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Io Voto Fuori Sede

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Per il diritto al voto reale dei cittadini in mobilità

Petizione diretta al Parlamento e al Governo

Petizione di

IoVotoFuoriSede è un comitato civico nato nel 2008 per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema del diritto di voto per i cittadini in mobilità e che si batte per far approvare una legge che garantisca e tuteli il diritto di voto dei cittadini che vivono in Italia lontano dalla loro residenza.

In collaborazione con:

The Good Lobby

Per milioni di cittadini, studenti e lavoratori che studiano o lavorano in Italia lontano dal proprio comune di residenza è praticamente impossibile recarsi alle urne. Per farlo dovrebbero sostenere viaggi lunghi e costosi, assentandosi dai luoghi di studio o di lavoro, uno sforzo che la pandemia ha reso oltretutto rischioso. È accaduto in occasione dell’ultimo referendum costituzionale di settembre 2020 e succederà di nuovo alle prossime elezioni amministrative e regionali se non fermiamo questa ingiustizia. Firma anche tu per garantire il diritto di voto in sicurezza ai cittadini in mobilità già dalle prossime elezioni di questo autunno!

Nel nostro Paese si stima che siano quasi 2 milioni le persone alle quali viene sistematicamente preclusa la possibilità di esercitare il diritto di voto.

Si tratta soprattutto di giovani tra i 18 e i 35 anni che si spostano per motivi di studio o alla ricerca del primo impiego. Moltissimi di loro provengono dalle regioni del Sud, dalle quali sono costretti a emigrare verso il Nord Italia a causa delle scarse opportunità offerte nei loro territori.

Il video di Casa Surace a sostegno della campagna

Determinate categorie di lavoratori, come gli appartenenti a corpi militari, alle forze di polizia, ai vigili del fuoco e i naviganti (marittimi o aviatori), in realtà possono già votare al di fuori del proprio comune di residenza, ma solamente in occasione di elezioni politiche e referendum.

Tutti gli altri elettori e le altre elettrici hanno diritto solo ad alcune agevolazioni sui costi di viaggio sostenuti per raggiungere il loro comune di residenza. Gli sconti disponibili sono però limitati ai treni a lunga percorrenza o ai voli dell’Alitalia, che hanno prezzi di base molto elevati. Di conseguenza, gli spostamenti hanno costi molto impegnativi da sostenere per un giovane studente o lavoratore.

Il problema dei costi poi non è l’unico che i cittadini in mobilità si trovano ad affrontare: per molti di loro risulta difficile se non impossibile lasciare il domicilio perché gli obblighi di lavoro o di studio non consentono loro lunghi spostamenti.

A ciò si aggiunge oggi la pandemia, che spinge gli elettori alla scelta tra il diritto costituzionale al voto e quello, fondamentale, alla salute. Le limitazioni necessarie alla tutela della salute pubblica costituiscono infatti per molti un impedimento insormontabile al diritto di partecipare, di esprimersi, di scegliere. Un impedimento che ai prossimi appuntamenti elettorali d’autunno riguarderà tanto la Calabria, unica Regione al voto, quanto i numerosi Comuni (più di 1300), anche del Sud, coinvolti nelle elezioni amministrative.

Questo è il momento giusto per implementare, una volta per tutte, un sistema di voto a distanza.

Le prossime elezioni regionali calabresi e le elezioni amministrative possono quindi rappresentare, alla luce del periodo storico, un’importante e irripetibile opportunità per estendere la partecipazione democratica e garantire il diritto costituzionale al voto, creando un precedente rilevante e non trascurabile.

La pandemia ha inoltre rimesso al centro del dibattito pubblico il ruolo dei territori in virtù della gestione dei fondi del PNRR in seno al piano europeo Next Generation EU. Proprio per questo, oggi, a maggior ragione, si impone con urgenza il tema del voto ai fuorisede nelle competizioni elettorali regionali e amministrative, fino ad ora in secondo piano nella battaglia per il voto a distanza, affinché non venga trascurata ancora una volta e soprattutto questa volta la voce delle generazioni più giovani. Senza tralasciare l’impatto che questa innovazione legislativa potrà produrre, dando spazio a un elettorato scevro da condizionamenti clientelari e mafiosi del voto. 

Il voto a distanza è garantito già da anni in altri Paesi europei: in Svizzera, in Spagna e in Irlanda è possibile votare per corrispondenza; in Francia e in Belgio si può delegare il voto a un’altra persona; in Danimarca si può votare in anticipo, in un seggio speciale allestito per l’occasione presso il luogo in cui si è domiciliati; mentre in Germania è ammesso sia il voto per corrispondenza, sia il voto in un altro seggio, nei Paesi Bassi c’è la possibilità di delegare o di votare in un altro seggio.

