16 Dicembre 2020

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Chi controlla le società anonime nell’UE? Dobbiamo saperlo per prevenire frodi e corruzione

di The Good Lobby

Più di 11.000 miliardi di dollari sono già stati spesi dai governi di tutto il mondo per rispondere con urgenza alla pandemia COVID-19: ottenere informazioni affidabili su chi controlla le società anonime è fondamentale per comprendere dove va a finire questo denaro e per prevenire i casi di mala gestione finanziaria, le frodi e la corruzione. 

Purtroppo alcuni Stati dell’Unione Europea vorrebbero limitare l’accesso ai soli dati “essenziali” del registri delle imprese, escludendo, inoltre, i nominativi dei proprietari d’azienda.

Insieme a 100 organizzazioni di spicco nel campo della trasparenza, della lotta alla corruzione e dei dati aperti, e a tanti giornalisti investigativi di tutta Europa, abbiamo invitato la Commissione europea e i governi nazionali ad agire per garantire che i registri delle imprese, inclusi i dati relativi alla proprietà e alla struttura societaria, siano liberamente accessibili e pubblicati in formato aperto.

Grazie all’iniziativa di Access Info Europe (organizzazione impegnata nel garantire l’accesso all’informazione pubblica in Europa), abbiamo inviato a Thierry Breton, Commissario per il mercato interno, e a Vera Jourová, Vicepresidente sui valori e la trasparenza, una lettera in cui abbiamo ribadito che l’impegno verso l’apertura dei registri delle imprese è la misura di trasparenza e anticorruzione più importante che l’UE potrà adottare nel 2020.

Il tentativo dell’UE di annacquare la direttiva sui dati aperti è un regalo al crimine organizzato e ai corrotti. La trasparenza a metà strada lascia scappatoie che invitano il denaro sporco ad entrare nel sistema, minando la democrazia, e nella sostanza favorisce la plutocrazia. La direttiva europea, ha bisogno di uno standard durissimo per svolgere il suo ruolo fondamentale per la democrazia.

I Paesi in via di sviluppo perdono ogni anno più di 1.000 miliardi di dollari a causa della mancanza di trasparenza e degli affari loschi. I cittadini, compresi i giornalisti e le organizzazioni della società civile, svolgono un ruolo determinante nel far emergere la corruzione e i traffici illeciti, quindi, affinché i registri delle società dell’UE siano efficaci, dovrebbe essere garantito il pieno accesso ai dati sulla proprietà delle società.

Le preoccupazioni sulla privacy sull’apertura dei registri avanzate dagli oppositori sono in realtà un pretesto: si tratta in realtà di una misura proporzionata, in linea con la Direttiva sui dati aperti che stabilisce che per combattere la corruzione alcuni dati devono essere resi pubblici, compresi i nomi dei proprietari delle società. Non si può fare marcia indietro ora a causa delle pressioni esercitate dalle imprese che non sono pronte alla trasparenza

La nostra richiesta è che la trasparenza dei dati relativi alla struttura aziendale e ai loro proprietari sia l’elemento essenziale su cui dovrebbe concentrarsi l’implementazione della direttiva sui dati aperti:

  • Nome del proprietario dell’azienda;
  • Mese e anno di fondazione;
  • Nazionalità;
  • Identificativo del proprietario;
  • Nominativi degli azionisti;
  • Paese di residenza degli azionisti/proprietari;
  • Stato di insolvenza della società;
  • Tutti gli aggiornamenti delle informazioni presentate, compresa la data dell’ultimo aggiornamento.

Questi standard sono già stati adottati nel Regno Unito e in Danimarca: la Commissione europea e gli Stati membri dovrebbero garantire che queste informazioni siano accessibili senza restrizioni anche per i Paesi dell’Ue

Leggi la lettera a Thierry Breton e Vera Jourová in inglese

Image credits: Global Witness

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