Nel nuovo report di CASE, la Coalizione contro le SLAPP in Europa, e della Fondazione Daphne Caruana Galizia, nel 2024 sono state mappate 167 azioni legali temerarie in tutta l’Unione europea. Di queste, 21 riguardano l’Italia, che si colloca al primo posto, seguita dalla Germania con 20 casi. Tra quelli italiani figurano la querela della ministra del Turismo Daniela Santanchè contro l’Espresso, con una richiesta di risarcimento da 5 milioni di euro, e la causa intentata dal ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso contro Il Foglio e Il Riformista, per un importo compreso tra 250mila e 500mila euro.
Ma spazio civico e libertà di espressione non sono in pericolo solo nel nostro Paese. Le SLAPP continuano ad aumentare in tutta Europa: complessivamente, sono stati identificati anche nuovi casi relativi agli anni precedenti, portando il numero totale di SLAPP documentate dal 2010 a oggi a 1303, in chiaro aumento rispetto alle 1049 rilevate fra il 2010 e il 2023. I casi documentati rappresentano però soltanto la “punta dell’iceberg”. La maggior parte dei tentativi di censura contro giornalisti, attiviste e whistleblower avvengono nella fase precontenziosa, attraverso lettere di diffida e di minacce legali che purtroppo hanno un grave effetto dissuasivo sui bersagli di SLAPP, facendo sì che molte minacce e casi non diventino mai di dominio pubblico.
Nel 2024 è stata approvata la direttiva europea anti-SLAPP che gli Stati membri dovranno recepire entro maggio 2026. Rappresenta un primo passo in avanti, ma non mancano, purtroppo, alcuni limiti. L’UE non ha competenza legislativa per intervenire direttamente sui casi nazionali, per questo la direttiva offre protezione solo ai casi transfrontalieri, come quello che coinvolge la BBC, querelata da Trump per 10 miliardi di dollari, e Greenpeace, bersaglio della causa da 660 milioni di dollari dell’Energy Transfer, contro la quale la ONG ha sporto una controquerela nei Paesi Bassi. Oltre il 90% dei casi, però, è di natura nazionale. La maggior parte delle vittime, dunque, rischia di restare senza alcuna protezione.
Per questo la Commissione europea ha invitato i governi a estendere le tutele anche alle SLAPP interne, un invito già raccolto da Polonia e Belgio. Lo stesso non può dirsi dell’Italia. Secondo le recenti dichiarazioni della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il Governo intende limitare le protezioni ai soli, rari casi transfrontalieri, sostenendo che le norme nazionali vigenti siano già sufficienti. Così rischiamo seriamente di lasciare indifesi giornalisti, attiviste e attivisti che esercitano quotidianamente il diritto di critica e di informazione.
Come membri del nodo italiano di CASE, continueremo a monitorare il recepimento della direttiva e fare pressione affinché le tutele vengano garantite anche, e soprattutto, a livello nazionale.
Leggi il nostro report (in inglese) per saperne di più sulle SLAPP in Italia e in Europa!
Articolo
Articolo
9 Dicembre 2025
Articolo