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6 Maggio 2021

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Campania partecipa, un esempio di buon lobbying a costo zero

di Giovanna Tanda

Il lobbying ha un ruolo fondamentale per il successo di un governo rappresentativo. Senza informazioni, prospettive e proposte provenienti dai cittadini, i funzionari eletti potrebbero solo ipotizzare quali politiche facciano avanzare gli interessi di coloro che sono tenuti a rappresentare. 

Purtroppo, in termini di regolamentazione del lobbying, in molte nazioni includendo anche l’Italia, continua ad esserci la mancanza o inadeguatezza di un quadro legislativo nazionale coerente. Ciò, sommato alla mancata divulgazione di informazioni da parte degli attori coinvolti, diminuisce il livello di trasparenza necessario per permettere un equo confronto e contro-lobbying dei gruppi interessati, provocando così un aumento del deficit democratico e la sfiducia nelle istituzioni pubbliche.

Diversi studi e rapporti di organizzazioni internazionali, come l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), hanno dimostrato che il meccanismo di trasparenza è uno strumento essenziale per rafforzare il processo decisionale democratico e regolare il lobbismo. 

Tuttavia, l’esperienza mostra che la regolamentazione del lobbying pone sfide significative soprattutto a livello amministrativo. Infatti, raggiungere una regolamentazione efficace richiede di trovare un equilibrio senza creare un eccessivo onere burocratico per i lobbisti e i decisori pubblici. 

Per superare queste sfide amministrative, il processo deve iniziare dalla costruzione del consenso tra tutti i gruppi interessati, compresi i politici, le aziende, le amministrazioni pubbliche e la società civile, permettendo contemporaneamente una migliore gestione degli oneri amministrativi e facilitando i benefici per lo Stato. 

Seguendo una pianificazione che si basa sulla selettività degli strumenti normativi di lobbying, sulla semplificazione e digitalizzazione del processo burocratico, sul dialogo tra istituzioni pubbliche e stakeholder (soprattutto le organizzazioni della Società Civile), nonché sulla trasparenza e sull’efficacia degli interventi legislativi, può essere possibile raggiungere obiettivi essenziali come la fiducia dei cittadini nelle istituzioni pubbliche, il rafforzamento della democrazia e altri benefici civici legati al governo, nel rispetto degli interessi pubblici e privati.

La creazione di consultazioni o spazi comuni per discutere ed esprimere opinioni e interessi, potrebbe avere un impatto positivo sul regolamento dei gruppi di pressione, e allo stesso tempo, migliorare la gestione degli oneri amministrativi. Una soluzione empirica può essere identificata nelle consultazioni istituite per l’Analisi d’Impatto della Regolamentazione (AIR). 

Integrato in una fase iniziale del processo decisionale, l’AIR rappresenta un buon strumento per promuovere i principi di trasparenza, per rafforzare il sistema democratico e per ridurre gli oneri amministrativi, permettendo ai cittadini di beneficiare del processo decisionale politico allo stesso modo, sia a livello nazionale che sub-nazionale.

Il progetto Campania partecipa, l’Analisi d’Impatto della Regolamentazione in azione e i suoi risultati

La normativa italiana sul lobbying è ancora agli inizi, ma sembra che stia lentamente facendo progressi. Nondimeno, la mancanza di un quadro regolamentare organico  rende il contesto subnazionale italiano un caso di studio interessante nel contesto della partecipazione della società civile e della gestione degli oneri amministrativi. 

La regione Campania non ha una regolamentazione del lobbying, ma a partire dal 2015 si è attivata a coinvolgere i propri cittadini nei processi decisionali regionali attraverso consultazioni pubbliche, prevedendo che tutti i progetti di legge della Giunta regionale debbano essere preventivamente condivisi con i cittadini e gli stakeholders in modo trasparente. 

Quindi, gli attori della società civile possono esprimere i loro suggerimenti e le loro preoccupazioni attraverso consultazioni pubbliche in loco o online ai fini della AIR, che valuta gli effetti della regolamentazione sulla pubblica amministrazione, sui cittadini e sulle imprese, indicando le precise finalità dell’intervento normativo, le opzioni alternative e l’analisi costi-benefici derivanti dal provvedimento adottato.

