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4 Giugno 2021

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Voto fuorisede: il nostro appello a Mattarella

di The Good Lobby

Dopo che la settimana scorsa Il Viminale ha opposto ostacoli a suo dire “insormontabili” alla tutela del diritto costituzionale al voto dei cittadini “fuori sede”, escludendo categoricamente la possibilità di voto a distanza nella tornata elettorale d’autunno, abbiamo deciso di scrivere al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella assieme alla rete Voto Sano da Lontano di cui facciamo parte.

Le proposte di legge in discussione presso la Commissione Affari Costituzionali già contenevano diverse soluzioni a questi ipotetici ostacoli, anche di immediata applicazione, alcune delle quali già presenti nel nostro ordinamento.

Crediamo che la voce del Parlamento e dei cittadini non possa essere ignorata dal Governo: la burocrazia non deve avere la precedenza sui diritti fondamentali dei cittadini. Ed è proprio sull’evidente conflitto in essere tra le Istituzioni della nostra Repubblica parlamentare, che abbiamo deciso di l’attenzione del Presidente della Repubblica,

Signor Presidente,

le scriviamo a nome della Rete Voto sano da lontano*.

Le avevamo già scritto a marzo per rappresentarle quelli che erano stati fino ad allora i nostri passi nel condurre questa Campagna per garantire il diritto di voto a distanza alle cittadine e ai cittadini fuori sede, già a partire dalla tornata elettorale d’autunno.

Ad oggi, le cose sono andate molto avanti, grazie anche alla sollecitazione costante della nostra Rete nazionale. 

 Siamo stati coadiuvati in questo sforzo anche da due costituzionalisti, i Professori Roberto Bin e Salvatore Curreri, che hanno redatto la bozza di proposta di legge poi fatta propria dal Presidente della I Commissione alla Camera, on. Brescia, e depositata in Parlamento.

Questa pdl prevede che sia garantita ai fuorisede la possibilità di votare a distanza, attraverso seggi speciali istituiti dalle Prefetture del domicilio, in occasione di elezioni amministrative o regionali. Una pdl, quindi, non onnicomprensiva della materia elettorale, ne siamo consapevoli, ma che potrebbe creare il precedente necessario ad intervenire poi organicamente sulla materia.

Inoltre, Presidente, fin dall’inizio del nostro percorso, abbiamo cercato di coinvolgere tutte le forze dell’arco parlamentare, perché eravamo e siamo tutt’oggi convinti che una battaglia costituzionale non possa avere colori politici.

Sembrava che tutto procedesse per il meglio e che si potesse giungere in poco tempo a un testo base condiviso, quando dal Viminale si sono palesate forti riserve.

 Ciò che le riportiamo in questa nostra, Presidente, la preoccupazione che ci spinge a rivolgerci ancora a Lei, è proprio questa: assistere impotenti a questa paralisi del sistema.

Il parere del Governo, ne siamo consapevoli, si inscrive nel solco della normale dialettica interistituzionale. Tuttavia, il Parlamento è sovrano, il Parlamento deve porre rimedio agli eventuali vulnus presenti nel nostro sistema democratico. E il mancato accesso effettivo al voto per quasi tre milioni di cittadine e cittadini riteniamo, a buon diritto, che rientri in questa categoria.

Ci chiediamo, quindi, se dal Governo possa giungere un alt di questo genere, se la leale collaborazione tra i Poteri dello Stato, nell’ottica del rispetto della nostra Carta costituzionale, possa assumere un’importanza secondaria rispetto a questioni di carattere burocratico-amministrativo.

Siamo preoccupati, Presidente, ed è il rispetto, l’amore verso le nostre Istituzioni repubblicane a spingerci a esprimerLe così chiaramente questo nostro disagio.

 È nostro convincimento che questa grande piccola battaglia, che pure ancora non è terminata, sia riuscita laddove spesso in Italia si fallisce.

Ha messo al centro i bisogni e i diritti delle e dei giovani, la cui vita è scandita dalla mobilità, ma senza cercare lo scontro generazionale e, anzi, portando sulla stessa barricata movimenti e associazioni di varia composizione anagrafica. Inoltre, come Rete abbiamo sempre e primariamente posto l’accento sulla tutela del diritto costituzionale al voto e sull’imprescindibilità della trasversalità politica, tanto che oggi in Commissione collaborano sinergicamente forze politiche diverse, e nessuna di queste si batte per rivendicare una primazia.

Questi elementi ci rendono fieri e orgogliosi di aver operato al meglio delle nostre capacità per unire, e non per dividere; perchè tante voci aiutassero altre, oggi afone, a potersi esprimere.

Per estendere diritti, che mai sottraggono ma solo aggiungono sostanza alla salute della nostra Democrazia. E, infine, per alimentare attesa ed entusiasmo per le competizioni elettorali non solo prossime venture, ma tutte quelle future; per far assaporare alla Next Generation EU il sapore delle battaglie non solo combattute ma anche vinte sulla scorta degli ideali e della passione civile.

Un sapore che desideriamo accompagni e ispiri sempre la nostra vita di cittadine e cittadini della Repubblica e dell’Unione.

 Nella lettera rivolta ai Prefetti, in occasione della Festa della Repubblica, Lei esprime un chiaro invito “a sostenere le iniziative promosse per la ripartenza”, ripartenza possibile solo grazie alla collaborazione e al dialogo tra le Istituzioni e la società civile.

Noi, Presidente, di questo le scriviamo oggi: di ripartenza. Una ripartenza che non può prescindere, e anzi deve ripartire dalla partecipazione democratica. 

Altresì, siamo qui a esprimerLe preoccupazione in merito alla possibile interruzione di quel dialogo tra istituzioni, dialogo a cui anche Lei assegna grande importanza.

Le chiediamo quindi, Presidente, di aiutarci, e di farsi garante dei delicati meccanismi di questa, a volte non ben oleata, catena di montaggio.

*La Rete Voto sano da lontano è nata su impulso del Think Tank Collettivo Peppe Valarioti e oggi conta tra le sue fila: ADI – Associazione Dottorandi e Dottori di Ricerca in Italia, Comitato Io Voto fuori sede, The Good Lobby, l’Associazione FuoriDiME, l’Unione degli Universitari (UDU), Confederazione degli Studenti, UniLab – Svoltastudenti, Yezers – La Start up di due generazioni, 6000 Sardine; alcune realtà partitiche territoriali, come Volt Calabria, PD Calabria, PD Marcona 101 (MI); oltre che le compagini regionali calabresi di ANPI, Confesercenti, CGIL, CISL e UIL, Libera, Movimento Politico per l’Unità e l’associazione Insieme per il Bene Comune di Vibo Valentia.

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