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12 Maggio 2021

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Sul voto ai fuori sede, il Parlamento non può perdere il treno!

Migliaia di cittadini non possono votare perché vivono, studiano o lavorano lontano dalla propria residenza. In Parlamento ci sono due proposte di legge per risolvere il problema, ma le elezioni regionali e comunali di quest’autunno sono sempre più vicine. Se non agiamo ora, si negherà per l’ennesima volta il diritto di voto a studenti e lavoratori fuori sede. Ecco cosa sta succedendo, quello che stiamo facendo per vincere questa battaglia e cosa puoi fare tu.

di Davide Muraro

Una finestra di opportunità che il Parlamento non può mancare (di nuovo)

L’impegno della rete Voto Sano da Lontano sta dando i primi frutti. Lanciata dai ragazzi del Collettivo Valarioti, in collaborazione diverse organizzazioni della società civile tra cui il Comitato Io Voto Fuori Sede  e noi di The Good Lobby, la rete ha coinvolto due importanti costituzionalisti, i professori Bin e Curreri, nella preparazione di una legge modello per garantire il voto ai fuori sede. 

Ad oggi, infatti, i cittadini che vivono, studiano o lavorano fuori sede devono tornare nel proprio comune di residenza per votare, con limitatissime eccezioni. La maggior parte è costretta ad affrontare viaggi lunghi e costosi e per questo spesso deve rinunciare a esercitare il diritto voto. Sebbene lo Stato promuova le agevolazioni per le spese di viaggio, queste sono spesso insufficienti per coprire i costi e, allo stesso tempo, rappresentano una voce di spesa che potrebbe essere facilmente eliminata permettendo ai fuori sede di votare dove vivono.

Il contributo dei professori Bin e Curreri ha convinto, però, il presidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera Giuseppe Brescia (M5S) a fare sua la proposta. La sua PdL, su cui si è appena chiuso un ciclo di audizioni alla Camera, intende dare agli elettori fuori sede che vivono in una regione diversa da quella di residenza la possibilità di votare nella prefettura-ufficio territoriale del governo del proprio comune di domicilio, sia per le elezioni regionali che per quelle comunali. Le regioni potranno stabilire come regolare il voto per i fuori sede, ma, in attesa di queste decisioni, gli elettori potranno votare in prefettura.  Anche l’onorevole Madia (PD) ha proposto una legge sul tema, incentrata sulle elezioni politiche, europee e referendum. Il suo testo vuole assicurare agli elettori che si trovano per motivi di studio, lavoro o cura al di fuori della propria regione di residenza, il diritto al voto per posta (per le elezioni politiche e quelle europee) e il voto direttamente al seggio corrispondente al proprio domicilio (per i referendum).

Ora è arrivato per il Parlamento il momento di passare dalle discussioni ai fatti, procedendo speditamente verso l’approvazione di una legge che consenta l’esercizio del diritto di voto a tutti coloro che si trovano fuori sede, sia nelle elezioni comunali e regionali che in quelle politiche, europee e referendarie. 

Non possiamo permettere che la tornata elettorale del prossimo autunno escluda nuovamente migliaia di studenti e lavoratori. La necessità di questa legge è ancora più forte a causa della crisi sanitaria. Di fronte all’incertezza relativa all’andamento della pandemia nei prossimi mesi, il Parlamento dovrebbe approvare questa legge per evitare che i cittadini siano costretti a viaggi non essenziali in un contesto potenzialmente rischioso. Inoltre, se vogliamo ricostruire una società migliore dopo il Covid-19, non si può dimenticare l’impatto ambientale di tutti i viaggi che potrebbero essere evitati grazie a questa legge, così come l’urgenza di garantire anche a chi non ha i mezzi economici per pagare il viaggio di poter votare. Aprire la porta della nostra democrazia a questi cittadini renderebbe infine più difficile la vita di chi vuole controllare le elezioni con lo scambio di denaro, regali e trattamenti di favore. Il flusso dei cittadini fuori sede si manifesta soprattutto dal Sud verso il Nord, dove molti studenti e lavoratori meridionali vanno in cerca di migliori opportunità: per alcune regioni del Mezzogiorno, l’apporto di questi votanti potrebbe quindi essere cruciale per spazzare via corruzione e logiche clientelari. Insomma, cosa stanno aspettando i nostri parlamentari?

Il nostro lavoro per garantire l’accesso al diritto di voto

Noi di The Good Lobby abbiamo lavorato molto con il Comitato Io Voto Fuori Sede per portare questo tema al centro dell’agenda politica. Con il supporto di The Good Lobby, il Comitato Io Voto Fuori Sede ha lanciato una petizione che è stata firmata da più di 17mila cittadini e avviato un ricorso pilota presso il Tribunale di Palermo. In parallelo, abbiamo sostenuto la creazione di una coalizione della società civile per riportare l’attenzione dei decisori politici su questo problema. La scorsa settimana, abbiamo incontrato con la rete Voto Sano da Lontano Ivan Scalfarotto, Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Interno con delega alle autonomie locali ed ai diritti civili. Il Sottosegretario ha ribadito la consapevolezza della politica sulla questione, che vede i diversi schieramenti accomunati dall’intenzione di superare gli ostacoli presenti. Essendo la struttura responsabile per l’organizzazione e lo svolgimento delle elezioni, il Ministero dell’Interno riveste un ruolo di primo piano su questa materia. Questo incontro rappresenta per noi è un importante passo avanti, visto che è la prima volta che un interlocutore del Ministero abbia manifestato interesse e disponibilità ad ascoltare le nostre richieste.

Fai sentire la tua voce!

In questo momento cruciale per la nostra battaglia, abbiamo bisogno del tuo aiuto. Se vai di fretta, firma la nostra petizione e condividila sui social. Hai un po’ più di tempo? Allora, potresti scrivere al tuo consiglio comunale per far approvare una delibera, che solleciti Governo e Parlamento a garantire il voto ai fuori sede già a partire dalle prossime elezioni. Se vuoi un modello di delibera da condividere con il tuo consiglio comunale o vuoi dirci com’è andata, contattaci 

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