Sulla base dei risultati ottenuti nel progetto regionale “Campania Partecipa” si è evinta la possibilità di utilizzare uno strumento alternativo, ovvero le consultazioni AIR, che preveda l’inclusione di una più ampia partecipazione della Società Civile (SC) nei processi di elaborazione delle politiche, mostrando una maggiore trasparenza da parte del decisore pubblico e una equità nella rappresentazione degli interessi dei cittadini ed aziende, promuovendo una migliore gestione degli oneri amministrativi. In particolare, tre fattori hanno evidenziato la validità dello strumento AIR e le consultazioni:

  1. La creazione di un ambiente di dialogo. La creazione di un forum di discussione ha portato a un taglio dei passaggi inefficaci durante il processo legislativo, con una conseguente riduzione dei tempi di approvazione dei disegni di legge. Questo ambiente di confronto ha migliorato la trasparenza e la responsabilità delle istituzioni pubbliche, così come l’apertura degli stakeholder, in particolare della società civile, ad esprimere le loro opinioni.
  2. Pari opportunità di accesso. L’apertura del processo decisionale e l’identificazione di criteri oggettivi per selezionare e invitare gli stakeholder alle consultazioni in loco e online, ha permesso di garantire la piena parità di accesso e di trattamento tra tutti gli stakeholder del territorio. La più ampia inclusione delle società civile e i loro suggerimenti hanno portato all’allargamento della fonte di dati dell’amministrazione, che prima includeva solo le informazioni provenienti dal settore privato. Così facendo, si è è dato spazio alla conoscenza tecnica e sostanziale della società civile nella procedura legislativa.
  3. Cooperazione con la Giunta. L’approccio partecipativo faccia a faccia e il nuovo approccio online ha permesso alla società civile di avere una visione più completa del processo legislativo. L’istituzione di una sezione nel sito web istituzionale ha facilitato la comunicazione tra stakeholder e Giunta, così come la riduzione dell’asimmetria informativa. Infatti, lo scambio di informazioni e suggerimenti è stato stimolato dalla possibilità di collaborare alla stesura dei progetti di legge, mentre la pubblicazione dei rapporti AIR ha offerto un feedback trasparente e responsabile sui criteri decisionali per il consolidamento delle proposte degli stakeholder.

In generale, i benefici sono stati identificati in un aumento generale di trasparenza, digitalizzazione e semplificazione del processo amministrativo. Inoltre, il progetto ha aumentato la comunicazione tra i principali attori permettendo una crescita della fiducia verso i decisori pubblici e diminuendo i conflitti iniziali. Inoltre, un risultato inaspettato è stata la riduzione del tempo di approvazione dei progetti di legge, che è stato dimezzato per i testi normativi che hanno seguito questa procedura.

Tuttavia, è importante sottolineare che l’esito previsto ha avuto successo grazie all’estensione territoriale, che era già considerata un’ipotesi di partenza. Infatti, c’è la possibilità che anche replicando le stesse dinamiche a livello nazionale, il progetto possa non produrre gli stessi risultati.

Conclusione

Progetti come Campania Partecipa possono contribuire al coinvolgimento di tutti i possibili stakeholder, promuovendo l’equilibrio nei processi di influenza delle politiche pubbliche e costruendo la fiducia dei cittadini nelle istituzioni grazie alla progettazione e alla realizzazione di fasi innovative di consultazione pubblica. Inoltre, il progetto Campania Partecipa può rappresentare una nuova strategia per avviare una regolamentazione del lobbismo a costo zero. In primo luogo, anche se lo statuto regionale non prevede una regolamentazione del lobbying, la Regione applica un meccanismo di trasparenza incentrato sulla richiesta e sui bisogni del cittadino. In secondo luogo, lo standard di comunicazione tra le parti interessate e le istituzioni pubbliche, rappresenta uno dei passi essenziali per gestire meglio il costo amministrativo della regolamentazione, facilitando l’annullamento di qualsiasi tipo di clientelismo.

Inoltre, il progetto ha dimostrato che la AIR ha un enorme potenziale come strumento per la regolamentazione del lobbismo. Attraverso il suo controllo dei costi amministrativi e la creazione di benefici, lo strumento partecipativo può portare ad un miglioramento della regolamentazione del lobbismo per i governi. 

Questo consolida il punto che per una regolamentazione di successo del lobbismo, i governi devono adottare sia il registro obbligatorio che strumenti partecipativi come l’AIR. Di conseguenza, questa analisi ha mostrato come la partecipazione della società civile con gli strumenti appropriati può incanalare il costo generato da un regolamento e produrre diversi benefici, non solo per i cittadini ma anche per l’amministrazione.

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