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Contro il Coronavirus, l’Unione fa la forza

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Petizione diretta ai ministri della salute e ai capi di Stato e di governo dei Paesi dell’Unione Europea

Petizione di

Organizzazione non profit

Chiedi ai ministri e ai capi di Stato e di governo dei Paesi dell’Unione Europea di coordinarsi in questa fase dell’emergenza sanitaria del coronavirus, agendo uniti in materia di test, contenimento, ricerca di un vaccino efficace e fondi per affrontare la rinascita post-emergenza.

Aggiornamento (ottobre)

In questo momento siamo nel bel mezzo di una seconda ondata di COVID-19. Sono passati 8 mesi da quando la pandemia ha colto il mondo di sorpresa, ma i leader politici non sembrano avere imparato molto. In Europa continua ad esserci pochissimo coordinamento fra gli Stati – dalla raccolta di dati epidemiologici ai test – e troppe azioni unilaterali, con diverse misure restrittive applicate a contesti molto simili. Ed è qui che i nostri leader politici dovrebbero fare di più.

In aggiunta a questo, è fuor di dubbio che la migliore soluzione all’emergenza che stiamo vivendo sia un vaccino. La ricerca per per trovarne uno va avanti intensamente da mesi, ma bisogna avere chiaro che avere finalmente un vaccino a disposizione sarà soltanto l’inizio. Per fare in modo che abbia l’effetto che tutti speriamo, non solo dovrà essere sicuro ed efficace ma anche disponibile e alla portata delle tasche di tutti.

Dobbiamo quindi vigilare sulle attività delle aziende farmaceutiche che stanno lavorando per sviluppare il vaccino e la cura per il COVID-19, per assicurarci che alla fine gli interessi delle aziende non prevalgano sulla salute e sul benessere dei cittadini. Dobbiamo anche garantire che la flessibilità di regolamentazione necessaria a permettere una maggiore collaborazione e un migliore sviluppo del trattamento e del vaccino in queste circostanze estreme non diventi la nuova normalità.

Contrariamente a quanto viene spesso affermato, l’Europa ha un grande potere nell’aiutarci ad uscire da questa pandemia. Eppure al momento è anche nelle mani delle grandi industrie farmaceutiche. Dobbiamo assicurarci che venga usato saggiamente, per il bene di tutti e non per assicurarsi dei profitti.


la Petizione

Il coronavirus non conosce confini. L’Italia è uno dei Paesi più colpiti, ma il contagio si sta diffondendo rapidamente ovunque. Nessun Paese può salvarsi da solo.

Nonostante ciò, non esiste una strategia comune di contenimento dell’emergenza sanitaria condivisa da tutti i Paesi dell’Unione Europea.  Questo mentre moltissimi di noi vivono una situazione se non drammatica, quantomeno angosciante, che ci riporta con la memoria ai racconti della guerra

Non ci sono le bombe, è vero, ma ci sono le vittime e i malati in terapia intensiva, il personale sanitario stremato dai turni interminabili e dalla paura del contagio.  Cittadini italiani, spagnoli, francesi e di altre nazionalità vengono, giorno dopo giorno, privati delle loro libertà personali per il bene comune e per cercare di salvare vite umane.

Cosa fa l’Unione Europea si chiedono in tanti? Perché, ad esempio, i negozi sono aperti in Svezia e chiusi in molti altri Paesi? Perché i tedeschi possono ancora muoversi liberamente? Perché dovremmo accettare che ciascun Paese contribuisca in modo diverso al raggiungimento di un obiettivo comune, quello della salvaguardia della nostra salute

Prendersela con l’Unione Europea è facile, ma non ci porta da nessuna parte. 

Le istituzioni europee non possono chiudere le scuole, sospendere le partite di calcio o bloccare le nostre città. Non ne hanno la facoltà. Ma ormai l’avanzata del Covid19 è talmente rapida ovunque che non possiamo più limitarci a dire che l’UE non ha competenza in materia di salute e per questo non può agire.

Se l’Unione Europea ha dei limiti strutturali, nulla vieta però ai ministri della salute dell’UE di coordinarsi – su base volontaria – per esercitare in modo congiunto i loro poteri sovrani di emergenza. Potrebbero iniziare a coordinare la loro risposta alla pandemia, adottando una linea comune su test, contenimento, quarantena e distanza sociale e sulla ricerca di un vaccino efficace.

L’UE non può obbligare i leader nazionali ad adottare una strategia comune, ma tutti i cittadini europei si aspettano che l’Europa parli e che lo faccia con una voce sola, condividendo strategie e buone pratiche in queste giornate convulse. 

Si tratterebbe di un passo avanti fondamentale per aumentare non solo l’efficacia, ma anche l’accettabilità di misure che spesso prevedono la limitazione estrema delle nostre libertà personali al fine di ridurre il rischio di contagio e di proteggere la salute di tutti i cittadini europei.

In mancanza di un coordinamento europeo, assistiamo a decisioni come quella della Germania, che ha unilateralmente chiuso i propri confini. La chiusura delle frontiere non porta alcun comprovato vantaggio per la salvaguardia della salute e, anzi, rallenta la libera circolazione dei lavoratori e di quei beni strettamente necessari nelle emergenze. Queste barriere, purtroppo, sono la prova più tangibile dell’incapacità dell’Unione e dei suoi Stati membri di individuare un’azione coordinata e in presenza di un coordinamento europeo cesserebbero di essere necessarie. 

Dobbiamo convincere subito i ministri della salute di tutti gli Stati membri dell’UE ad agire insieme per affrontare un’emergenza globale come quella del coronavirus.

Unisciti a noi e chiedi ai ministri della salute e ai capi di Stato dei Paesi dell’Unione Europea di esercitare congiuntamente i loro poteri sovrani di emergenza, coordinando la loro risposta sanitaria, adottando una linea comune su test, contenimento, quarantena, distanza sociale e ricerca di un vaccino efficace. 

Chiediamo inoltre che, una volta superata l’emergenza, si continui ad adottare un approccio transnazionale, l’unico capace di fare fronte a virus che non conoscono frontiere, affidando in modo permanente all’Unione Europea competenze reali in materia di salute pubblica, soprattutto nelle fasi di emergenza. 

Infine, per superare la violenta crisi che scuoterà tutti, serve un’azione congiunta appoggiata da tutti gli Stati dell’Unione Europea in grado di garantire interventi e misure economiche adeguate che permettano di risollevarci

Insieme possiamo farci sentire: firma la petizione!

 

FIRMA LA PETIZIONE