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Conflitto di interessi

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Firma ora per avere finalmente una legge che regoli il conflitto di interessi

Petizione diretta al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, al Presidente della Camera dei Deputati Roberto Fico e al Presidente della Commissione Affari costituzionali della Camera dei Deputati Giuseppe Brescia

Petizione di

Organizzazione non profit

Firma ora per avere finalmente una legge che regoli il conflitto di interessi. Per troppi anni abbiamo visto politici e funzionari pubblici lavorare per il tornaconto di amici, parenti, lobby e gruppi di appartenenza. Ora che la nuova maggioranza di governo ha inserito il conflitto di interessi nella sua agenda programmatica, chiediamo con forza di passare dalle promesse ai fatti! Abbiamo bisogno subito di una legge che individui chiaramente i casi in cui gli interessi personali sono incompatibili con un incarico pubblico. Lo dobbiamo fare per proteggere il bene della collettività e prevenire la corruzione. Perché che cos’è la corruzione se non anteporre gli interessi privati a quelli pubblici?

Quante volte ci siamo imbattuti in politici che sembravano fare gli interessi dell’azienda di famiglia piuttosto che quelli dei loro elettori? Quante volte ci è sembrato che un funzionario pubblico non lavorasse per il bene della collettività, ma semmai per il tornaconto di un amico o di un parente? Quante volte abbiamo avuto il sospetto che un nostro rappresentante nelle istituzioni avesse un rapporto troppo stretto con un gruppo di potere?

I conflitti tra attività pubblica e interessi privati vanno identificati e gestiti in modo rigoroso, perché i funzionari e i politici dovrebbero essere indipendenti da condizionamenti e interferenze e, soprattutto, agire nel nome dell’interesse generale.

Dobbiamo pretendere che chi siede in parlamento, chi guida un ministero, chi amministra le nostra città e le nostre regioni lo faccia in maniera disinteressata, ponendo al centro del proprio lavoro l’interesse pubblico e non quello dell’azienda, degli amici, dei parenti, della corporazione o di qualche lobby.

L’Italia ha bisogno urgentemente di una legge chiara ed efficace che affronti questo tema importante e scottante. Il Parlamento si è dato da fare, sono state presentate proposte di legge del Movimento 5 Stelle e del Partito Democratico che cercano una volta per tutte di sanare una lacuna gravissima per il nostro Paese. Leggi imperfette e migliorabili, ma che almeno provano a squarciare un velo di silenzio che dura da troppo tempo. Ora il nuovo governo Conte ha inserito la legge sul conflitto di interessi nella sua agenda programmatica ma noi sappiamo come spesso vanno le promesse: se non ci impegneremo per avere una legge, correremo il rischio di non ottenerla mai!

Chiediamo alla Commissione Affari Costituzionali della Camera, che il 13 giugno 2019 ha provveduto ad abbinare le tre proposte di legge, di riprendere immediatamente l’iter e discutere quanto prima quei testi. Non affrontare questo tema significa compromettere sempre di più il legame fra individui e comunità, perché dietro un comportamento corruttivo c’è sempre un conflitto di interessi. Se non ci muoviamo, il fenomeno della corruzione si normalizzerà sempre di più. I cittadini continueranno a voltare le spalle alla politica, convinti che i funzionari pubblici facciano solo gli interessi di pochi.

Crediamo che una legge veramente utile debba prevedere chiare politiche di prevenzione, in grado di identificare tutti i potenziali conflitti di interessi personali o dei congiunti (ad esempio, quote societarie, interessi finanziari, ruoli e incarichi professionali ricoperti). Ma una volta che un ente o un’istituzione ha stilato una lista precisa dei rischi, gli eletti, i nominati, i funzionari pubblici devono dichiarare pubblicamente gli interessi privati che potrebbero entrare in conflitto con la loro attività pubblica.

La pubblicazione online degli interessi personali di chi ricopre cariche pubbliche è un atto indispensabile ma non sufficiente. Perché alcuni incarichi non possono proprio essere ricoperti da un imprenditore o un dirigente pubblico. Vi sentireste a vostro agio se diventasse ministro dei trasporti chi possiede quote di controllo di una compagnia di navigazione? E cosa pensereste di un funzionario comunale addetto ai servizi sociali la cui moglie dirige una importante cooperativa locale? Certe volte occorrono dei rimedi forti per risolvere conflitti che possono danneggiare la reputazione delle istituzioni e che possono prefigurare passaggi corruttivi. Perché che cos’è la corruzione, se non anteporre gli interessi privati a quelli pubblici?

Chiediamo quindi che una legge efficace sul conflitto di interessi prenda in considerazione che il membro del parlamento, il consigliere regionale, l’assessore comunale si debba astenere nel caso in cui i suoi interessi personali possano interferire troppo con le decisioni pubbliche da affrontare. E pensiamo anche che, in certi casi, vadano presi rimedi estremi: se gli interessi privati di un cittadino sono incompatibili con una funzione pubblica, a quel cittadino andrebbe impedito di rivestire un incarico pubblico. Ad esempio, difficilmente un imprenditore edile potrebbe fare l’assessore all’urbanistica del comune in cui la sua azienda opera, perché sarebbe evidente il rischio che possa favorire il suo business mentre prende decisioni pubbliche. Oppure, potrebbe comunque sfavorire competitor scomodi e distorcere le buone pratiche del mercato. Lo stesso dovrebbe avvenire per il funzionario pubblico che mostri un conflitto di interessi palese, reale, tra il suo ruolo e le sue faccende private. In quel caso, una legge seria dovrebbe contemplare il trasferimento ad altro ufficio.

Infine, per funzionare davvero, chiediamo che una legge sul conflitto d’interessi preveda sanzioni reali per chi dovesse fare dichiarazioni false, astenendosi dal rendere pubblici dati sui propri interessi privati (e di quelli dei congiunti), in potenziale contrasto con l’attività pubblica.

La Commissione Affari Costituzionali è in tempo a chiedere un parere agli organismi internazionali (OSCE, Consiglio d’Europa) che da anni studiano i conflitti di interessi negli altri Paesi del mondo e hanno una grande esperienza che potrebbe essere utile all’Italia.