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28 Ottobre 2025

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No all’ex lobbista META nuova Commissaria per la protezione dei dati

The Good Lobby si unisce alla società civile nel richiedere un intervento urgente per fermare il fenomeno delle porte girevoli in Irlanda

di The Good Lobby

Firma per fermare i conflitti di interessi

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  • Michele T.

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  • Marina S.

    11 giorni fa

  • Andrea F.

    14 giorni fa

The Good Lobby si è unita a oltre 40 organizzazioni della società civile guidate da EDRi (European Digital Rights, una rete europea di organizzazioni che difendono e promuovono i diritti fondamentali nel digitale, come privacy, libertà di espressione e protezione dei dati) nell’esortare la Commissione europea a riesaminare la recente nomina da parte dell’Irlanda di una nuova Commissaria per la protezione dei dati, una ex lobbista senior di Meta

Questa mossa solleva serie preoccupazioni circa l’indipendenza e la credibilità della Commissione irlandese per la protezione dei dati (DPC), il principale organo dell’UE preposto all’applicazione delle norme sulla privacy per le grandi aziende tecnologiche. 

Secondo il diritto dell’UE, le autorità di protezione dei dati devono agire in modo imparziale e indipendente. Tuttavia, la lentezza e l’incoerenza nell’applicazione delle norme da parte dell’Irlanda hanno già reso questo Paese un collo di bottiglia per il GDPR, il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati dell’UE. L’insediamento di un regolatore con profondi legami proprio con le aziende oggetto di indagine rischia di erodere quel poco di fiducia che ancora rimane da parte del pubblico. 

La società civile chiede alla Commissione europea di: 

– valutare l’indipendenza della DPC ai sensi del diritto dell’UE;

– chiarire come agirà in caso di conflitti di interesse; e 

– istituire misure di salvaguardia, tra cui nomine trasparenti e regole sul ricambio dei funzionari, per proteggere le autorità di regolamentazione dall’influenza delle aziende.

Il quadro normativo europeo in materia di privacy è forte solo quanto i suoi organismi di controllo. L’UE deve agire ora per difendere la regolamentazione indipendente e garantire che i diritti dei cittadini non siano compromessi dall’influenza delle aziende. 

Vuoi leggere la lettera sottoscritta da oltre 40 organizzazioni? Clicca qui >>

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