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17 Settembre 2021

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Il Parlamento UE vota per un organo etico indipendente contro i conflitti di interessi

Il Parlamento europeo approva l’istituzione di un organismo etico indipendente per controllare i casi di corruzione, conflitti d’interessi e le porte girevoli. Ora la palla passa alla Commissione e al Consiglio UE. Nel frattempo in Italia il tema continua ad essere ignorato nonostante i continui scandali politici.

di Fabio Rotondo

La nostra pressione per regolamentare i conflitti d’interessi sta iniziando a dare i primi frutti in Europa, mentre in Italia i politici fanno la solita faccia da poker. A luglio ci eravamo lasciati con questo nostro articolo, dove annunciavamo che a settembre il Parlamento europeo avrebbe votato per decidere se istituire  un organismo di controllo indipendente sui casi di conflitti d’interessi, tra cui le porte girevoli. come suggerito da The Good Lobby. Il nostro fondatore Alberto Alemanno è stato infatti l’autore dello studio –  commissionato dal gruppo parlamentare dei Verdi – che ha messo in evidenza la necessità di un Comitato etico indipendente.

Grazie all’impegno dei Greens europei e di tante organizzazioni della società civile come The Good Lobby che hanno tenuto viva l’attenzione sul tema, ieri è arrivata la buona notizia: il Parlamento ha approvato a maggioranza schiacciante l’organismo etico! La proposta ha ricevuto 377 voti a favore, 87 deputati hanno votato contro e 224 si sono astenuti.

Cosa succede adesso

Secondo le indicazioni votate dal Parlamento, l’organismo etico dovrebbe essere  composto da nove membri indipendenti e sarà in grado di avviare proprie indagini, pubblicare raccomandazioni senza chiedere il permesso al presidente. In questo modo la supervisione sui casi di corruzione, conflitti d’interessi e porte girevoli sarà seria e indipendente. Ancora oggi infatti i Commissari, gli eurodeputati e i funzionari delle istituzioni europee sono controllati da un organo istituzionale interno, cioè dai loro stessi colleghi! Ma soprattutto, non esistono regole comuni, per cui ogni istituzione ha le sue, senza che esista una regia unica, in grado di supervisionare i casi di abusi e le controversie in materia di lobbying e di incarichi del personale – politico e non – della UE.

L’istituzione del nuovo organo però non è immediata, perché quella appena votata è la posizione presa dal Parlamento, ma ora tocca alla Commissione UE trovare un accordo interistituzionale capace di coinvolgere anche il Consiglio dell’UE e possibilmente la Banca Centrale Europea e la Corte dei Conti Europea. La presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha già promesso il suo sostegno e ha incaricato la vicepresidente Vera Jourova di questo compito. La speranza è che l’organismo etico possa essere operativo entro la fine del mandato della  von der Leyen (2024).

In Italia si fa finta di nulla

Mentre il mondo attorno a noi si sta muovendo verso la trasparenza e contro la corruzione, il nostro parlamento e il nostro governo fanno come se non stesse succedendo nulla nonostante le raccomandazioni della Commissione UE, dell’OCSE, e del GRECO (Consiglio d’Europa) dell’ultimo anno.  Eppure all’Italia spetta la fetta più grossa delle risorse del Recovery Fund,  in pericolo senza una legge sul lobbying e sul conflitto d’interessi. Il 30 giugno abbiamo consegnato le oltre 44.000 firma al presidente Brescia per approvare queste due leggi in Italia. Mentre sul lobbying la Commissione Affari Costituzionali sta discutendo la proposta di legge, sul conflitto d’interessi c’è un silenzio assordante della politica.

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