Dona

23 Aprile 2020

EmailTwitterFacebookWhatsApp

App di tracciamento Coronavirus: la trasparenza su Immuni non sia solo di facciata

di The Good Lobby

Lettera aperta al governo

E’ passato un mese da quando il governo ha lanciato la fast call per l’individuazione della app di contact tracing che dovrà aiutare l’Italia a gestire la fase 2 e le fasi successive dell’emergenza coronavirus e solo negli ultimi giorni il Ministero dell’innovazione ha reso pubblici alcuni chiarimenti sull’app scelta, Immuni.

Le soluzioni tecnologiche possono costituire uno strumento importante per superare il difficile momento che stiamo vivendo. Data però l’enorme delicatezza di un uso di tecnologia di massa per le numerose implicazioni che può avere sulla vita delle persone, riteniamo imprescindibile che il processo di selezione, aggiudicazione e implementazione sia sorretto da criteri di massima trasparenza.

Ciò finora non è accaduto. Il governo ha riunito un comitato di 74 esperti con vincoli di riservatezza. Le informazioni che ci sono state fornite sono state spesso contraddittorie e rivelano un approccio confusionario, che non ha contribuito a creare quel clima di fiducia necessario ad incentivare la collaborazione e il coinvolgimento dei cittadini che dovrebbero scaricare volontariamente l’app. La relazione finale della task force chiamata a “valutare e proporre soluzioni tecnologiche basate sull’analisi dei dati e affrontare l’emergenza sanitaria” non è stata resa pubblica, contrariamente ai principi di trasparenza che dovrebbero regolare decisioni così critiche e strategiche per affrontare la pandemia in atto e garantire il rispetto dei diritti fondamentali.

In seguito ai chiarimenti pubblicati il 21 aprile dal Ministro per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione, rimangono alcune questioni in sospeso. Ecco alcune domande critiche alle quali chiediamo formalmente al governo di rispondere.

Open source, per davvero?
Nei chiarimenti resi dal Ministero dell’Innovazione viene scritto che il software verrà concesso in forma libera in base alla licenza MPL2. Tuttavia, questo tipo di licenza permette l’accesso solo alla prima formulazione e pubblicazione del codice, e non agli aggiornamenti successivi. Si legge però nei chiarimenti del Ministero che la società Bending Spoons spa si è impegnata a completare gli sviluppi software necessari per la messa in esercizio del sistema nazionale di contact tracing.
– Tali sviluppi successivi saranno anch’essi sorretti da codice aperto e accessibili al pubblico?
– Come mai non è stata scelta una licenza totalmente libera quale la AGLP3?

Quale modello di gestione per i nostri dati?

– E’ contemplata l’ipotesi futura di raccogliere i dati anche con la geolocalizzazione?
– E’ stato rispettato il principio di privacy by design e by default?
– Avete prodotto una valutazione preventiva d’impatto sui dati personali (DPIA)? Se sì, quando sarà pubblicata?
– Quali parametri verranno considerati per monitorare l’efficacia del contact tracing?

Quali usi per quali dati: facciamo chiarezza
– Qual è l’esatta definizione delle finalità del trattamento dei dati da parte dell’app di contact tracing?
– È possibile che l’app venga utilizzata in futuro anche per altre finalità non ancora emerse?
– Viene menzionata la circostanza di cancellazione dei dati al termine dell’emergenza. Sono già state previste le modalità e i tempi di distruzione?
– E’ prevista la possibilità per un utente di eliminare la app e cancellare i propri dati prima della fine dell’emergenza?
– Quali istituzioni avranno accesso ai dati e con quali poteri di intervento e trattamento (es. solo consultazione o anche estrazione, elaborazione, profilazione, raffronto ecc?)

Trasparenza dei processi decisionali
– Qual è il perimetro della riservatezza alla quale gli esperti della task force sono obbligati? In altre parole, qual è l’oggetto specifico dell’obbligo di riservatezza?
– A quanto leggiamo la società Bending Spoons spa ha concesso il software al governo in licenza aperta, gratuita, perpetua e irrevocabile. Questa procedura appare in contrasto con l’articolo 68 comma 2 del Codice dell’Amministrazione Digitale. Come mai si è ritenuto di non voler procedere ai sensi del CAD, e cioè tenendo la Pubblica amministrazione sempre titolare dei software appositamente sviluppati per essa?

Ci rendiamo conto che il momento che stiamo vivendo è senza precedenti e che il governo è chiamato a prendere decisioni in condizioni di emergenza e velocità. Riteniamo tuttavia che un atteggiamento aperto e trasparente, se opportuno in ogni momento, diventa oggi imprescindibile data la sensibilità di questo tema e la necessità di dare riscontro alle legittime preoccupazioni di noi cittadini.
In questo senso chiediamo che la relazione del gruppo di lavoro che ha orientato le scelte del Governo venga pubblicata, integralmente, in modo che i cittadini, i media e chiunque interessato possa avere piena conoscenza delle valutazioni effettuate.
La scelta di divulgare queste informazioni e rispondere alle nostre domande sarebbe un segnale importante e utile a ricreare un clima di fiducia in questo periodo così complesso.

The Good Lobby
Hermes Center for Transparency and Digital Human Rights
Eumans
Associazione Lex Digital
Associazione Luca Coscioni
Science for Democracy