Arriva La Bufera, il primo documentario sui whistleblower italiani

Da oggi in streaming su MyMovies

 

Sarà disponibile in streaming su MyMovies, a partire da oggi e fino al prossimo 18 aprile, “La Bufera – Cronache di Ordinaria Corruzione, il documentario sul fenomeno del whistleblowing italiano, realizzato dal regista Marco Ferrari, con la collaborazione dell’associazione The Good Lobby. 

La Bufera racconta la storia di 7 whistleblowers italiani, con lavori ed esperienze di vita differenti, accomunati da vicende solo apparentemente divergenti, in realtà molto simili per dinamiche e per le ripercussioni che hanno avuto sulle loro vite.  Raggiri, pressioni, intimidazioni, isolamento: ognuno di loro infatti, non importa se impiegato, dipendente pubblico, professionista, ha affrontato gli stessi ostacoli. Attraverso il documentario, i 7 protagonisti ci raccontano casi di corruzione vissuti sulla propria pelle, ci portano nelle stanze dove vengono presi accordi illeciti e ci mostrano quello che hanno visto. 

Ciascuno narra una vicenda diversa, ma che in fondo segue lo stesso copione: corruzione sistematica, tentativi di cooptazione, intimidazioni per chi non sta al gioco, isolamento, mobbing. Intervista dopo intervista, emerge la storia di un normale cittadino che scopre i crimini dei propri capi e deve decidere cosa fare. In gioco c’è il suo futuro, la sua vita e quella della sua famiglia. Dall’altro lato del tavolo c’è un sistema criminale che attenta alla qualità dei nostri servizi pubblici e arricchisce le tasche dei più furbi. 

La Bufera è una storia di suspense raccontata dalla voce di 7 whistleblower, fra cui quelle di Raphael Rossi, tecnico in materia di rifiuti e testimone di giustizia, e Giambattista Sciré, il ricercatore che ha denunciato un caso eclatante di favoritismo all’Università di Catania.

Il film, realizzato fra il 2016 e il 2019, già finalista al Trieste Film Festival e presentato in anteprima mondiale al Festival del documentario di Leipzig, non è un reportage sui loro casi di cronaca. Vuole invece essere un’indagine su un meccanismo discriminatorio, radicato nella nostra cultura lavorativa: chi denuncia i crimini del potere, invece di essere apprezzato, viene spesso trattato come un traditore e, infine, diventa vittima dell’organizzazione per cui lavora.

Il documentario, la cui distribuzione nelle sale è stata rimandata a causa della pandemia, diventa fruibile online, all’interno della rassegna A tutto schermo organizzata dalla Rete degli Spettatori, proprio in un momento in cui le conseguenze sociali e sanitarie del virus covid 19 hanno reso ancora più evidente quanto la figura del whistleblower sia centrale nelle nostre società. 

Nel corso del 2020, sono emersi infatti nuovi casi eclatanti di whistleblowing legati alla gestione della pandemia, sia in ambito sanitario che politico/diplomatico e di salute pubblica. Emblematico il caso di Francesco Zambon, ricercatore dell’Organizzazione mondiale della sanità che ha denunciato il ritiro da parte dell’OMS di un rapporto sulle carenze della risposta italiana al coronavirus, come riportato dal programma televisivo di giornalismo d’inchiesta Report. Il ricercatore ora afferma di subire ritorsioni per avere rivelato l’accaduto e chiede all’agenzia di essere all’altezza dei suoi obblighi di protezione dei whistleblower.

Un altro grave caso è quello che riguarda Hamala Diop, ex operatore sanitario licenziato per avere segnalato presunte irregolarità nella gestione dell’emergenza coronavirus all’interno della RSA per cui lavorava, rendendo noto l’accaduto anche ai media. In seguito alla denuncia Diop è stato licenziato e ad oggi, nonostante il suo ricorso contro il licenziamento, è da 10 mesi senza lavoro.

“La sua vicenda, in particolare, sottolinea quanto sia urgente il recepimento della direttiva europea 2019/1937 sul whistleblowing, alla cui approvazione ha contribuito anche The Good Lobby, assieme a diverse altre organizzazioni della società civile” dichiara Federico Anghelé, direttore dell’associazione”. “Se la direttiva fosse già stata in vigore, infatti, sarebbe stato possibile proteggere casi come quelli di Diop e evitare ritorsioni. La legge italiana sul whistleblowing in vigore, infatti, per cui ci siamo impegnati a lungo, deve essere migliorata. Il recepimento della direttiva, che dovrebbe avvenire al massimo entro la fine di quest’anno, permetterebbe di colmare le lacune della norma italiana ed estendere le tutele anche ai lavoratori del settore privato”.

 

Il trailer del film è disponibile a questo link 

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Presskit disponibile a questo link