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Contro il Coronavirus, l’Unione fa la forza

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Petizione diretta ai ministri della salute e ai capi di Stato e di governo dei Paesi dell’Unione Europea

Petizione di

Organizzazione non profit

Chiedi ai ministri e ai capi di Stato e di governo dei Paesi dell’Unione Europea di coordinarsi in questa fase dell’emergenza sanitaria del coronavirus, agendo uniti in materia di test, contenimento, ricerca di un vaccino efficace e fondi per affrontare la rinascita post-emergenza.

Aggiornamento (giugno)


Il 15 giugno la quasi totalità degli Stati Membri dell’Unione ha riaperto i propri confini come auspicato dalla Commissione Europea ed entro la fine del mese cadranno anche le ultime limitazioni. Finalmente, viene garantito pienamente il diritto alla libera circolazione delle persone sul territorio europeo. La Commissione ha inoltre suggerito una riapertura, graduale e parziale, verso i paesi extra Ue per il primo luglio, sulla base di diversi criteri, come ad esempio quello epidemiologico e delle condizioni in cui si trova il sistema sanitario. 

Nonostante queste aperture, occorre sempre tenere presente che il rischio di una seconda ondata è reale e questa volta l’UE ha l’obbligo di farsi trovare pronta. Lo hanno ribadito anche i leader europei di Danimarca, Germania, Belgio, Francia, Polonia in una lettera inviata alla presidente della Commissione Ursula von der Leyen. Nella lettera, i leader hanno suggerito una serie di misure per una gestione efficace di un nuovo scenario pandemico: rafforzare i meccanismi esistenti di coordinamento, condividere i dati epidemiologici, coordinare la ricerca e l’approvvigionamento del materiale sanitario.

Le proposte contenute nella lettera sono in linea con le nostre richieste, tuttavia, non sono abbastanza. Purtroppo, non prevedono la la possibilità di rendere il coordinamento vincolante per tutti per impedire azioni unilaterali (come la chiusura dei confini).

Per evitare di dover assistere nuovamente all’introduzione di misure arbitrarie messe in campo da ciascuno Stato membro – un approccio che mette in pericolo la salute e i diritti di tutti i cittadini europei – chiediamo tutti insieme un’Unione Europea della Salute.

Se l’Unione avesse reali competenze in materia sanitaria, che al momento invece non ha, potrebbe prendere le decisioni unitarie per tutti gli Stati membri, operando una gestione delle risorse più efficace ed efficiente. Di fronte a virus che non conoscono confini, il livello decisionale più adeguato è certamente il livello sovranazionale.  

 


la Petizione

Il coronavirus non conosce confini. L’Italia è uno dei Paesi più colpiti, ma il contagio si sta diffondendo rapidamente ovunque. Nessun Paese può salvarsi da solo.

Nonostante ciò, non esiste una strategia comune di contenimento dell’emergenza sanitaria condivisa da tutti i Paesi dell’Unione Europea.  Questo mentre moltissimi di noi vivono una situazione se non drammatica, quantomeno angosciante, che ci riporta con la memoria ai racconti della guerra

Non ci sono le bombe, è vero, ma ci sono le vittime e i malati in terapia intensiva, il personale sanitario stremato dai turni interminabili e dalla paura del contagio.  Cittadini italiani, spagnoli, francesi e di altre nazionalità vengono, giorno dopo giorno, privati delle loro libertà personali per il bene comune e per cercare di salvare vite umane.

Cosa fa l’Unione Europea si chiedono in tanti? Perché, ad esempio, i negozi sono aperti in Svezia e chiusi in molti altri Paesi? Perché i tedeschi possono ancora muoversi liberamente? Perché dovremmo accettare che ciascun Paese contribuisca in modo diverso al raggiungimento di un obiettivo comune, quello della salvaguardia della nostra salute

Prendersela con l’Unione Europea è facile, ma non ci porta da nessuna parte. 

Le istituzioni europee non possono chiudere le scuole, sospendere le partite di calcio o bloccare le nostre città. Non ne hanno la facoltà. Ma ormai l’avanzata del Covid19 è talmente rapida ovunque che non possiamo più limitarci a dire che l’UE non ha competenza in materia di salute e per questo non può agire.

Se l’Unione Europea ha dei limiti strutturali, nulla vieta però ai ministri della salute dell’UE di coordinarsi – su base volontaria – per esercitare in modo congiunto i loro poteri sovrani di emergenza. Potrebbero iniziare a coordinare la loro risposta alla pandemia, adottando una linea comune su test, contenimento, quarantena e distanza sociale e sulla ricerca di un vaccino efficace.

L’UE non può obbligare i leader nazionali ad adottare una strategia comune, ma tutti i cittadini europei si aspettano che l’Europa parli e che lo faccia con una voce sola, condividendo strategie e buone pratiche in queste giornate convulse. 

Si tratterebbe di un passo avanti fondamentale per aumentare non solo l’efficacia, ma anche l’accettabilità di misure che spesso prevedono la limitazione estrema delle nostre libertà personali al fine di ridurre il rischio di contagio e di proteggere la salute di tutti i cittadini europei.

In mancanza di un coordinamento europeo, assistiamo a decisioni come quella della Germania, che ha unilateralmente chiuso i propri confini. La chiusura delle frontiere non porta alcun comprovato vantaggio per la salvaguardia della salute e, anzi, rallenta la libera circolazione dei lavoratori e di quei beni strettamente necessari nelle emergenze. Queste barriere, purtroppo, sono la prova più tangibile dell’incapacità dell’Unione e dei suoi Stati membri di individuare un’azione coordinata e in presenza di un coordinamento europeo cesserebbero di essere necessarie. 

Dobbiamo convincere subito i ministri della salute di tutti gli Stati membri dell’UE ad agire insieme per affrontare un’emergenza globale come quella del coronavirus.

Unisciti a noi e chiedi ai ministri della salute e ai capi di Stato dei Paesi dell’Unione Europea di esercitare congiuntamente i loro poteri sovrani di emergenza, coordinando la loro risposta sanitaria, adottando una linea comune su test, contenimento, quarantena, distanza sociale e ricerca di un vaccino efficace. 

Chiediamo inoltre che, una volta superata l’emergenza, si continui ad adottare un approccio transnazionale, l’unico capace di fare fronte a virus che non conoscono frontiere, affidando in modo permanente all’Unione Europea competenze reali in materia di salute pubblica, soprattutto nelle fasi di emergenza. 

Infine, per superare la violenta crisi che scuoterà tutti, serve un’azione congiunta appoggiata da tutti gli Stati dell’Unione Europea in grado di garantire interventi e misure economiche adeguate che permettano di risollevarci

Insieme possiamo farci sentire: firma la petizione!

 

FIRMA LA PETIZIONE