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20 Settembre 2021

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Lobbying, ora o mai più: la strada per approvare la legge

Ora o mai più: la proposta di legge sul lobbying è a un passo per essere votata alla Camera dei deputati. Diciamocelo, senza il vostro supporto questa legge non passerà mai. Siamo una coalizione di 31 organizzazioni ma non basta, abbiamo bisogno di voi. Per questo trovate un calendario aggiornato sulle prossime mosse che la legge dovrà affrontare, in modo che sappiate cosa ci aspetta e come potete continuare a supportarci. Entro fine legislatura, 2023, la legge DEVE essere approvata in Senato.

di Fabio Rotondo

Ricordiamo una data storica:

3 Agosto 2021: è stato approvato il testo base sul lobbying in Commissione Affari Costituzionali, che ha unificato le tre proposte di legge del Movimento 5 Stelle, Partito Democratico e Italia Viva. Si tratta di un primo piccolo traguardo storico: mai fino ad ora una normativa sul lobbying (e il primo tentativo è del 1976!) aveva superato questo scoglio iniziale.  Questo testo dovrà essere sottoposto alle proposte emendative delle varie forze politiche che potrebbero eliminarne delle parti, modificarle o aggiungerne nuove.

Dopo la pausa estiva, Mercoledì 8 settembre la Commissione Affari Costituzionali ha discusso il testo base, è stato un primo passaggio senza votazione.

Il nostro obiettivo è che venga rispettato questo calendario politico per riuscire ad arrivare all’approvazione della legge entro la fine della legislatura:

Entro Fine settembre: inserimento della proposta di legge nel programma d’Aula della Camera. Questo è un passaggio fondamentale affinché la proposta venga discussa alla Camera dei Deputati.

Sempre entro il mese gli emendamenti, cioè eventuali modifiche e correzioni al testo, devono essere votati e la discussione in Commissione terminata. Al momento il termine per la presentazione degli emendamenti è mercoledì 22 settembre. Per evitare ritardi, meglio che il periodo emendativo si concluda non oltre settembre. Noi della coalizione #Lobbying4Change, che è cresciuta a 31 organizzazioni, abbiamo inviato degli emendamenti migliorativi al testo, che pubblicheremo fra pochi giorni. Intanto ve ne  diamo una breve anticipazione: chiederemo di specificare che il Registro digitale dove i lobbisti si iscrivono  prima di avere un incontro con i funzionari o politici sia in formato “dati aperti” in modo tale che i dati siano riutilizzabili da cittadini e studiosi. Proporremo di dare centralità alle consultazioni pubbliche e di utilizzare lo strumento ParteciPa già in uso nelle Pubblica Amministrazione. Inoltre  chiederemo che le sanzioni previste per chi non rispetta le regole non siano soltanto a carico dei portatori d’interessi ma anche dei decisori pubblici.

Entro fine ottobre/novembre: vogliamo che la legge sia approvata alla Camera dei Deputati. Questa tempistica sarebbe l’unica a garantire che la proposta di legge non venga abortita sul nascere. Non sarà semplice: gli ultimi mesi dell’anno in Parlamento sono tradizionalmente dedicati alla legge di bilancio, che impegna tempo, risorse ed energie dei deputati.

Da gennaio 2022 Se andrà bene alla Camera, comincerà la pressione sul Senato, ma a inizio anno il parlamento sarà impegnato con l’elezione del Presidente della Repubblica e verosimilmente si darà spazio al lobbying nella seconda parte del primo semestre dell’anno. Noi dobbiamo fare pressione affinché la legge venga approvata in Senato il prima possibile.

 

Nel frattempo la Grecia approva una legge sul lobbying, ora tocca a noi!

A distanza di pochi mesi dalla Germania, la Grecia ha approvato la legge sul lobbying il 7 settembre. Nelle settimane passate abbiamo sentito Stefanos Loukopoulos, direttore di Vouliwatch. Vouliwatch è un’organizzazione greca che monitora l’attività parlamentare e promuove la trasparenza e la partecipazione, da due anni chiede una legge sul lobbying ma è sempre stata ignorata dalla politica. A sorpresa però, il 20 maggio di quest’anno ad una conferenza sul Lobbying organizzata dall’Ocse (a cui abbiamo partecipato anche noi) il Ministro dell’Interno Makis Voridis ha annunciato che la Grecia avrebbe approvato la legge sul lobbying entro settembre, e così è stato.

Bella notizia insomma, ma come ci racconta Stefanos questa legge è incompleta: “La società civile è stata completamente ignorata dal governo per la stesura di questa legge. Dopo anni di pressione abbiamo scoperto insieme a voi all’evento le intenzioni del Ministro. Questo è un primo passo falso della Grecia verso la regolamentazione del lobbying per tre ragioni:

  • nella definizione di lobbying viene preso in considerazione solo il lobbying professionale, sostanzialmente chi paga per fare lobbying. Non viene menzionato il lobbying diretto e volontario. In Grecia solo il 10% del lobbying è professionale e diretto, viene lasciato fuori il 90% delle attività di lobbying.
  • Il registro della trasparenza (solo per il governo): sarà online ma non dà molte informazioni. Ad esempio qual è l’obiettivo di lobbying, come viene fatto e con che budget non è dato sapere. Ancora, tra i soggetti che si devono iscrivere al registro non sono prese in considerazione le industrie private che lavorano nel pubblico.
  • Non sono previste le agende degli incontri”

C’è qualcosa da salvare in questa legge?

“Sì:

  •  Il registro sarà controllato dall’autorità indipendente sulla trasparenza, il National Transparency Authority (NTA, in greco Ethniki Archi Diafanias).
  • Sono previste sanzioni in caso di non registrazione e false dichiarazioni.
  • E’ previsto un periodo di raffreddamento di 18 mesi per i membri del governo e del gabinetto che vanno nel settore privato (il fenomeno delle porte girevoli)”

La Grecia ha quindi una legge sul lobbying ma potrebbe fare meglio. Chi potrebbe fare meglio degli amici greci è proprio l’Italia. Dobbiamo spingere per una corretta regolamentazione del lobbying e dobbiamo riuscirci il prima possibile se vogliamo salvare le risorse del Recovery Fund! Firma la petizione, sostienici!

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