Nel corso degli anni sono stati tantissimi gli impegni presi dai governi che si sono succeduti, e altrettanti i disegni di legge presentati in Parlamento.

Adesso è in discussione alla Camera una proposta di legge che permetterebbe, se approvata in tempo, il voto a distanza già a partire dalla tornata elettorale d’autunno. Non si può perdere altro tempo, un diritto non garantito è un diritto violato, a maggior ragione in tempo di pandemia.

Approvare un disegno di legge per consentire di votare a distanza alle amministrative sarebbe certamente un precedente importantissimo in prospettiva di un disegno di legge che garantisca il medesimo diritto di voto anche per le Politiche, le Europee e i Referendum.

Firma anche tu per chiedere a Parlamento e Governo di non sprecare anche questa occasione.

Nel pieno delle difficoltà risiede l’occasione favorevole: trasformare una crisi in un’opportunità.

Stavolta abbiamo la possibilità di farlo.

Parallelamente agli sforzi parlamentari, il Comitato IoVotoFuoriSede ha intrapreso anche un’iniziativa giudiziaria. L’obiettivo di questa azione è sollevare una questione di legittimità costituzionale sulla modalità di esercizio del voto, in modo da spingere il Parlamento a legiferare per sanare il pregiudizio ai principi costituzionali su questo tema.

Il video di Casa Surace a sostegno della Campagna

Ecco perché il Comitato, con il supporto legale di un pool di professionisti, ha elaborato e già depositato presso il Tribunale di Palermo un primo ricorso pilota promosso per conto di un gruppo di elettori. Essendo domiciliati per ragioni di studio o lavoro in un luogo diverso da quello di residenza in occasione delle elezioni politiche

Dopo che a fine maggio 2021 Il Viminale ha opposto ostacoli a suo dire “insormontabili” alla tutela del diritto costituzionale al voto dei cittadini “fuori sede”, escludendo categoricamente la possibilità di voto a distanza nella tornata elettorale d’autunno, abbiamo deciso di scrivere al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella assieme alla rete Voto Sano da Lontano di cui facciamo parte.

Le proposte di legge in discussione presso la Commissione Affari Costituzionali già contenevano diverse soluzioni a questi ipotetici ostacoli, anche di immediata applicazione, alcune delle quali sono presenti nel nostro ordinamento.

Crediamo che la voce del Parlamento e dei cittadini non possa essere ignorata dal Governo: la burocrazia non deve avere la precedenza sui diritti fondamentali dei cittadini. Ed è proprio sull’evidente conflitto in essere tra le Istituzioni della nostra Repubblica parlamentare, che abbiamo deciso di l’attenzione del Presidente della Repubblica,

Signor Presidente,

le scriviamo a nome della Rete Voto sano da lontano*.

Le avevamo già scritto a marzo per rappresentarle quelli che erano stati fino ad allora i nostri passi nel condurre questa Campagna per garantire il diritto di voto a distanza alle cittadine e ai cittadini fuori sede, già a partire dalla tornata elettorale d’autunno.

Ad oggi, le cose sono andate molto avanti, grazie anche alla sollecitazione costante della nostra Rete nazionale. 

 Siamo stati coadiuvati in questo sforzo anche da due costituzionalisti, i Professori Roberto Bin e Salvatore Curreri, che hanno redatto la bozza di proposta di legge poi fatta propria dal Presidente della I Commissione alla Camera, on. Brescia, e depositata in Parlamento.

Questa pdl prevede che sia garantita ai fuorisede la possibilità di votare a distanza, attraverso seggi speciali istituiti dalle Prefetture del domicilio, in occasione di elezioni amministrative o regionali. Una pdl, quindi, non onnicomprensiva della materia elettorale, ne siamo consapevoli, ma che potrebbe creare il precedente necessario ad intervenire poi organicamente sulla materia.

Inoltre, Presidente, fin dall’inizio del nostro percorso, abbiamo cercato di coinvolgere tutte le forze dell’arco parlamentare, perché eravamo e siamo tutt’oggi convinti che una battaglia costituzionale non possa avere colori politici.

Sembrava che tutto procedesse per il meglio e che si potesse giungere in poco tempo a un testo base condiviso, quando dal Viminale si sono palesate forti riserve.

