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20 Dicembre 2021

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C’è chi alla legge sul lobbying preferisce mangiare il panettone

Non siamo mai stati così vicini a vedere in un’aula parlamentare discutere la legge sul lobbying ma anche stavolta la politica ha deciso che le priorità sono altre: mangiare il panettone in anticipo. Tutto rimandato a gennaio ma non dobbiamo abbassare la guardia.

di Fabio Rotondo

Firma per una legge capace di regolare il lobbying!

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    1 giorni fa

Sembrava fatta, la legge in grado di garantire trasparenza nell’attività di rappresentanza di interessi oggi, lunedì 20 dicembre, sarebbe dovuta approdare all’Aula di Montecitorio. Invece niente, il Parlamento ha preferito anticipare le vacanze di Natale. In gergo questo fenomeno viene chiamato “mozione Samsonite”: quando si avvicinano le feste si rimanda tutto a gennaio, col rischio però che questo diventi una scusa per non affrontare questioni urgenti. Noi dobbiamo vigilare affinché questo non accada.

Tanti progressi nell’ultimo anno, stroncati proprio a Natale

Ripercorriamo brevemente la storia della proposta di legge sul lobbying e del lungo iter che, grazie al vostro supporto, abbiamo stimolato, impedendo e che si inceppasse i:

Tra il 2018-2019 i deputati Francesco Silvestri (M5S), Silvia Fregolent (IV) e Marianna Madia (PD) presentano le proposte di legge per regolamentare l’attività di rappresentanza di interessi.

Nel 2020 cominciano le audizioni dei portatori d’interessi e noi di The Good Lobby veniamo ascoltati il 23 giugno. Insieme a una decina di organizzazioni della società civile creiamo la coalizione Lobbying4Change per spingere a regolamentare il lobbying e avviamo una petizione per raccogliere il sostegno dei cittadini.

Febbraio-maggio 2021 la Commissione Europea, il GRECO (Gruppo di Stati Contro la Corruzione del Consiglio d’Europa) e l’OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) raccomandano all’Italia di approvare presto una legge sul lobbying,

Giugno 2021 davanti Montecitorio montiamo un’edicola proveniente dal futuro e consegniamo ai parlamentari il Senno di Poi, il giornale che mostra come sarà l’Italia se non proteggiamo i fondi del Piano Nazionale Ripresa e Resilienza con norme capaci di regolare il lobbying e il conflitto d’interessi. Organizziamo inoltre una conferenza stampa a cui partecipano i depositari delle proposte di legge sul lobbying e consegniamo le 44.000 firme raccolte con le nostre petizioni al Presidente della Commissione Affari Costituzionali Giuseppe Brescia.

Agosto 2021 dopo mesi di lavori la Commissione approva un testo base unificando le tre proposte di legge. E’ la prima volta dopo 80 tentativi falliti in 70 anni.

Settembre-dicembre 2021 la Commissione presenta e discute gli emendamenti al testo base. Nel frattempo la coalizione Lobbying4Change cresce fino a raccogliere 32 organizzazioni della società civile, la petizione sfiora le 18.000 firme, mentre anche le società di lobbying chiedono che si approvi una legge al più presto. Non solo, persino l’OSCE (Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa) raccomanda la legge il 21 settembre. La Commissione però si inceppa più volte, litiga e il 10 dicembre approva un testo monco in cui vengono esclusi dagli obblighi di trasparenza gli attori più influenti come Confindustria e i sindacati. Inoltre i parlamentari si svincolano dal periodo di raffreddamento nel caso intendano intraprendere l’attività di lobbying a fine mandato e abbassano tale periodo a un anno per i membri del Governo.

La proposta di legge sarebbe comunque dovuta arrivare in Aula il 20 dicembre, per essere poi votata a metà gennaio. Sarebbe stato un passo storico perché la legge sul lobbying non è mai arrivata in Aula parlamentare in Italia.

Dal passo storico al despacito è un attimo 

Si sa, fare i regali di Natale e preparare da mangiare per i parenti in arrivo per le feste richiede tempo. Quindi perché non rimandare la discussione di una legge che il nostro Paese attende da oltre 50 anni per prendersi un giorno in più di vacanza?

Dev’essere questo il ragionamento che hanno fatto i nostri Deputati. La motivazione che la Commissione Affari Costituzionali ha dato è che un paio di Commissioni, come la V Bilancio, non hanno ancora dato il proprio parere.

Chiediamo ai deputati di prendersi la propria responsabilità e di portare la legge sul lobbying in Aula appena rientrati dalle vacanze, cioè a metà gennaio. Noi continueremo a vigilare e a fare pressione, ma abbiamo bisogno del vostro aiuto: firmate la petizione, sosteneteci!

FIRMA LA PETIZIONE