Milano, 12 gennaio 2026 – In merito alla trasposizione della Direttiva europea sul tema delle azioni legali temerarie avviate per intimidire e silenziare giornalisti, attiviste e whistleblower – le cosiddette SLAPP (Strategic Lawsuits Against Public Participation) – The Good Lobby Italia ribadisce con forza l’invito al Governo ad avviare un confronto con la società civile. Attraverso la Direttiva in questione, l’UE obbliga gli Stati membri ad adottare misure solo contro le SLAPP transfrontaliere, non avendo competenza legislativa per intervenire direttamente sui casi nazionali, in ragione dei limiti stabiliti dai trattati sul suo funzionamento.
Tuttavia, limitare l’ambito di applicazione della legge solo ai casi di carattere transfrontaliero comporterebbe una disparità di trattamento difficile da giustificare e un impatto pratico quasi nullo: dopo tutto, oltre il 90% delle cause SLAPP non ha carattere transfrontaliero, ma si svolge all’interno di una sola giurisdizione. Proprio per questo motivo, la stessa Commissione Europea invita gli Stati a considerare la Direttiva come uno standard di minima sollecitandoli ad estendere le protezioni contro le SLAPP anche ai casi nazionali, così come fa il Consiglio d’Europa.
La prova evidente che vi è la possibilità di estendere l’applicazione della Direttiva anche ai casi nazionali arriva dalla Polonia e dal Belgio, Paesi nei quali si stanno già attivamente discutendo proposte legislative che procedono in questa direzione.
L’Italia è il Paese europeo in cui si è registrato il più alto numero di SLAPP secondo l’ultimo report della coalizione CASE e quello della commissione LIBE del Parlamento europeo. Si tratta spesso di azioni legali vessatorie iniziate anche da figure politiche di primo piano, come ad esempio membri dell’esecutivo. Questi dati evidenziano quanto sia urgente tutelare la libertà di stampa e di espressione, applicando in modo estensivo la Direttiva, in assenza di una legge italiana ad hoc. Il nostro ordinamento, infatti, non punisce ancora adeguatamente le querele temerarie, differentemente da quanto affermato dal Presidente del Consiglio Meloni, come dimostrato dall’abuso costante della legge e, in particolare, di strumenti come querele o richieste di risarcimento per diffamazione, per mettere a tacere le voci critiche.
“In vista della prossima scadenza per la trasposizione della Direttiva anti SLAPP, non ci rimane che invitare il Governo a non limitarsi ad applicare strettamente quanto previsto dalla Direttiva, che risente in parte dei limiti relativi agli ambiti di competenza della normativa europea, ma di dotarsi di garanzie simili anche per i casi nazionali, come suggerito dalle stesse raccomandazioni UE. In quanto membro di CASE (Coalition Against Slapp in Europe), The Good Lobby può fornire un valido supporto all’Esecutivo in fase di trasposizione della legge il cui ambito di applicazione, contrariamente a quanto affermato nel corso della conferenza stampa di inizio anno dal Presidente del Consiglio Meloni, può essere esteso fino ai casi domestici. Per farlo, serve solo la volontà politica” ha dichiarato Martina Turola, vicepresidente di The Good Lobby.
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