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12 Gennaio 2022

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La comunità accademica a favore di una legge sul lobbying uguale per tutti

La comunità accademica specializzata in materia di politiche pubbliche e lobbying esprime la propria preoccupazione in merito agli emendamenti alla legge sul lobbying che disciplinano gli obblighi di registrazione e trasparenza delle associazioni imprenditoriali e sindacali

di The Good Lobby

Numerose ricerche dimostrano che restringere il campo di applicazione delle regole di rappresentanza di interessi, attraverso definizioni di lobbying deficitarie ed esenzioni per particolari categorie, mina gravemente la solidità e la legittimità delle norme sulla trasparenza. Il recente lavoro di MacKay e Wozniak sulla regolamentazione del lobbismo nel Regno Unito dimostra come un approccio ristretto alla definizione di lobbying possa portare all’esclusione del 90% dei lobbisti dai requisiti di trasparenza. Ricerche comparative condotte in quindici Paesi e nell’Unione Europea documentano come i regolamenti di maggior successo e più solidi siano quelli che includono tutte le categorie di organizzazioni politicamente attive, dalle società di consulenza assunte per conto di terzi, alle organizzazioni imprenditoriali, sindacali e non governative.

È per queste ragioni che raccomandiamo vivamente al Parlamento di includere nella disciplina dell’attività di rappresentanza di interessi tutte quelle organizzazioni il cui fine è anche quello di influenzare le politiche pubbliche. Esenzioni come quelle proposte negli emendamenti approvati pongono «seri problemi di legittimità e mettono in discussione l’efficacia complessiva della regolamentazione del lobbismo» (Chari, Murphy, Hogan e Crepaz 2019, 197).

Se l’obiettivo di questa legge è quello di migliorare la trasparenza, la fiducia nelle istituzioni e la partecipazione di interessi privati ​​nella formulazione delle politiche pubbliche, allora è necessario che i requisiti di trasparenza si applichino a tutte le organizzazioni coinvolte in attività di lobbying (associazioni imprenditoriali e sindacali comprese).

Ci auguriamo che i Deputati e i Senatori possano prendere in considerazione il nostro parere basato sulle nostre esperienze di ricerca.

Alberto Alemanno HEC Paris
Nastase Andreea Maastricht University
Joost Berkhout Amsterdam
Fraussen Bert Leiden University
Alberto Bitonti Università della Svizzera italiana
Marcello Carammia Università di Catania
Enrico Carloni Università di Perugia
Laura Chaqués Bonafont   Barcelona
Raj Chari Trinity College Dublin
Francesca Colli Maastricht University, Netherlands
Michele Crepaz Queen’s University Belfast
Jesse Crosson Trinity University, San Antonio, TX, USA
Maraam Dwidar Syracuse University
Alvise Favotto University of Glasgow
Baumgartner

Bert

Frank R

Fraussen

University of North Carolina at Chapel Hill (USA)

Leiden University

Alexander Furnas Northwestern University
Marcel Hanegraaff University of Amsterdam
John Hogan Technological University Dublin
Oliver Huwyler University of Vienna
WIebke Marie Junk University of Copenhagen (KU)
Direnc Kanol Near East University
Emilia Korkea-aho University of Eastern Finland
Sarka Laboutkova Prague University of Economics and Business
Timothy LaPira James Madison University (USA)
Beth Leech Rutgers University
Renata Lizzi Università di Bologna
Geoffrey Lorenz University of Nebraska-Lincoln
Muiris MacCarthaigh Queens University Belfast
Conor McGrath Ulster University
Amy McKay Exeter University
Andrea Mignone Università di Genova
Gary Murphy Dublin City University
Anthony Nownes University of Tennessee
Andrea Pritoni Università di Torino
Isabel Rozas Trinity College Dublin
Arco Timmermans Leiden University
Josef Philipp Trein University of Lausanne
Dr. Tomas Turner-Zwinkels Tilburg University
Petr Vymetal Prague University of Business and Economics
Christopher Witko The Pennsylvania State University
Benjamin Worthy Birkbeck College
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