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Più tutele per le voci di giustizia in linea con la direttiva UE sul whistleblowing

Insieme a Transparency International, Hermes Center, Info.nodes e GlobaLeaks, raccolta firme per tutelare chi segnala illeciti sul lavoro

A pochi mesi dalla scadenza per recepire la direttiva europea sul whistleblowing, il Governo ancora non si è mosso per garantire la piena protezione di chi segnala sospetti illeciti sul lavoro.  “Con l’imminente arrivo dei fondi previsti dal Recovery Fund, non possiamo più rimandare questa legge – spiega Federico Anghelé, direttore dell’ufficio italiano di The Good Lobby – la tutela dei segnalanti civici è un tassello fondamentale per evitare che le risorse europee finiscano in mano al malaffare. In collaborazione con Transparency International Italia, Hermes Center, Info.nodes e GlobaLeaks, abbiamo appena lanciato una petizione per chiedere al Governo di recepire subito la direttiva europea sul whistleblowing. Come ha sottolineato il Presidente dell’ANAC nella sua Relazione al Parlamento, si tratta di una grande opportunità per combattere la corruzione e promuovere una rete di legalità capillare”.

La direttiva europea stabilisce uno standard di protezione elevato per i segnalanti, che potranno finalmente godere di maggiori tutele contro ritorsioni e discriminazioni, oltre che della possibilità di scegliere fra diversi canali di segnalazione, anche al di fuori della propria azienda o amministrazione. Le associazioni chiedono inoltre che queste disposizioni vengano rinforzate dal Governo con misure complementari che assicurino la protezione di chiunque in ogni ambito lavorativo segnali presunte minacce o danni all’interesse pubblico; l’obbligo di investigare adeguatamente le segnalazioni anonime; la protezione dell’identità del segnalante in caso di processo penale; l’esonero dalla responsabilità civile e penale per la divulgazione di segreti commerciali nella segnalazione e l’istituzione di canali di segnalazione dedicati per i settori della difesa e della sicurezza.

“Si tratta di una legge che può fare la differenza per la vita di migliaia di persone – conclude Anghelé – e che protegge chi sceglie di dire no all’omertà, agendo nell’interesse della cosa pubblica, della collettività e delle future generazioni. Ci auguriamo che la Ministra della Giustizia e il Governo non voltino le spalle ai segnalanti civici, grazie ai quali possiamo costruire un’Italia più giusta, più equa e più sicura.”