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16 Giugno 2021

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MISE: il buon esempio che tutti dovrebbero seguire

Il Ministero dello Sviluppo Economico è l’unico trasparente. A questo punto, visto lo scarso interesse degli altri ministri a seguire le raccomandazioni internazionali, il Ministro Giancarlo Giorgetti potrebbe giocare un ruolo importante verso la trasparenza dell’intero governo.

di Fabio Rotondo

Nel nostro rapporto sulla trasparenza dei ministeri pubblicato il 30 aprile avevamo stilato una classifica dei migliori Ministeri ricostruendo la storia dei ministri che si sono spesi per permettere ai cittadini di conoscere chi influenza le scelte del governo. Da quella data non ci sono stati passi avanti, anzi, il Ministero della Transizione Ecologica ha addirittura fatto un passo indietro rendendo introvabili le Agende degli incontri, così come il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali non ha più aggiornato i dati. Il Ministero più trasparente d’Italia rimane il Mise attualmente guidato da Giancarlo Giorgetti.

 

Di cosa stiamo parlando

Parliamo degli strumenti di regolazione del lobbying, cioè l’attività democratica svolta da gruppi d’interesse (organizzazioni non-profit, grandi aziende, associazioni di categoria, ecc.) con l’intenzione di influenzare una politica pubblica in discussione in Parlamento o in un ministero. I cosiddetti lobbisti possono essere sia persone che rappresentano interessi privati per conto di aziende, gruppi economici o simili, oppure un gruppo di persone che vuole influenzare una legge per tutelare il bene comune e l’interesse pubblico in campo ambientale, sanitario, nel settore della giustizia ecc., come noi di The Good Lobby. I politici incontrano i lobbisti perché hanno bisogno di informazioni per elaborare un testo di legge e migliorarlo. Due importanti  strumenti di trasparenza del lobbying sono le Agende degli incontri, sulle quali i ministri (o funzionari) indicano i  lobbisti  che hanno incontrato e il tema trattato con i portatori di interessi; e il Registro della trasparenza, a cui i lobbisti si iscrivono  per poter effettuare incontri istituzionali e sul quale devono rilasciare informazioni dettagliate sulla loro  attività di rappresentanza.

 

Il governo in penombra

Un ministero trasparente su 18 è davvero un pessimo segnale da parte del governo. Significa che i ministri non vogliono far sapere chi incontrano e chi influenza le decisioni che prendono. Eppure il GRECO*, l’OCSE**, il ministro europeo della Giustizia Didier Reynders e la stessa ministra alla giustizia italiana Marta Cartabia hanno recentemente raccomandato l’approvazione di una legge sul lobbying nel nostro Paese.  I passi indietro del Ministro Roberto Cingolani, caso emblematico che dimostra la necessità urgente di una legge sul lobbying, e del Ministro Andrea Orlando (PD) vanno esattamente contro le raccomandazioni di mezzo mondo. Invece, continuano a fare orecchie da mercante i pentastellati Luigi Di Maio, a capo del Ministero degli Affari Esteri, e Stefano Patuanelli che guida il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali. Perché citiamo proprio loro e non tutti gli altri ministri che lo stesso non hanno pubblicato il Registro della Trasparenza e le Agende degli Incontri? Semplice, perché entrambi hanno guidato il Ministero dello Sviluppo Economico dove erano già presenti gli strumenti della trasparenza, introdotti da Carlo Calenda nel 2016, e non li hanno implementati nei nuovi ministeri di appartenenza. Di Maio portò gli strumenti del Mise al Ministero del Lavoro, perché invece agli Esteri no?

In Italia rimane però un buon esempio che mostra la via da seguire al resto del Governo.

 

* GRECO: Il Gruppo di stati contro la corruzione del Consiglio d’Europa.

**OCSE: l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico.

 

Il buon esempio da imitare

Il Ministero dello Sviluppo Economico è l’unico buon esempio italiano, perché mentre gli altri ministeri hanno adottato gli strumenti della trasparenza a singhiozzo, o proprio per niente, il Mise ha mantenuto ininterrottamente dal 2016 le Agende degli incontri e il Registro della trasparenza. Apprezziamo quindi che il Ministro Giancarlo Giorgetti stia continuando ad aggiornare questi importanti strumenti che permettono ai cittadini di controllare l’attività governativa.

A questo punto, visto che il ministro Giorgetti ha dimostrato di credere negli strumenti della trasparenza, ci piacerebbe che facesse da apripista esportando il modello Mise all’esterno e convincendo altri esponenti del governo ad adottare gli stessi strumenti. Un’azione politica può davvero cambiare le carte in gioco e al momento il Mise è il faro del governo. Il Ministro Giorgetti accetta la sfida?

 

È ora di agire 

Confidiamo nel Ministro Giancarlo Giorgetti, a cui chiederemo di attivarsi in favore della trasparenza. Però il cambiamento deve avvenire anche dal basso. A fine giugno approderemo a Roma chiedendo alle istituzioni di regolamentare il lobbying portando le firme della petizione raccolte in questi mesi.  Mancano pochi giorni alla nostra partenza, agisci anche tu! Firma la petizione e sostienici condividendola!

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