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16 Giugno 2026

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Quando il 5×1000 diventa uno strumento di democrazia

Perché finanziare il Terzo Settore spetta a tutti e tutte noi

di Giulia Risso

Ogni anno, la pubblicazione dei dati ufficiali sulla ripartizione del 5×1000 da parte dell’Agenzia delle Entrate offre una preziosa fotografia del Terzo Settore in Italia. Ma dietro ai numeri e alle tabelle si nasconde un significato molto più profondo: la misurazione di una fiducia che cresce, firma dopo firma.

Introdotto nel 2006 con lo scopo di finanziare attività socialmente rilevanti, il meccanismo del 5×1000 è simile a quello dell’8×1000 previsto per le confessioni religiose e al 2×1000 ai partiti. Quando si compila la dichiarazione dei redditi i contribuenti possono indicare ogni anno a chi destinare una parte delle proprie imposte sul reddito. In questo modo lo Stato devolve quella percentuale di imposte sulla base delle scelte indicate. 

I dati del 2025 sul 5×1000 ci dicono che gli italiani e le italiane ci credono sempre di più. I risultati complessivi della ripartizione mostrano un salto storico: 602,5 milioni di euro da distribuire, segnando un incremento del +15,2% e registrando l’importo più alto di sempre. Guardando la panoramica a vent’anni dal lancio dello strumento, il 5×1000 è quasi raddoppiato (dai 338 milioni del 2006), mentre gli enti ammessi sono passati da circa 30.000 a quasi 96.000, oltre tre volte tanto.

Crescono anche le firme per The Good Lobby 

Da quando nel 2023 The Good Lobby Italia è entrata nel Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS), i nostri numeri, per quanto ancora piccoli (con almeno tre/quattro zeri in meno rispetto alle grandi organizzazioni in cima alla classifica), sono cresciuti moltissimo.
Il numero di scelte a favore di The Good Lobby infatti è aumentato del 42% rispetto all’anno scorso, traducendosi in un aumento della cifra raccolta del 58%.

Le campagne di The Good Lobby sono complesse, sia dal punto di vista politico che comunicativo, soprattutto se confrontate con i temi più immediati, anche emotivamente, e di impatto delle grandi organizzazioni non-profit che dominano la lista del 5×1000.
Proprio per questo, per noi ottenere un incremento simile significa che sempre più cittadini e cittadine comprendono l’importanza strutturale e fondante delle nostre battaglie, che presidiano la base stessa della partecipazione democratica.
Il lobbying civico, la difesa della libertà di informazione e protesta ad esempio, per cui ci battiamo ogni giorno, sono aspetti essenziali per garantire alla società civile – che lotta per l’ambiente, la salute, i diritti degli animali – di essere ascoltata e e incidere davvero sui processi decisionali.
Destinare il 5×1000 a The Good Lobby non è una scelta scontata; è un consapevole contributo verso un lavoro di retroguardia istituzionale di cui spesso non si coglie l’immediata urgenza, ma senza il quale le battaglie della società civile non sarebbero possibili.

 

Da una firma ai fatti: cosa finanziano queste risorse

Ogni singola firma destinata alla nostra organizzazione nell’ultimo anno si è già trasformata in azioni concrete. Grazie a chi ci ha dato fiducia, siamo riusciti a garantire ore di monitoraggio civico, formazione e supporto alle organizzazioni e agli attivisti, pressione sui decisori politici per ottenere leggi sul lobbying e contro i conflitti di interessi, per proteggere lo spazio civico, contro le azioni legali temerarie, per il diritto di voto a distanza, contro il finanziamento opaco alla politica e molto altro.  Inoltre, per una realtà agile come The Good Lobby, fatta di un team di sole 10 persone, che intende mantenere la propria indipendenza, questo supporto fa tutta la differenza. 

 

La strada è ancora lunga: firma anche quest’anno (a costo zero)

Il lavoro da fare è ancora tanto.

Proprio come ricordavamo lo scorso anno, il 5×1000 non rappresenta soltanto una risorsa per le associazioni, ma è una possibilità concreta per i cittadini di orientare il cambiamento e resta uno dei pochi strumenti di “democrazia orizzontale” a disposizione di tutti: un modo per destinare in maniera specifica una quota delle proprie tasse (che altrimenti resterebbe allo Stato) verso cause sociali ben precise. Non è una tassa in più, non costa nulla e non esclude né l’8×1000 né il 2×1000.

Se non hai ancora presentato la tua dichiarazione dei redditi, puoi scegliere di sostenere The Good Lobby in tre semplicissimi passaggi sul tuo Modello 730 o Redditi:

  1. Cerca lo spazio: “Scelta per la destinazione del cinque per mille dell’Irpef”
  2. Firma nel riquadro “Sostegno degli enti del terzo settore…”
  3. Inserisci il codice fiscale di The Good Lobby 97848130155 sotto la firma, nello spazio “Codice fiscale del beneficiario”
     

Ecco infine le date da segnare in calendario per non perdere l’opportunità di fare la differenza destinando il tuo 5×1000:

  • 30 giugno 2026: scadenza per la presentazione cartacea del Modello Redditi Persone Fisiche tramite ufficio postale.
  • 30 settembre 2026: termine per la presentazione del Modello 730 e del Modello Redditi Persone Fisiche telematico.
  • 31 ottobre 2026: termine per le Certificazioni Uniche contenenti redditi dichiarabili solo tramite il Modello Redditi Persone Fisiche.

 

Oltre il 5×1000: il 2×1000 come scelta di trasparenza politica

Oltre al 5×1000 per il Terzo Settore, esiste un altro strumento fiscale – spesso poco conosciuto o sottovalutato – che consente ai cittadini di influenzare direttamente la qualità della nostra democrazia: il 2×1000 che permette di destinare lo 0,2% della propria IRPEF a un partito politico iscritto nell’apposito registro nazionale.

Anche in questo caso, si tratta di una quota di tasse già versate che, se non viene espressamente destinata, rimane allo Stato.
Questo strumento, per quanto oggi minimamente utilizzato, rappresenta un’opportunità straordinaria per finanziare la politica in modo partecipativo e dal basso. Incentivare il 2×1000 significa:

– Ridurre la dipendenza dai grandi donatori privati, limitando l’influenza di lobby opache sui processi decisionali
– Prevenire i conflitti di interessi, garantendo che i partiti rispondano ai cittadini e non a singoli portatori di interessi economici
– Rafforzare l’indipendenza politica, rendendo il finanziamento pubblico ai partiti più equo, trasparente e inclusivo.

Anche attraverso il 2×1000 si può rendere il finanziamento alla politica italiana più equo, trasparente e inclusivo, e non significa “fare un favore ai partiti”, ma rafforzare la democrazia dal basso. Sull’argomento puoi approfondire qui leggendo e aderendo al nostro manifesto.