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Cingolani rimetta pubblica la sua agenda degli incontri con lobbisti

Intollerabile che in piena crisi energetica e fondi PNRR non si conosca la sua agenda. La sua come quella degli altri Ministri. Al via la campagna di The Good Lobby per ottenere, finalmente, una seria legge sul lobbying

“In una fase come quella che stiamo vivendo, in pieno conflitto ucraino e la gravissima crisi energetica che ha generato, PNRR da applicare e transizione ecologica da attuare è inaccettabile che il Ministro Cingolani perpetui la scelta di oscurare la sua agenda pubblica d’incontri con i lobbisti. Lui pensa di averla online. Almeno così sembra dalle dichiarazioni riportate nella puntata di Report di lunedì, in cui ha affermato di avere “un’agenda trasparente”. Peccato che non sia così: dal sito web del Ministero la sua agenda è scomparsa da maggio 2021 per supposti problemi di “privacy” che in oltre un anno non si è stati in grado di risolvere.

Grazie alla trasmissione Report e alle indagini di ReCommon abbiamo saputo dei suoi 100 e più incontri precedenti all’invio del Recovery Plan (aprile 2021) con Eni e SNAM, che hanno spinto per orientare la richiesta di i finanziamenti europei verso il gas fossile e l’idrogeno blu.

E meno male che la Commissione ha detto no. Il suo è un Ministero cruciale come lo sono anche gli altri che si fanno un baffo della trasparenza. Atto dovuto all’estero ma in Italia concessione negata alla Marchese del Grillo. Per questo The Good Lobby lancia una grande petizione online per spingere perché si arrivi finalmente a una vera e propria legge sul lobbying che non fa certo paura ai lobbisti che operano con serietà. Ma a qualche Ministro e a qualche realtà industriale forse si.