Dona

28 Giugno 2021

EmailTwitterFacebookWhatsApp

Esclusivo: la medicina che non esiste

Questo articolo è parte del giornale distopico "Senno di poi" che racconta come sarà il futuro a vent'anni dal Recovery Plan. Scarica la tua copia gratuita.

di Martina Turola

La nuova, ennesima, inchiesta legata alla gestione dei fondi per la ripresa comincia da una commessa del valore di 15 milioni di euro ordinata da Alfredo Fregoni, dirigente del Ministero per la Ripartenza e dai suoi uomini, alla ditta 5.0 Salute, i cui vertici ora sono indagati per frode in pubblica fornitura, per consulenze e sviluppo e di software di telemedicina e digitalizzazione del sistema sanitario.

Applicazioni non funzionanti, ritardi nelle consegne, corsi di formazione al personale sanitario che non si sono mai svolti; queste sono solo alcune delle segnalazioni pervenute alle autorità che hanno fatto partire l’indagine. 

Come hanno fatto Giulio Gatto, amministratore delegato di 5.0 Salute, ditta costituita da pochissimo e con esperienza molto limitata nel settore, e Fabrizia Volpe, sua socia in affari, ad aggiudicarsi un appalto di questa portata? La risposta sembra risiedere, secondo le ipotesi degli inquirenti, nei loro contatti con Mauro Cartapenna, l’ex ministro per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale, e Attilio Poltrona, ex senatore e membro della Commissione Sanità digitale, entrambi soci della società di consulenza aziendale Digitutt* costituita da Poltrona mentre sedeva ancora in Parlamento, a cui si è unito come socio e membro del consiglio di amministrazione anche Cartapenna, non appena dismessa la carica di ministro. Ancora una volta, infatti, l’Antirtust non ha ravvisato nel caso nessun possibile conflitto di interessi, così come almeno in altri cinque episodi precedenti relativi alle nuove attività professionali di componenti uscenti del Governo.

Continua a leggere sul Senno di poi.
Ricevilo gratuitamente via email:

0
Would love your thoughts, please comment.x