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17 Luglio 2026

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Stato di diritto in Italia: molte criticità e pochi progressi

La Commissione europea ha pubblicato l’edizione 2026 del Report sullo Stato di diritto nell’Unione europea e, come temevamo, per l’Italia non arrivano buone notizie

di Bianca Dominante

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Il nostro Paese continua a registrare progressi limitati – o del tutto assenti – su alcune questioni fondamentali. Da anni la Commissione europea, insieme ad altre istituzioni internazionali, raccomanda all’Italia di intervenire con riforme concrete che possano salvaguardare lo Stato di diritto. Eppure, molti di questi nodi restano ancora irrisolti.

 

Partiamo da uno dei temi “più caldi” del momento, almeno per noi: la legge sul lobbying. La proposta è attualmente ferma in Commissione Affari Costituzionali del Senato e rappresenta un’occasione importante: l’Italia aspetta una disciplina organica del lobbying da oltre cinquant’anni. Tuttavia, il testo così com’è presenta criticità che rischiano di comprometterne l’efficacia e se venisse ufficialmente approvato senza alcun intervento migliorativo, lascerebbe un enorme buco nero nella trasparenza del lobbying. Come evidenzia anche la Commissione europea, la proposta prevede ampie esenzioni dagli obblighi di trasparenza per sindacati e associazioni datoriali. Inoltre, le società di lobbying e consulenza non sarebbero tenute a dichiarare per conto di quali clienti svolgono attività di rappresentanza di interessi, rendendo impossibile sapere chi incontra i decisori pubblici e su quali temi esercita attività di influenza.

 

La situazione è altrettanto critica sul tema dei conflitti di interessi. La proposta di riforma è bloccata in Senato da oltre due anni ma, nonostante i ripetuti richiami della Commissione europea e i nostri sforzi per mantenere alta l’attenzione, nessun senatore sembra intenzionato a far ripartire l’iter parlamentare.

 

Anche sul fronte delle azioni legali temerarie (SLAPP) non si registrano passi avanti. Queste cause continuano a essere utilizzate per intimidire giornalisti, attiviste, whistleblower e cittadine. Come anche evidenziato da CASE, la Coalizione europea contro le SLAPP di cui facciamo parte, l’Italia si conferma per il secondo anno consecutivo il Paese europeo con il maggior numero di azioni legali temerarie. Nel frattempo, il termine del 7 maggio per recepire la direttiva europea anti-SLAPP è scaduto, ma ancora oggi l’Italia ha completato l’iter legislativo, spingendo così la Commissione europea ad avviare una procedura di infrazione.

 

Restano inoltre fermi in Parlamento anche i disegni di legge sul finanziamento dei partiti politici e delle campagne elettorali, che affrontano la questione delle donazioni private ai partiti incanalate attraverso fondazioni politiche.

 

Se ciò che non è stato fatto desta preoccupazione, ciò che invece è stato approvato è davvero terrificante! La Commissione europea richiama infatti anche le conseguenze del decreto sicurezza 2025, convertito in legge, e del decreto sicurezza 2026, che introducono restrizioni al diritto di protesta e rischiano di comprimere ulteriormente lo spazio civico nel nostro Paese.

 

Insomma, anche quest’anno la pagella dell’Italia non è delle migliori. Le raccomandazioni della Commissione europea si ripetono, le criticità restano e le riforme continuano a essere rimandate. Nel frattempo, trasparenza, integrità e spazio civico restano in fondo all’agenda politica.

Noi, intanto, continueremo a fare quello che facciamo da sempre: tenere alta l’attenzione, proporre soluzioni e fare pressione perché, prima o poi, alle raccomandazioni seguano finalmente i fatti.

 

E tu?
Puoi aiutarci firmando le nostre petizioni:
– per chiedere un intervento tempestivo sulla proposta di legge per la regolamentazione del lobbying affinché questa grande opportunità non vada sprecata;
– per dare una scossa a senatori e senatrici così che si decidano a riprendere la discussione della proposta di legge sul conflitto di interessi;
– per promuovere il nostro Manifesto del finanziamento alla politica etico, trasparente e democratico;
restare sempre aggiornata/o sulle nostre attività per difendere la libertà di espressione e il diritto di protesta.

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