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30 Settembre 2026

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DDL Concorrenza: il ritorno del conflitto di interessi della ministra Calderone

Dei conflitti di interessi della ministra del Lavoro, Marina Elvira Calderone, abbiamo già parlato più volte, ma a quanto pare il suo “elefante nella stanza” ama stare al centro dell’attenzione! 

di Bianca Dominante

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    1 giorni fa

Nel nuovo DDL Concorrenza c’è una norma che riguarda da vicino la nostra ministra del Lavoro Calderone e, soprattutto, il suo passato! La nuova misura, infatti, estenderebbe anche ai consulenti del lavoro la possibilità di depositare i bilanci delle società presso il Registro delle imprese, una competenza oggi riservata a commercialisti ed esperti contabili. 

 

I problemi della norma in questione sono molteplici e vi spieghiamo perché. 

La misura è stata presentata all’interno di un disegno di legge del Governo, di cui è membro anche la ministra Calderone. Come alcuni di voi ricorderanno, Calderone ha presieduto l’Ordine dei consulenti del lavoro per ben 20 anni, dal 2005 al 2022. Dopo la sua nomina a ministra, ha passato il testimone a Rosario De Luca, suo marito. Come se non bastasse, ha ceduto a De Luca anche il 50% della società di consulenza del lavoro che avevano costituito insieme. 

 

Una coincidenza? Difficile crederlo. Non è chiaro perché affidare un’attività che richiede competenze fiscali e contabili a chi si occupa principalmente di amministrazione del personale e previdenza, come ha evidenziato anche Il Foglio. Molto più cristallino invece è il conflitto di interessi che lega la ministra all’Ordine dei consulenti del lavoro! 

 

Se in Italia avessimo una legge organica sul conflitto di interessi, tutto questo non sarebbe accaduto: Calderone non sarebbe mai stata nominata ministra del Lavoro, considerati i suoi legami con un settore che rientra pienamente nelle competenze del suo dicastero. Purtroppo nel nostro Paese abbiamo ancora soltanto un insieme di norme e misure frammentarie, che servono a ben poco. Nel frattempo, una proposta di legge sul conflitto di interessi giace dimenticata alla Camera, in attesa che il Parlamento si decida a discuterla e approvarla. 

Noi, però, siamo stanchi di aspettare. Sostieni la nostra campagna e firma la petizione. È il momento di fare i conti con “l’elefante nella stanza”!

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