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26 Aprile 2022

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Il Governo conferma: il diritto di voto ai fuori sede oggi è negato

Vi ricordate il report che abbiamo pubblicato mesi fa sul diritto di voto negato? Bene, la Commissione intergovernativa voluta dal ministro D’Incà per dare risposte concrete al fenomeno dell’astensionismo elettorale, è giunta alle nostre stesse conclusioni in materia di astensionismo involontario, che riguarda molti elettori impossibilitati a recarsi alle urne per tante diverse ragioni. Fra questi vi sono 4,9 milioni di fuori sede che per motivi di lavoro, studio, o di costi di viaggio eccessivi non riescono a tornare al proprio luogo di residenza per votare. Per questo motivo il diritto di voto ai fuori sede è un tema centrale di questo studio; ora tocca alla Camera votare le proposte di legge che contiene per permettere ai fuori sede di votare a distanza.

di Fabio Rotondo

L’ondata di astensionismo record delle elezioni autunnali del 2021 non ha lasciato indifferente il Governo. Il Ministro per i rapporti col parlamento Federico D’Incà ha infatti istituito a inizio anno la Commissione governativa di studio sul fenomeno dell’astensionismo elettorale allo scopo di indagarne i motivi e proporre soluzioni per favorire la partecipazione dei cittadini alle elezioni. La Commissione, formata da esperti in materia come professori universitari, ricercatori, tecnici ministeriali e l’Istat ha pubblicato a metà aprile i risultati della ricerca e una serie di proposte su come ridurre il problema dell’astensionismo involontario. Indovinate un pò? La Commissione ha confermato i capisaldi della nostra battaglia per il diritto di voto ai fuori sede e ha pubblicato un libro bianco con delle ottime soluzioni.

 

I risultati della Commissione D’Incà grazie alle nostre pressioni 

 

Secondo lo studio sono 4,9 milioni gli elettori fuori sede che studiano o lavorano fuori dalla provincia di residenza (ma comunque in Italia). La Commissione presieduta da D’Incà ha proposto una serie di soluzioni collegate tra loro, che valgono però per tutti gli elettori e non solo per i fuori sede. Questo è molto positivo perché agevola il voto di tutti i cittadini e non solo di quelli in mobilità. Vediamo le 5 proposte principali:

 

Election pass: viene proposta la digitalizzazione della tessera elettorale. Funziona esattamente come il Green pass di questo periodo pandemico. Avremo un QR Code che dovremmo scannerizzare all’ingresso dei seggi elettorali. Addio quindi ai bolli sulla tessera elettorale cartacea, un bel passo avanti!

 

Il voto anticipato: è un sistema utilizzato in molti Paesi europei (e non solo), come ad esempio Portogallo, Estonia, Danimarca e Norvegia. In pratica consiste nel votare in un ufficio postale entro il giovedì prima dell’apertura delle urne da qualsiasi parte d’Italia. Quindi se sei residente a Palermo ma studi a Torino, o ti trovi momentaneamente altrove per vacanza o per qualsiasi altro motivo, basta recarsi in posta e votare dopo essersi identificati con la certificazione elettorale digitale sul telefono.

 

Voto di domenica e lunedì: estendendo di un giorno la possibilità di votare si dovrebbe ridurre l’astensionismo involontario. La Commissione ha pensato anche di consentire il voto, nei giorni delle elezioni, in un seggio diverso dal proprio purché nella stessa circoscrizione o collegio elettorale per permettere principalmente alle persone anziane e disabili di raggiungere un seggio privo di barriere architettoniche. In pratica se abiti a Roma nel quartiere Alessandrino ma la domenica sei a pranzo dai tuoi genitori ad Ostia è possibile andare a votare tutti insieme nello stesso seggio sul litorale romano.

 

Election day: per evitare molti appuntamenti elettorali sparsi durante l’anno, si è pensato di organizzare uno o massimo due “election day” all’anno in modo da condensare tutti gli appuntamenti elettorali e invogliare così al voto.

 

Misure di informazione e comunicazione: la Commissione ha previsto una campagna comunicativa per far scoprire a tutte e tutti le nuove possibilità di voto.

 

La legge andrà avanti in Parlamento? 

 

Le soluzioni proposte dalla Commissione sono davvero incoraggianti. Insieme al Comitato Iovotofuorisede ci siamo uniti insieme a tante altre realtà associative nella rete Voto Sano da Lontano* e ci battiamo per garantire il diritto di voto agli studenti e ai lavoratori fuori sede. Tuttavia, la strada è tutta in salita. Le proposte di legge sono ferme alla Camera dei Deputati e forse verranno affrontate a maggio. C’è davvero poco tempo, meno di un anno, per approvare la legge prima delle prossime elezioni politiche. Noi continueremo a fare pressione per sbloccare l’iter legislativo ma abbiamo bisogno del vostro aiuto. Le oltre 19.000 firme dei sostenitori non bastano. Vogliamo raddoppiarle! Firma la petizione e sostienici!

 

*Aderiscono alla Rete Voto Sano da Lontano :

ADI – Associazione Dottorandi e Dottori di Ricerca in Italia  

Collettivo Valarioti 

Comitato Io Voto Fuori Sede 

Confederazione Degli Studenti 

Fuori di me

IDEE GIOVANI UniGe 

Marcona 101 

The Good Lobby Italia 

UDU – Unione degli Universitari 

Volt Italia 

Yezers – la Start up di due generazioni 

 

FIRMA LA PETIZIONE
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