Dona

Campagna > in corso

Io Voglio Votare Fuori Sede

EmailTwitterFacebookWhatsApp

Al referendum sulla giustizia non si voterà da remoto? Basta: chiediamo una legge sul voto fuorisede!

Petizione rivolta a Governo e Parlamento

Petizione di

In collaborazione con:

The Good Lobby
Will Media
Iovotofuorisede

Per milioni di cittadini, studenti e lavoratori che studiano o lavorano in Italia lontano dal proprio comune di residenza è praticamente impossibile recarsi alle urne: per farlo dovrebbero sostenere viaggi lunghi e costosi, assentandosi dai luoghi di studio o di lavoro. Questo significa, per la maggior parte di loro, astenersi involontariamente e non recarsi ai seggi. Grazie alle nostre pressioni però, alle elezioni Europee del 2024 gli studenti universitari per la prima volta hanno potuto votare a distanza e, in occasione dei Referendum del 2025, anche i lavoratori e chi si sposta per cura ha avuto la possibilità di votare a distanza. Ciononostante manca ancora una legge definitiva che possa garantire in modo stabile di votare a distanza per tutti i tipi di elezioni come le Politiche, le Regionali e le Amministrative. La legge delega approvata alla Camera era ferma dal luglio 2023; proprio per questo il 4 luglio 2025 abbiamo deciso di depositare la nostra proposta di legge di iniziativa popolare che garantirebbe questo diritto a tutte e tutti per ogni tipologia di elezioni. Il 24 ottobre 2025 abbiamo finalmente raggiunto le 50.000 firme necessarie e successivamente depositato il testo al Senato, dove a breve inizierà la discussione in Commissione Affari Costituzionali.

Secondo l’ISTAT, nel nostro Paese si stima che siano circa 4.9 milioni le persone alle quali viene sistematicamente preclusa la possibilità di esercitare il diritto di voto.

 

Si tratta soprattutto di giovani tra i 18 e i 35 anni che si spostano per motivi di studio o alla ricerca del primo impiego. Moltissimi di loro provengono dalle regioni del Sud, dalle quali sono costretti a emigrare verso il Nord Italia a causa delle scarse opportunità offerte nei loro territori.

 

A determinate categorie di lavoratori, come gli appartenenti a corpi militari, alle forze di polizia, ai vigili del fuoco e i naviganti (lavoratori marittimi o aviatori), in realtà sarebbe già consentito di votare al di fuori del proprio comune di residenza, ma solamente in presenza di specifiche condizioni e in occasione di elezioni Politiche e Referendum. Peraltro, è da precisare che nel caso dei lavoratori marittimi, la natura e la disciplina dell’attività lavorativa impedisce loro di recarsi alle urne quando sono in servizio a bordo, e dunque impedendogli di fatto di esercitare il proprio diritto di voto.

 

Tutti gli altri elettori e le altre elettrici hanno diritto solo ad alcune agevolazioni sui costi di viaggio sostenuti per raggiungere il loro comune di residenza. Gli sconti disponibili sono però limitati ai treni a lunga percorrenza o ai voli della compagnia di bandiera che hanno prezzi di base molto elevati. Di conseguenza, gli spostamenti hanno costi molto impegnativi da sostenere per un giovane studente o lavoratore.

 

Il problema economico poi non è l’unico che i cittadini in mobilità si trovano ad affrontare: per molti di loro risulta difficile se non impossibile lasciare il domicilio perché gli obblighi di lavoro o di studio non consentono lunghi spostamenti. Un impedimento che ai prossimi referendum e alle prossime elezioni Politiche riguarderà milioni di persone.

 

Il voto a distanza è garantito già da anni in altri Paesi europei: in Svizzera, in Spagna e in Irlanda è possibile votare per corrispondenza; in Francia e in Belgio si può delegare il voto a un’altra persona; in Danimarca si può votare in anticipo, in un seggio speciale allestito per l’occasione presso il luogo in cui si è domiciliati; mentre in Germania è ammesso sia il voto per corrispondenza, sia il voto in un altro seggio, nei Paesi Bassi c’è la possibilità di delegare o di votare in un altro seggio. L’Italia è l’unico Paese europeo a non permettere il voto ai fuori sede, con l’eccezione di Cipro e Malta, piccole isole che non necessitano di sistemi per votare da remoto.

 

Da anni portiamo avanti con impegno questa campagna insieme a tante realtà della società civile, dal Comitato Iovotofuorisede a Will, con il supporto della Rete Voto Fuorisede. 

 

Abbiamo ottenuto diversi risultati: a luglio 2023 è stata approvata alla Camera una legge delega al Governo che prevede una sperimentazione per il voto fuori sede in occasione delle Europee e dei Referendum. Dopo due anni di stallo parlamentare, in cui quella legge non è mai stata discussa, abbiamo deciso di lanciare dal basso una proposta di legge di iniziativa popolare che ha raccolto più di 50.000 firme e che oggi si trova sui banchi del Senato che – da regolamento – avrà dei tempi prestabiliti per discuterla e portarla in Aula. 

