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19 Giugno 2025

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5×1000: un gesto semplice, un atto politico

Ecco perché andrebbe incentivato (e il tetto massimo eliminato)

di Giulia Risso

Ogni anno, milioni di contribuenti italiani si trovano davanti a una scelta silenziosa ma potente: destinare il proprio 5×1000 dell’IRPEF a un’associazione, a un ente di ricerca, a una realtà del Terzo settore.  

Negli scorsi due anni i numeri evidenziano una consistente crescita del numero di persone che lo destinano (oltre 700mila per ogni anno) arrivando a sfiorare i 18 milioni nell’ultimo resoconto da poco presentato dall’Agenzia delle Entrate, relativo al 2024. Numeri da record sì, ma se si considera che i contribuenti in Italia nel 2024 sono stati circa 42,5 milioni, ci si rende conto che più della metà (il 58%) non prende ancora in considerazione questa opportunità, vivendo probabilmente con distrazione quello che è in realtà un momento cruciale di impegno civico.
In più, c’è da considerare il paradosso del “tetto massimo” delle risorse destinabili, che lo Stato, con la Legge Stabilità dal 2015, ha fissato a 500 milioni di euro e successivamente alzato a 525.  Nel 2024, infatti, i contribuenti italiani avrebbero donato quasi 604 milioni di euro delle loro imposte ma le associazioni ne riceveranno soltanto 525, che verranno ripartiti in base al numero di firme raccolte da ogni ente.
Una evidente stortura che da anni enti e associazioni chiedono ai governi di correggere e di cui si sta di nuovo discutendo tra le fila dei parlamentari negli ultimi tempi.

 

Ma prima di procedere nella riflessione, la domanda sorge spontanea: hai già fatto la dichiarazione dei redditi? Hai scelto a chi destinare il tuo 5×1000? Se la risposta è no, speriamo tu voglia considerare la nostra organizzazione e aiutarci, con un gesto che non costa nulla, a difendere i diritti e il bene comune!
Basterà inserire nell’apposito spazio sulla tua dichiarazione dei redditi il nostro codice fiscale: 97848130155. Puoi trovare tutte le informazioni su cosa significa destinare il 5×1000 a The Good Lobby qui

 

Tornando a riflettere sull’importanza di questo strumento, il 5×1000 non rappresenta soltanto una risorsa per le associazioni, ma è una possibilità concreta per i cittadini di orientare il cambiamento. È l’esercizio di una forma di democrazia orizzontale, che permette a tutti e tutte di dire: “secondo me questa realtà sociale merita di continuare ad esistere, perché si batte per una causa in cui credo”.
Oggi più che mai, scegliere a chi destinarlo è una forma di partecipazione civica attiva. Una sorta di “voto” per sostenere la cura delle persone e dell’ambiente, per i diritti, per la coesione sociale, per il futuro delle nuove generazioni.

In un’epoca in cui l’astensionismo cresce ad ogni appuntamento alle urne, come  evidenziato anche dal recente referendum, in cui la fiducia dei cittadini nei confronti delle Istituzioni è al 36,5%, come indicato nel Rapporto Italia 2025 di Eurispes, e l’individualismo si fa largo anche nei luoghi della solidarietà, il 5×1000 è un modo per dire “io ci sono” e sostengo concretamente le battaglie in cui credo. 

Lo strumento è stato introdotto nel 2006 con lo scopo di finanziare attività socialmente rilevanti. Il meccanismo è simile a quello dell’8×1000 previsto per le confessioni religiose e al 2×1000 ai partiti: quando si compila la dichiarazione dei redditi i contribuenti possono indicare ogni anno a chi destinare una parte delle proprie imposte sul reddito. In questo modo lo Stato devolve quella percentuale di imposte alle associazioni sulla base delle scelte indicate dai contribuenti.

La gestione del 5×1000 da parte degli enti, inoltre, è regolata da un quadro normativo preciso, che include obblighi di accreditamento, trasparenza, rendicontazione e uso etico delle risorse. Un’architettura normativa che rafforza il senso di alleanza civica tra contribuente ed ente beneficiario: chi riceve il 5×1000 non solo deve fare bene, ma deve anche rendere conto, pubblicamente e puntualmente, di ciò che fa.

La questione del “tetto massimo”, tuttavia, inquina non poco questo meccanismo virtuoso che dovrebbe permettere a tutta la popolazione di destinare questa piccolissima percentuale delle proprie tasse a sostegno delle cause sociali in cui crede. Dopo vari appelli al governo presentati negli scorsi anni da parte di alcune tra le principali associazioni del Terzo settore per chiedere di togliere il limite o di introdurre correttivi per rispettare la scelta delle persone, la polemica si è riaccesa anche di recente in Parlamento con una interrogazione presentata da Italia Viva. In passato, tuttavia, sono naufragate una dopo l’altra le varie proposte presentate, come quelle di Fratelli d’Italia che aveva suggerito di alzare il tetto prima di 50 milioni con un emendamento poi ritirato al decreto “Milleproroghe” e poi di 10 milioni di euro all’anno. Iniziativa infine bocciata al Senato. In conclusione, finora non è cambiato nulla e lo Stato continua ad aumentare i suoi incassi ogni anno, con soldi che i cittadini vorrebbero destinare al Terzo settore.

A questo punto, cogliamo l’occasione per ringraziare infinitamente tutti gli italiani e le italiane che hanno deciso l’anno scorso di destinare il loro 5×1000 alla nostra organizzazione e tutti coloro che lo faranno anche quest’anno. 

E ricordiamo che per destinare il 5×1000, bastano 3 semplici mosse: nella dichiarazione dei redditi 2024 (Modello Unico, 730, CU):

  1. Cerca lo spazio: “Scelta per la destinazione del cinque per mille dell’Irpef”
  2. Firma nel riquadro “Sostegno degli enti del terzo settore…”
  3. Inserisci il codice fiscale di The Good Lobby 97848130155 sotto la firma, nello spazio “Codice fiscale del beneficiario”

Ecco infine le date da segnare in calendario per non perdere l’opportunità di fare la differenza destinando il tuo 5×1000:

– 1° luglio 2025 è il termine per la presentazione cartacea del Modello Redditi Persone Fisiche tramite ufficio postale
– 30 settembre 2025 è il termine per la presentazione del Modello 730 e del Modello Redditi Persone Fisiche telematico
– 31 ottobre 2025 è il termine per le Certificazioni Uniche contenenti redditi dichiarabili solo tramite il Modello Redditi Persone Fisiche

Non solo 5×1000

Come dicevamo, oltre al 5×1000 esiste un altro strumento fiscale che consente ai cittadini di sostenere attivamente la democrazia: il 2×1000. Questo meccanismo permette di destinare lo 0,2% della propria IRPEF a un partito politico iscritto nell’apposito registro, senza alcun costo aggiuntivo per il contribuente. Si tratta di una piccola parte delle tasse che se non viene destinata resta allo Stato.

Questo strumento – per quanto minimamente utilizzato – rappresenta un’opportunità per finanziare i partiti in modo trasparente e partecipativo, riducendo la dipendenza da grandi donatori privati e il rischio di conflitti di interessi e rafforzando l’indipendenza politica. Anche attraverso il 2×1000 si può rendere il finanziamento alla politica italiana più equo, trasparente e inclusivo, e non significa “fare un favore ai partiti”, ma rafforzare la democrazia dal basso. Sull’argomento puoi approfondire qui leggendo e aderendo al nostro manifesto.