Martina C.
1 ora, 12 min fa
Lara B.
3 ore, 11 min fa
. ..
4 ore, 6 min fa
Il conto alla rovescia per le Politiche 2027 è iniziato, ma il nostro Paese continua ignorare un elefante nella stanza ingombrante, pesante che, in assenza di una normativa efficace che lo contrasti, ha pascolato indisturbato nelle Aule del Parlamento durante tutta la Legislatura: il conflitto di interessi.
Quest’estate la senatrice Daniela Santanchè, ex ministra del Turismo, ha dichiarato al Corriere che “il potere da ministra non le manca” perché continua a fare la senatrice e a lavorare nel turismo privato in un nuovo stabilimento di lusso in Versilia (dopo che aveva ceduto le quote del Twiga alla vigilia della sua nomina) fino alle 2 di notte, tra burraco e orate al sale. Esempio chiarissimo di come nel nostro ordinamento sia concesso passare dai ruoli istituzionali al proprio business privato in ambiti attinenti e viceversa, facendo tesoro di contatti, relazioni, informazioni, e spesso anche favorendo i propri affari con manovre ad hoc, senza che nessuna norma fermi queste “porte girevoli”.
La Legge Frattini del 2004 è più che carente in materia di conflitti di interessi ma anche in questa legislatura non è stato fatto niente per affrontare il pachiderma, come raccomandato a più riprese dagli organi di controllo internazionali.
Per riaccendere i riflettori su questo scandalo, far ripartire l’iter e prepararci a tenere alto il tema in vista delle prossime elezioni dovremo fare azioni di pressione sui partiti, sui singoli parlamentari e candidati alle Politiche e mobilitazioni mediatiche. Abbiamo in mente di organizzare un’azione pubblica per consegnare finalmente le oltre 50.000 firme raccolte, inclusa la tua.
Non hai ancora firmato? Fallo qui >>