23 Giugno 2025
Lo scorso 19 giugno, al Talent Garden Ostiense di Roma, si è conclusa la seconda edizione dell’Italian Climate Incubator, il percorso di formazione e mentoring promosso da The Good Lobby e dedicato alle organizzazioni della società civile impegnate sul fronte della crisi climatica.
Una giornata intensa, partecipata, pensata per fare il punto su un anno di lavoro condiviso. Dieci associazioni provenienti da tutta Italia si sono ritrovate per rafforzare le proprie campagne, consolidare alleanze, e confrontarsi su strategie comuni per affrontare le sfide ambientali in modo sempre più efficace e strutturato.
Una sfida grande, ma non impossibile
Secondo un recente sondaggio di YouTrend, uno dei motivi principali per cui molte persone in Italia non si sentono motivate ad agire contro il cambiamento climatico è la percezione che il problema sia troppo grande per essere davvero affrontato.
Una sensazione comprensibile, ma pericolosa. Perché proprio nei momenti in cui l’urgenza è massima, il rischio è quello di cedere all’impotenza invece che attivarsi.
È anche per questo che, al centro del nostro lavoro, c’è un principio chiave: ogni campagna di lobbying civico deve partire da un obiettivo chiaro, specifico e raggiungibile. Lo ricorda anche Alberto Alemanno, fondatore di The Good Lobby, nel suo libro “Lobbying for Change”: per essere efficace, l’azione civica deve saper frammentare le grandi sfide in traguardi concreti e misurabili.
Un anno di crescita, tra strumenti e alleanze
L’Italian Climate Incubator nasce proprio con questo obiettivo: rafforzare le competenze delle realtà che si occupano di clima, aiutandole a sviluppare strategie di pressione più incisive, a costruire relazioni con le istituzioni, e a comunicare in modo più efficace i propri messaggi.
Durante i 12 mesi del programma 2024–2025, le associazioni coinvolte hanno partecipato a incontri di formazione, momenti di mentorship personalizzata, laboratori pratici e occasioni di confronto tra pari. Un percorso che ha permesso di affinare campagne già esistenti e immaginarne di nuove, più ambiziose ma anche più strutturate.
A chiudere il percorso, durante l’evento finale, è intervenuto Felice Moramarco, responsabile comunicazione di Greenpeace Italia, con uno stimolo importante: per essere davvero trasformativa, la comunicazione sul clima deve saper ispirare, creare vicinanza e mobilitare emozioni, senza cadere nella trappola del catastrofismo paralizzante.
Una rete che continua
Siamo profondamente grati alle organizzazioni che hanno preso parte a questa seconda edizione con dedizione, passione e impegno costante. Il loro lavoro quotidiano sul territorio è la testimonianza concreta che il cambiamento climatico è una sfida collettiva, non astratta né irraggiungibile.
Continueremo a camminare insieme, a fare rete e a costruire sinergie, convinti che solo l’azione condivisa possa produrre risultati duraturi.
La prossima edizione dell’Italian Climate Incubator è già in preparazione.
Restate aggiornati: nuove informazioni in arrivo a breve.