 

In questi due anni, però, non siamo stati fermi. Ci siamo impegnati in numerose iniziative come la staffetta dal Senato a Sanremo di grande impatto mediatico, che ha portato il Parlamento ad approvare un emendamento al Decreto Elezioni 2024 per sperimentare il voto a distanza alle elezioni Europee dell’8-9 giugno 2024 per degli studenti universitari. In poche settimane si sono registrati 24.000 studenti e questa è stata la prima volta in assoluto che gli elettori italiani hanno potuto votare fuori sede. In occasione dei referendum 2025 sulla cittadinanza e sul lavoro, anche chi lavora e chi si sposta per cura ha potuto votare a distanza, con oltre 67.000 persone che hanno usufruito del voto fuorisede.

Per i prossimi referendum, il decreto elezioni emanato a fine dicembre non ha previsto la possibilità di voto fuorisede. Riteniamo sia un passo indietro inaccettabile, anche visto il tasso di astensionismo raggiunto nel nostro Paese. Abbiamo lavorato dietro le quinte per chiedere al Governo e al Parlamento di inserire degli emendamenti o approvare un decreto ad hoc che garantisse questo diritto. Purtroppo, il Governo ha bocciato tutti gli emendamenti presentati dalle opposizioni.

Le nostre richieste:

Affinché non si ripeta mai più quanto accaduto per il referendum del 22-23 marzo:

  • chiediamo che l’iter della nostra proposta di legge di iniziativa popolare prosegua in tempi rapidi in Commissione al Senato. È fondamentale approvare la legge entro la fine della legislatura per garantire una volta e per tutte, entro le prossime elezioni Politiche, il diritto di voto per tutti i tipi di consultazione e per tutti i tipi di elettori fuorisede.
  • chiediamo l’istituzione di un tavolo di confronto presso il Ministero, in cui siano coinvolte parti sociali, Pubblica Amministrazione, rappresentanti politici ed esperti per mettere a punto soluzioni concrete, condivise e fattibili che entrino nel merito della normativa sul voto fuorisede. Questo permetterà, una volta approvata la legge in Parlamento, di velocizzare i tempi della delega ed emanare quanto prima il decreto legislativo sul voto fuorisede.

 

Firma anche tu per chiedere al Senato e al Governo di risolvere definitivamente il problema del voto fuori sede!

L’Italia è l’unico grande Paese europeo a non avere una legge sul voto a distanza.

Per circa 5 milioni di persone questo significa dover spendere tempo e denaro per recarsi alle urne oppure, nella maggior parte dei casi, rinunciare al voto.

Dalla fine del 2020 noi di The Good Lobby seguiamo con passione questa campagna insieme alla Rete Voto Fuorisede e a Will Media, e negli anni abbiamo ottenuto importanti risultati tra cui le sperimentazioni per studenti e lavoratori alle Europee 2024 e ai Referendum 2025 , ma non ci siamo fermati. Il nostro obiettivo infatti è sempre stato quello di ottenere una legge definitiva per tutti e tutte le fuorisede, e siccome la legge delega è ormai ferma al Senato da più di due anni, non possiamo più attendere per garantire alle persone in mobilità il diritto di votare a distanza entro la scadenza delle Politiche nel 2027.

 

La proposta di legge di iniziativa popolare

 

Per raggiungere questo obiettivo abbiamo deciso di lanciare, simbolicamente il 4 luglio 2025 – esattamente 2 anni dopo l’approvazione della legge delega alla Camera – una proposta di legge sul voto fuori sede.

La proposta di legge di iniziativa popolare è uno strumento previsto dalla nostra Costituzione che consente a cittadine e cittadini di proporre una legge direttamente al Parlamento. È uno degli strumenti più concreti di democrazia partecipativa che abbiamo, dal forte valore simbolico, ma anche e soprattutto politico.

 

La nostra proposta di legge sul voto fuorisede riprende il testo della legge delega, ma introduce tre modifiche fondamentali:

– l’inclusione di qualsiasi tipologia di elettore fuorisede;

– l’inclusione di tutti i tipi di elezione;

– la riduzione da 18 a 6 mesi del tempo a disposizione del Governo per l’attuazione della delega, così da garantire tempi tecnici compatibili con la fine della legislatura.

 

Attraverso questa proposta vogliamo riportare il diritto di voto delle persone in mobilità al centro dell’agenda politica e chiedere alle istituzioni di non perdere altro tempo.

 

Ce l’abbiamo fatta!

 

Siamo orgogliosi di aver raccolto oltre 53.000 firme, ma la campagna è tutt’altro che finita. Lo scorso 16 gennaio abbiamo consegnato il testo definitivo al Senato che ha annunciato la regolarità delle procedure nella seduta del 20 gennaio 2025. È questione di giorni prima che sia assegnato alla Commissione Affari Costituzionali che, da regolamento, sarà tenuta ad avviare l’esame della proposta entro un mese dall’assegnazione e concludere entro tre mesi, a quel punto si arriverà in Aula.

 

Il nostro obiettivo è che l’iter vada avanti in modo spedito, ma anche fare proposte concrete per regolamentare nel dettaglio la questione del voto fuorisede.

