Secondo il rapporto Istat “La partecipazione politica in Italia”, negli ultimi vent’anni il legame tra cittadini e politica è cambiato profondamente. Non si parla solo di voto e astensionismo, ma di quella che viene definita partecipazione invisibile, ovvero la tendenza a informarsi e discutere di politica.
Se nel 2003 oltre la metà della popolazione si informava di politica almeno una volta a settimana, nel 2024 la quota è scesa al 48,2%, mentre cresce chi dichiara di non occuparsene mai: il 29,4% dei cittadini italiani, ovvero oltre 15 milioni. Anche le occasioni di confronto diminuiscono: sempre più persone non parlano mai di politica (36,9%), segno di quanto molti cittadini si sentano ormai lontani dalla politica di tutti i giorni.
I giovani fino ai 24 anni, e in particolare i giovanissimi tra i 14 e i 17 anni, sono il gruppo più lontano dalla politica: solo il 16,3% dei 14-17enni e il 34,6% dei 18-24enni si informa almeno una volta a settimana, mentre la maggioranza non segue mai l’attualità politica. La ragione principale è il disinteresse, seguito dalla sfiducia nella politica, che tende a crescere con l’età e diventa un ostacolo anche per i giovani adulti.
Anche fattori sociali e territoriali influenzano la partecipazione: chi ha un titolo di studio più alto e appartiene a famiglie agiate tende a informarsi di più, così come chi vive nelle regioni del Centro-Nord. La disaffezione aumenta invece tra chi ha un basso livello di istruzione, proviene da contesti meno favoriti o vive nel Mezzogiorno.
C’è però un segnale positivo: nonostante il generale disinteresse per la politica, le nuove tecnologie e la diffusione dei social media hanno contribuito a cambiare non solo il modo di informarsi, ma anche le forme attive di partecipazione. Nel 2024, per esempio, oltre 10 milioni e mezzo di cittadini hanno espresso opinioni su temi sociali o politici attraverso siti web o social media, cioè una persona ogni quattro utenti di Internet. Inoltre tra gli adulti fino a 44 anni, e in particolare tra i giovani, più del 60% usa Internet per informarsi.
Ma sono soprattutto le mobilitazioni degli ultimi mesi, culminate nello sciopero generale del 22 settembre, quando centinaia di migliaia di persone sono scese in piazza in oltre 80 città italiane per chiedere la fine del genocidio a Gaza e lo stop alla collaborazione militare, politica ed economica con il Governo israeliano, a dimostrare chiaramente che, quando la situazione si fa insostenibile, la società civile italiana è pronta a ribellarsi e a far sentire la propria voce.
Anche noi di The Good Lobby crediamo che la democrazia sia viva solo se tutti hanno la possibilità di prenderne parte. Per questo, con le nostre campagne, gli eventi e le attività di formazione, lavoriamo ogni giorno per riavvicinare le persone alla politica, ridurre le disuguaglianze e costruire strumenti che permettano a chiunque di partecipare davvero alla vita democratica.
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29 Gennaio 2026
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