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9 Ottobre 2026

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L’Italia recepisce la direttiva anti-SLAPP, ma non c’è nulla da festeggiare

Il Governo ha recepito la direttiva europea contro le azioni legali temerarie (SLAPP) ai danni di giornalisti e attiviste con un decreto legge che, però, non protegge nessuno

di The Good Lobby Italia

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Purtroppo è successo. Il Governo italiano ha recepito la direttiva europea contro le azioni legali temerarie (SLAPP), usate come strumento per intimidire giornalisti, attiviste e chiunque eserciti il diritto di informare o di esprimere opinioni su temi di interesse pubblico. 

 

Diciamo “purtroppo” perché il decreto legge con cui è stata recepita serve a ben poco: esclude dalle tutele previste 9 casi di SLAPP su 10. 

 

Il testo italiano offre protezioni solo alle vittime di procedimenti civili transfrontalieri, escludendo di fatto i casi nazionali, che rappresentano almeno il 90% dei casi registrati, e i procedimenti penali. Un bel problema in un Paese come il nostro, che da due anni è primo in Europa per numero di SLAPP da parte di politici, esponenti del mondo imprenditoriale e aziende! 

 

Il Governo ha infatti scelto di ignorare le raccomandazioni dell’UE, che invitava gli Stati membri a estendere le protezioni anche ai casi nazionali e a tutti i tipi di procedimenti. Come se non bastasse, l’esecutivo ha introdotto una nozione di “transfrontaliero” più restrittiva rispetto a quella della direttiva, prendendo in considerazione solo i casi in cui l’accusatore e il bersaglio risiedono in Stati diversi. 

 

Di fronte a un simile attacco alla libertà di espressione non possiamo e non vogliamo rimanere a guardare. Il nodo italiano di CASE, la Coalizione contro le SLAPP in Europa, porterà questa legge che non protegge quasi nessuno direttamente all’attenzione della Commissione europea affinché ne venga valutata la conformità agli obblighi previsti dalla direttiva. 

 

Ma il vero cambiamento arriva sempre dal basso. Per questo il 22 ottobre scenderemo in piazza insieme a giornalisti, attiviste, giuristi e organizzazioni della società civile per chiedere al Governo e al Parlamento di correggere una normativa che rischia di lasciare senza protezione la grande maggioranza delle vittime di SLAPP. 

 

Ti aspettiamo il 22 ottobre in piazza Capranica, a Roma, dalle 10 alle 13. 

FIRMA LA PETIZIONE