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11 Marzo 2021

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Il problema dell’Italia con le consulenze pubbliche va ben oltre McKinsey

di Elisa Serafini

Per qualche giorno, in Italia, si è parlato di consulenze ed enti pubblici, di contratti, di trasparenza.

Per qualcuno sembrava un sogno, almeno in apparenza. 

Il tema dell’assegnazione di consulenze nella PA non ha infatti mai appassionato il dibattito pubblico. Per anni molti attivisti e “civic leader” (tra cui Riparte il Futuro, su cui è nata l’esperienza di TheGoodLobby) hanno provato a influenzare decisori pubblici e media con l’obiettivo di accendere un faro su attività che spesso vengono promosse aggirando le normative in materia di spesa pubblica, ma con scarsi risultati.

Poi è arrivato il caso McKinsey e la modesta consulenza assegnata dal MEF alla multinazionale, in un contesto di supporto alle attività di gestione del Next Generation Eu. 

Un caso che ha avuto il merito di aver acceso un faro sul tema delle consulenze, ma anche la colpa di aver banalizzato il dibattito e strumentalizzato un’attività che appare, almeno dai dati che abbiamo, giustificata. 

Il servizio acquistato dal MEF con un’assegnazione sotto soglia appare congruo rispetto al tipo di attività (quella invece straordinaria) che il MEF dovrà affrontare nell’ambito della gestione dei nuovi fondi europei. 

Quello che a molti è sembrato un costo, insomma, appare invece come un legittimo investimento, dove, se i processi saranno rispettati, un ente privato lavorerà a favore del pubblico, nell’interesse di tutti. 

Si è trattato invece di un’occasione mancata per raccontare tutte le ombre, le problematiche ma anche le opportunità che riguardano il complesso tema delle consulenze pubbliche. 

Ogni anno migliaia di enti locali, società partecipate, aziende controllate investono centinaia di milioni di euro in consulenze, spesso assegnate come “incarichi di servizi”. Purtroppo, non tutte queste consulenze sono assegnate seguendo criteri di merito e trasparenza, e spesso a questi si sostituiscono elementi di vicinanza politica, clientelismo e familismo. 

Questo tipo di esperienze le ho vissute e combattute in prima persona, quando ho ricoperto il ruolo di assessore al Comune di Genova, ed è proprio a causa di pressioni che ho ricevuto e denunciato, relative all’assegnazione di una consulenza, che ho rassegnato le mie dimissioni.

A fotografare la difficile situazione dell’assegnazione di consulenze è la Corte dei Conti, che anche quest’anno ha segnalato casi di aggiramento delle norme, come nel caso della Regione Liguria, che da anni aggira le norme relative ai tetti massimi di spesa utilizzando come centro di spesa le società pubbliche partecipate. 

Conoscere i dati relativi alle spese pubbliche, appalti e incarichi è ancora troppo difficile per cittadini, opposizioni e giornalisti. I file pubblicati nelle sezioni “trasparenza” sono spesso difficili da leggere, si tratta di file XLM, a volte di PDF scansionati, dove è pressoché impossibile operare ricerche o analisi. 

Per provare a dare un contributo per risolvere questo problema, che reputo innanzitutto di democrazia, prima ancora che di giustizia, ho lanciato insieme a volontari da tutta Italia e dal mondo, OperazioneVetro, un convertitore file da XML a CSV (formato più semplice da elaborare) e una piattaforma di informazione e advocacy sui temi della trasparenza. 

Ogni cittadino, ogni Giornalista, ogni membro dell’opposizione di qualunque ente locale o nazionale, dovrebbe avere accesso ai dati di spesa della pubblica amministrazione, conoscere i dati relativi alle consulenze assegnate a società come McKinsey o a quelle assegnare ai fratelli dei consiglieri comunali, ai finanziatori del politico locale e così via. 

Non può esistere democrazia senza un reale accesso alle informazioni. Senza trasparenza la politica diventa un pericoloso gioco di potere, dove a perdere sono tutti i cittadini e la democrazia stessa. Come Operazione Vetro stiamo lavorando com membri del parlamento per presentare provvedimenti che possano rendere più accessibili i dati di spesa delle pubbliche amministrazioni. 

La strada è ancora lunga ma vale la pena percorrerla insieme.

 

Elisa Serafini, attivista, giornalista, autrice di “Fuori dal Comune”  e fondatrice di Operazione Vetro, progetto di Forum Economia Innovazione.  

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