Sara P.
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Dora T.
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Enzo G.
11 min fa
In questo articolo gli ultimi aggiornamenti sull’iter legislativo e quali sono i prossimi passi della nostra campagna per restituire il diritto di voto a chi vive lontano da casa.
Il disegno di legge di iniziativa popolare “Voglio Votare Fuorisede” (atto S. 1760), che abbiamo depositato insieme a Will Media e tutta la Rete Voto Fuorisede, avrebbe dovuto seguire un iter preciso. Secondo l’art. 74 del Regolamento del Senato, le Commissioni sono tenute a concludere l’esame di queste proposte entro tre mesi dall’assegnazione. Tuttavia, nonostante l’avvio formale il 18 febbraio, la discussione non è mai entrata nel vivo e la scadenza del 4 maggio è passata sotto silenzio.
Siamo davanti a una situazione paradossale: una proposta sostenuta da oltre 50.000 firme ha seguito tutti i passaggi formali, ma è rimasta ferma sul piano politico. Secondo il regolamento, il testo dovrebbe ora essere calendarizzato in Assemblea, ma nei fatti il processo si è bloccato. Una mancanza che riteniamo inaccettabile e che non solo non rispetta i regolamenti d’aula, ma anche la chiara volontà espressa da decine di migliaia di firmatari.
Se il Senato tace, qualcosa si muove altrove.
La mancata possibilità di votare a distanza in occasione dello scorso referendum del 22 e 23 marzo ha generato un’attenzione mediatica e un’indignazione bipartisan oltre ogni aspettativa. Attraverso mobilitazioni e incontri istituzionali, siamo riusciti a portare il tema al centro del dibattito pubblico e politico, dimostrando che il voto fuorisede è ormai concepito come un diritto a tutti gli effetti.
Anche grazie a questo enorme lavoro di pressione, si sta parlando di voto fuorisede anche in vista della riforma elettorale. Lo scorso 9 aprile, la maggioranza della Commissione Affari Costituzionali della Camera ha approvato l’allargamento del perimetro della discussione al voto fuorisede e al voto degli italiani all’estero. Questo vuol dire che, contestualmente alle proposte di modifica della legge elettorale, si discuterà anche di come inserire all’interno di quest’ultima la possibilità per i fuorisede di votare regolarmente a distanza per l’elezione di Camera e Senato.
È infatti proprio sulle elezioni Politiche che abbiamo sempre incontrato, nelle interlocuzioni con gli attori istituzionali, una maggiore resistenza rispetto all’attuazione di questo diritto. Il fatto che si discuta di voto fuorisede congiuntamente alla riforma elettorale è un passo avanti che accogliamo con favore.
Lo scorso 30 aprile come The Good Lobby siamo infatti stati auditi dalla Commissione Affari Costituzionali della Camera, nell’ambito delle proposte di legge elettorale, per discutere del diritto di voto ai fuorisede. Abbiamo ribadito la nostra posizione, suggerito soluzioni concrete, analizzato l’esito delle sperimentazioni e sottolineato con numeri e argomentazioni solide che una risposta politica non è più rimandabile.
Oggi ci troviamo davanti a due percorsi paralleli e non confliggenti che dovrebbero rafforzarsi a vicenda. Da un lato la legge di iniziativa popolare, che punta a una soluzione organica per tutte le elezioni; dall’altro la possibilità di intervenire già nella legge elettorale, introducendo per la prima volta il voto fuorisede per le Politiche. Dopo le sperimentazioni avvenute con successo, tornare indietro non è più un’opzione. Esiste una base tecnica, esiste una legittimazione istituzionale e – soprattutto – esiste una domanda sociale evidente da parte di milioni di persone che oggi incontrano ostacoli concreti nell’esercizio del voto.
Per questo il passaggio decisivo è adesso entrare nel merito delle soluzioni. Significa affrontare concretamente questioni come la gestione delle schede tra collegi diversi, le modalità di raccolta e trasmissione del voto, le garanzie di segretezza e integrità.
È su questo terreno che diventa fondamentale aprire un confronto strutturato. Proprio da qui la nostra richiesta di un tavolo tecnico tra Ministero, Parlamento, esperti e società civile: uno strumento per evitare che una riforma ormai necessaria resti bloccata per mancanza di concretezza e condivisione.
Noi saremo, come sempre, pronti a fare la nostra parte. Portando un contributo concreto e competente, ma anche assicurandoci che le promesse non rimangano tali ma si trasformino in atti reali. Ci assicureremo di tutelare gli interessi delle migliaia di persone che hanno firmato la nostra legge di iniziativa popolare e, al tempo stesso, di influenzare il dibattito sulla legge elettorale. Affinché le Politiche del 2027 siano le prime nella storia repubblicana a garantire il diritto di voto a tutte le persone fuorisede nel nostro Paese.
Noi ce la metteremo tutta, ma tu continua a seguirci e sostenerci in questa battaglia di civiltà. Firma e fai firmare la petizione per chiedere l’approvazione della legge sul voto fuorisede!