 Ciò che le riportiamo in questa nostra, Presidente, la preoccupazione che ci spinge a rivolgerci ancora a Lei, è proprio questa: assistere impotenti a questa paralisi del sistema.

Il parere del Governo, ne siamo consapevoli, si inscrive nel solco della normale dialettica interistituzionale. Tuttavia, il Parlamento è sovrano, il Parlamento deve porre rimedio agli eventuali vulnus presenti nel nostro sistema democratico. E il mancato accesso effettivo al voto per quasi tre milioni di cittadine e cittadini riteniamo, a buon diritto, che rientri in questa categoria.

Ci chiediamo, quindi, se dal Governo possa giungere un alt di questo genere, se la leale collaborazione tra i Poteri dello Stato, nell’ottica del rispetto della nostra Carta costituzionale, possa assumere un’importanza secondaria rispetto a questioni di carattere burocratico-amministrativo.

Siamo preoccupati, Presidente, ed è il rispetto, l’amore verso le nostre Istituzioni repubblicane a spingerci a esprimerLe così chiaramente questo nostro disagio.

 È nostro convincimento che questa grande piccola battaglia, che pure ancora non è terminata, sia riuscita laddove spesso in Italia si fallisce.

Ha messo al centro i bisogni e i diritti delle e dei giovani, la cui vita è scandita dalla mobilità, ma senza cercare lo scontro generazionale e, anzi, portando sulla stessa barricata movimenti e associazioni di varia composizione anagrafica. Inoltre, come Rete abbiamo sempre e primariamente posto l’accento sulla tutela del diritto costituzionale al voto e sull’imprescindibilità della trasversalità politica, tanto che oggi in Commissione collaborano sinergicamente forze politiche diverse, e nessuna di queste si batte per rivendicare una primazia.

Questi elementi ci rendono fieri e orgogliosi di aver operato al meglio delle nostre capacità per unire, e non per dividere; perchè tante voci aiutassero altre, oggi afone, a potersi esprimere.

Per estendere diritti, che mai sottraggono ma solo aggiungono sostanza alla salute della nostra Democrazia. E, infine, per alimentare attesa ed entusiasmo per le competizioni elettorali non solo prossime venture, ma tutte quelle future; per far assaporare alla Next Generation EU il sapore delle battaglie non solo combattute ma anche vinte sulla scorta degli ideali e della passione civile.

Un sapore che desideriamo accompagni e ispiri sempre la nostra vita di cittadine e cittadini della Repubblica e dell’Unione.

 Nella lettera rivolta ai Prefetti, in occasione della Festa della Repubblica, Lei esprime un chiaro invito “a sostenere le iniziative promosse per la ripartenza”, ripartenza possibile solo grazie alla collaborazione e al dialogo tra le Istituzioni e la società civile.

Noi, Presidente, di questo le scriviamo oggi: di ripartenza. Una ripartenza che non può prescindere, e anzi deve ripartire dalla partecipazione democratica. 

Altresì, siamo qui a esprimerLe preoccupazione in merito alla possibile interruzione di quel dialogo tra istituzioni, dialogo a cui anche Lei assegna grande importanza.

Le chiediamo quindi, Presidente, di aiutarci, e di farsi garante dei delicati meccanismi di questa, a volte non ben oleata, catena di montaggio.

*La Rete Voto sano da lontano è nata su impulso del Think Tank Collettivo Peppe Valarioti e oggi conta tra le sue fila: ADI – Associazione Dottorandi e Dottori di Ricerca in Italia, Comitato Io Voto fuori sede, The Good Lobby, l’Associazione FuoriDiME, l’Unione degli Universitari (UDU), Confederazione degli Studenti, UniLab – Svoltastudenti, Yezers – La Start up di due generazioni, 6000 Sardine; alcune realtà partitiche territoriali, come Volt Calabria, PD Calabria, PD Marcona 101 (MI); oltre che le compagini regionali calabresi di ANPI, Confesercenti, CGIL, CISL e UIL, Libera, Movimento Politico per l’Unità e l’associazione Insieme per il Bene Comune di Vibo Valentia.

Insieme al Comitato Iovotofuorisede abbiamo pubblicato il rapporto  “Fuori sede al voto: realtà in Europa, miraggio in Italia”. In tutta Europa tranne che in Italia, Cipro e Malta (isole di piccole dimensioni, va notato) si può votare fuori dalla propria città di residenza. Le soluzioni sono molte, ma il Ministero dell’Interno non vuole prenderne in considerazione nemmeno una.  Nel frattempo quasi 3 milioni di persone non possono esercitare pienamente il loro diritto di voto.

 

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