Per il secondo anno consecutivo l’Italia è il Paese europeo con il maggior numero di SLAPP censite da CASE, la Coalizione contro le SLAPP in Europa: 26 casi nel 2023 e 21 casi nel 2024. Nonostante ciò, il Governo italiano ha lasciato che scadesse il termine del 7 maggio per recepire la direttiva europea contro le SLAPP, le azioni legali pretestuose e infondate che personaggi di potere usano per limitare la partecipazione pubblica.
Il nodo italiano di CASE ha quindi inviato una lettera al ministro della Giustizia, Carlo Nordio, e al viceministro, Francesco Paolo Sisto, chiedendo che il Governo non solo proceda quanto prima a recepire la direttiva, ma che lo faccia nel modo più completo ed efficace possibile, estendendola anche ai casi nazionali.
La direttiva europea, infatti, per sua natura può tutelare solo i casi transfrontalieri, rischiando di lasciare senza protezione tutti i casi di natura nazionale. In Italia ciò si tradurrebbe con oltre il 90% delle vittime prive di alcuna protezione.
Per questo la Commissione europea ha invitato i governi a estendere le tutele anche alle SLAPP interne, un invito già raccolto da Polonia, Belgio e Romania.
L’attuale orientamento del Governo, che appare intenzionato a limitare il recepimento ai soli procedimenti civili con implicazioni transfrontaliere, rischia di tradursi in un adempimento puramente formale, lasciando la maggior parte delle vittime di SLAPP ancora senza tutele.
CASE Italia rinnova la disponibilità a contribuire al processo di recepimento e chiede al Governo un confronto con la società civile prima dell’adozione del decreto legislativo, oltre a tempi adeguati per un reale esame parlamentare.
Vuoi leggere la lettera completa che abbiamo inviato al ministro Nordio e conoscere tutte le richieste della Coalizione? La trovi qui.
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