25 Settembre 2020

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Fabiana Dadone al Summit OGP invoca trasparenza e partecipazione. Ma la legge sul lobbying è ferma da mesi

di The Good Lobby

Anche il summit annuale dei leader dell’Open Government Partnership (OGP), l’iniziativa internazionale che mira a ottenere impegni concreti dai Governi sulla promozione della trasparenza, della partecipazione civica e della lotta alla corruzione, nel 2020 si è svolto online invece che a New York, a margine della Conferenza ONU al Palazzo di Vetro come di consueto. 

Al centro del summit la pandemia e la necessità di fornire informazioni puntuali, trasparenti, aperte alla popolazione, scongiurando i rischi di corruzione nella gestione dei fondi per l’emergenza e promuovendo processi di consultazione e partecipazione degli stakeholder in particolar modo nei piani di recupero economico dei Paesi più colpiti dal covid. L’Italia era rappresentata dalla ministra per la PA Fabiana Dadone, che ha ricordato gli importanti passi avanti fatti dal nostro Paese, soprattutto grazie al contributo della società civile, in tema di trasparenza e accountability, tra cui il lancio della piattaforma Partecipa, la riforma dell’accesso civico (FOIA) e la legge sul whistleblowing, concludendo il suo intervento con una dichiarazione che a noi è piaciuta molto: “Dare informazioni chiare ed affidabili alle persone, coinvolgerle nei processi e nelle decisioni significa farne crescere la consapevolezza e la qualità dell’essere cittadini e se migliora la partecipazione della collettività allora miglioreranno anche le istituzioni”. Peccato però che in Parlamento sia ferma da mesi la legge sul lobbying che renderebbe davvero trasparente, aperto e partecipato il processo decisionale.

Cara Ministra, caro Governo e caro Parlamento cosa aspettate ad approvarla, soprattutto ora che con il Recovery fund avremo bisogno di una piena trasparenza e inclusività dei processi decisionali?

 

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