28 Agosto 2020

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Greta Thunberg torna a scuola… ma la lotta per il clima non si ferma!

Mentre si fanno piccoli grandi passi per tentare di rimediare ai danni - forse irreparabili - causati all'ambiente, la giovane attivista torna sui banchi di scuola in tempi di pandemia

di Salvatore Papa

Greta Thunberg torna a scuola! Dopo l’anno sabbatico in cui ha girato il mondo (in modo ecosostenibile) per sensibilizzare i leader mondiali sul tema del cambiamento climatico, la giovane attivista per il clima annuncia su Twitter il ritorno alla (quasi) normalità, in un momento storico in cui l’avvio dell’anno scolastico è atteso e incerto. 

Greta è stata fonte di ispirazione per migliaia di persone in tutto il mondo che si sono unite al movimento Friday’s For Future e agli scioperi per il clima. Un’ondata di giovanissimi della generazione Z (nati tra il 1995 e il 2010) che nell’ultimo anno ha invaso le piazze di tutto il mondo riuscendo a creare un movimento che ha avuto il merito di sollevare il tema a livello globale e “illuminare” settori finora insensibili su questo fronte.

Greta ha annunciato il ritorno tra i banchi di scuola ma non l’abbandono della sua campagna di sensibilizzazione e sulle colonne del The Guardian ha dichiarato: “Guardando indietro [oltre due anni], sono successe molte cose. Molti milioni sono scesi in piazza … e il 28 novembre 2019 il Parlamento europeo ha dichiarato un’emergenza climatica e ambientale “; ma ha anche espresso la sua amarezza per la mancanza di una vera azione politica:  “quando si tratta di azione, siamo ancora in uno stato di negazione. Il divario tra ciò che dobbiamo fare e ciò che viene effettivamente fatto si amplia di minuto in minuto.” aggiungendo: “In effetti, abbiamo perso altri due anni cruciali a causa della mancanza di azione politica “.


Segnali di un mondo migliore

 

La strada è ancora impervia ma qualcosa di positivo si è mosso e il merito è in qualche modo anche di Greta e dei giovani di FFF. 
Negli ultimi giorni, per esempio, la più grande società di investimenti finanziari norvegese, Storebrand, che gestisce un patrimonio di oltre 90 miliardi di dollari, ha annunciato il ritiro dei suoi investimenti in società produttrici di combustibili fossili, quali ExxonMobil e Chevron. È la prima volta che un grande investitore si oppone alle pratiche di lobbying contro il clima messe in campo dalle grandi multinazionali del combustibile fossile e lo fa con una presa di posizione senza mezzi termini del suo amministratore delegato Jan Erik Saugestad: “Il cambiamento climatico è uno dei maggiori rischi per l’umanità e le attività di lobby che minano l’azione per risolvere questa crisi sono semplicemente inaccettabili. Gli Exxon e gli Chevron del mondo sono un ostacolo per noi” 

Vi avevamo raccontato, in un precedente articolo sul nostro blog, di come gli azionisti di Chevron avevano chiesto all’azienda di pubblicare un rapporto annuale per rendere trasparenti le attività di lobbying condotte sui cambiamenti climatici, così da verificarne la compatibilità con gli obiettivi dell’Accordo sul clima di Parigi del 2015. Dopo le dichiarazioni dell’AD di Storebrand, Chevron ha fatto sapere che l’azienda sta prendendo in considerazione la richiesta degli azionisti e che metterà in campo azioni appropriate per affrontare le preoccupazioni degli investitori.

Mentre Storebrand disinveste nei combustibili fossili, Amazon ha annunciato la più grande commessa di sempre di veicoli elettrici per Mercedes-Benz Vans. Si tratta di 1800 tra van e furgoni che si aggiungeranno alla flotta di veicoli che a partire da quest’anno saranno usati per le consegne in tutta Europa.

“L’acquisto rappresenta un passaggio del nostro percorso verso la creazione della flotta di trasporto più sostenibile al mondo” ha dichiarato Jeff Bezos, fondatore di Amazon, aggiungendo: “Abbiamo bisogno che l’innovazione e le partnership con case automobilistiche come Mercedes-Benz continuino senza sosta per decarbonizzare il settore dei trasporti e fronteggiare la crisi climatica”.

Questo ordine si inserisce nell’ambito dell’iniziativa Climate Pledge, lanciata da Amazon e Global Optimism, a cui si aderisce ora anche Mercedes-Benz. L’obiettivo è davvero ambizioso: raggiungere le emissioni zero di carbonio entro il 2040, anticipando di dieci anni il termine stabilito dall’Accordo di Pargi.

Realismo e speranze

 

Fino a due anni fa sembrava impensabile che un grande investitore finanziario sacrificasse il profitto in favore della sostenibilità ambientale o che una grande casa automobilistica si impegnasse a raggiungere con 10 anni di anticipo l’obiettivo “zero carbon”.
Sono piccoli/grandi segnali di cambiamento in un mondo che, tuttavia, non vuole ancora accettare pienamente la realtà delle cose: senza un cambio di passo immediato, il futuro sarà drammatico. 

Fuori da ogni retorica, è vero che la speranza più grande è riposta nelle nuove generazioni. Quelle che, insieme a Greta, torneranno in questi giorni a scuola in tutto il mondo.
Nel nostro Paese saranno circa 8,5 milioni i giovani che affronteranno il ritorno in aula dopo la chiusura dovuta all’epidemia di Coronavirus. Ma a meno di tre settimane dall’apertura sono tante le problematiche e gli aspetti ancora da chiarire che rischiano di complicare l’avvio dell’anno scolastico.

Il nostro augurio è che i ragazzi riescano a trovare una nuova normalità tra i banchi di scuola (ora a rotelle), perché è proprio lì che è nata la protesta pacifica e nonviolenta per il clima e speriamo ne nascano tante altre per salvare il nostro Pianeta.