e avanzato raccomandazioni per migliorare il testo. Alcune delle criticità che evidenziamo oggi al Senato erano già state segnalate nei mesi scorsi e, in alcuni casi, avevano trovato ascolto nel dibattito parlamentare. Tuttavia, queste aperture non si sono tradotte in modifiche concrete del testo.
Per questo riteniamo che il passaggio al Senato rappresenti un’opportunità decisiva per correggere le lacune ancora presenti e costruire una disciplina del lobbying realmente efficace, trasparente e uguale per tutti.
Continueremo a seguire da vicino questo percorso, portando nel dibattito pubblico e istituzionale il contributo della società civile e lavorando affinché l’Italia si doti finalmente di una regolamentazione del lobbying all’altezza delle migliori pratiche europee.
>>> Vuoi saperne di più sulle nostre osservazioni? Leggi la nostra memoria scritta.
photo credit: Daniele Scudieri | Imagoeconomica
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20 Febbraio 2026
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