Stiamo portando avanti un intenso lavoro di interlocuzione parlamentare. Insieme a tutte le altre realtà che hanno contribuito, dobbiamo adesso mantenere alta l’attenzione e lavorare con i rappresentanti istituzionali di tutte le forze politiche non solo per far capire l’urgenza della questione, ma anche per ragionare insieme sulle soluzioni più efficaci. 

È il nostro momento per garantire questo diritto a tutte e tutti in tempo per le Politiche 2027.

 

 

Tra gli strumenti che abbiamo deciso di mettere in campo per tutelare il diritto di voto, c’è anche quello giudiziario. Abbiamo avviato un vero e proprio contenzioso strategico.

 

Attraverso un procedimento pendente davanti alla Corte d’appello di Genova vogliamo sollevare la questione a partire dal diritto di voto degli elettori fuori sede in occasione delle elezioni politiche del 2018 e delle elettorali europee del 2019.

I ricorrenti, che hanno citato la Presidenza del Consiglio e il Ministero dell’Interno, sono cittadini che, pur essendo residenti nel distretto di Genova, vivevano in un’altra regione per studio o lavoro al momento delle elezioni. A loro sostegno sì batte il Comitato Io voto fuori sede, insieme a noi di The Good Lobby. 

Quello che abbiamo chiesto di accertare è la lesione del loro diritto di voto, tutelato dalla Costituzione, poiché in quelle elezioni non esisteva alcun meccanismo per votare fuori sede. L’unica possibilità era tornare nel Comune di residenza, con rimborsi di viaggio parziali e poco utilizzabili. Questo ha prodotto una vera e propria astensione involontaria.

I ricorrenti sostengono che questa situazione fosse illegittima perché:

  • discriminava i fuori sede rispetto ad altri elettori (residenti, elettori all’estero, militari, ecc.);
  • rendeva di fatto difficile o impossibile esercitare il diritto di voto;
  • imponeva costi e spostamenti incompatibili con la libertà e l’uguaglianza del voto.

Per questo si è chiesto ai giudici di sollevare una questione di legittimità costituzionale sulla normativa elettorale allora in vigore e, in subordine, un rinvio alla Corte di giustizia UE.

Il Tribunale di Genova ha respinto la domanda in primo grado, ma la decisione è stata impugnata. Il 21 gennaio 2026 si è tenuta l’udienza finale davanti alla Corte d’appello di Genova, che ora deve decidere se inviare la questione alla Corte costituzionale.

La causa è particolarmente rilevante perché nel 2025 la Corte costituzionale ha già riconosciuto che l’astensione involontaria è contraria alla Costituzione, in un caso simile riguardante persone con disabilità.

La decisione della Corte d’appello di Genova è rilevante anche per l’attualità: i fuori sede oggi non sono ammessi a votare nel referendum costituzionale sulla separazione delle carriere. Un eventuale rinvio alla Corte costituzionale rafforzerebbe la necessità di garantire il voto fuori sede anche in quella consultazione.

 

Insieme al Comitato Iovotofuorisede abbiamo pubblicato il rapporto  “Fuori sede al voto: realtà in Europa, miraggio in Italia”. In tutta Europa tranne che in Italia, Cipro e Malta (isole di piccole dimensioni, va notato) si può votare fuori dalla propria città di residenza. Le soluzioni sono molte, ma il Ministero dell’Interno non vuole prenderne in considerazione nemmeno una.  Nel frattempo oltre 4.9 milioni di persone non possono esercitare pienamente il loro diritto di voto.

 

SCARICA IL REPORT

Nel 2021 è nata la Rete Voto Sano da Lontano dall’incontro tra noi di The Good Lobby Italia e il Comitato Io Voto Fuorisede, attivo dal 2008, e numerose altre realtà impegnate nella tutela dei diritti democratici. Fin dall’inizio, la Rete ha riunito organizzazioni, attiviste e cittadini determinati a garantire il diritto di voto a distanza per chi si trova lontano dal proprio comune di residenza per motivi di studio, lavoro o cura.

 

Il nome “Voto Sano da Lontano” è nato in un contesto segnato dalla pandemia, ma nel 2025 la Rete ha deciso di rinnovare la propria identità per rappresentare al meglio la sua missione, che va oltre l’emergenza sanitaria e guarda al futuro della partecipazione democratica in Italia. Per questo, le realtà aderenti alla coalizione hanno scelto di cambiare nome in Rete Voto Fuorisede, mettendo al centro il diritto di voto di tutte e tutti coloro che si trovano momentaneamente in un luogo diverso dalla propria residenza.

 

 

La Rete Voto Fuorisede oggi conta tra le sue fila:

– AIP – Associazione italiana pallavolisti

– AIC – Associazione Italiana Calciatori

– Comitato Io Voto Fuorisede

– Confederazione Degli Studenti

– UDU – Unione degli Universitari

– Note Legali

– Action Aid

– The Good Lobby Italia

– ILM – Istituto per il lavoro marittimo

– UIL

– Visionary

RIMANI AGGIORNATO