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La crisi climatica è una delle sfide più urgenti del nostro tempo, con effetti profondi e trasversali su società, economia e diritti fondamentali. In questo contesto, crediamo che il cambiamento debba essere sistemico, collettivo e guidato dalla partecipazione attiva della cittadinanza e della società civile. Per questo The Good Lobby si impegna da sempre a promuovere la giustizia climatica attraverso l’advocacy, la formazione e la mobilitazione. Sosteniamo una transizione ecologica equa, in cui nessuno venga lasciato indietro e in cui le politiche ambientali siano costruite in modo trasparente e partecipato. Nel nostro quotidiano adottiamo pratiche sostenibili, come il lavoro da remoto e la razionalizzazione degli spostamenti, limitando l’uso di mezzi ad alto impatto ambientale come l’aereo. Il nostro impegno si traduce in campagne pubbliche, nella creazione di coalizioni, in percorsi formativi specifici e in strategie di comunicazione che mirano a sensibilizzare e attivare cittadini e organizzazioni affinché diventino parte del cambiamento.
La coalizione #Lobbying4Change chiede politiche climatiche trasparenti
In assenza di una legge nazionale che regolamenti l’attività di lobbying, alcune Regioni e ministeri si sono dotati di autoregolamentazioni, vista l’importanza e l’urgenza di avere processi decisionali più trasparenti come chiedono da anni gli organismi sovranazionali come l’UE, l’OCSE, l’OSCE, il Consiglio d’Europa. Il Ministero dell’Ambiente, con un Decreto Ministeriale del 2018 firmato dall’allora Ministro Sergio Costa, fu uno dei pochi a rendere pubbliche le Agende degli incontri del suo vertice politico, di tutti i suoi dirigenti e dello staff ministeriale.
Queste agende però sono state oscurate a maggio 2021, nonostante il decreto ministeriale che le ha istituite sia ancora in vigore. Di questo avevamo chiesto conto all’ex ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani, senza ottenere risposta. Torniamo a fare lo stesso con il nuovo ministro, Gilberto Pichetto Fratin, a cui abbiamo inviato una lettera a nome di tutta la coalizione #Lobbying4Change. Al ministro chiediamo di rendere nuovamente pubbliche le Agende degli incontri con i lobbisti del suo ministero.
Le azioni legali temerarie (SLAPP, o Strategic Lawsuits Against Public Participation) sono uno strumento sempre più utilizzato da politici e multinazionali per intimidire giornalisti, attivisti e whistleblower ed impedirgli di portare avanti il proprio lavoro di inchiesta o critica verso il potere.
Di fronte agli effetti della crisi climatica sempre più evidenti e devastanti, le critiche e le proteste degli attivisti ambientali si sono fatte, nel corso degli anni, più numerose e dirompenti. Questo ha reso gli attivisti tra gli obiettivi principali di SLAPP da parte di governi e aziende inquinanti, che preferiscono cercare di mettere a tacere le voci di dissenso anziché assumersi le proprie responsabilità e cercare di invertire la rotta.
Da qui il nostro impegno per una normativa nazionale che contrasti davvero il fenomeno delle SLAPP e garantisca una sostanziale tutela della libertà di espressione e del diritto di protestare nel nostro Paese.
Abbiamo, inoltre, partecipato all’incontro in presenza della coalizione CASE a Bruxelles, insieme a più di 60 rappresentanti della società civile impegnati nel contrasto alle SLAPP. Martina Turola, Head of Communication & Institutional Fundraising di The Good Lobby Italia, è entrata a far parte dello Steering Committee europeo della coalizione CASE, rafforzando il nostro impegno nella difesa di attivisti e organizzazioni minacciate da azioni legali strumentali. Questo impegno è confermato anche dal nostro sostegno a Greenpeace in un noto caso di SLAPP giunto alla cronaca di recente.
Giunto alla terza edizione, l’Italian Climate Incubator è un’iniziativa di formazione e incubazione a cura di The Good Lobby per fornire ad attivisti e organizzazioni della società civile le competenze necessarie a ideare e realizzare proposte, iniziative e campagne a impatto sociale volte a mitigare l’impatto dei cambiamenti climatici e di tutte le sue ricadute di natura ambientale, sociale, civile ed economica.
Nel marzo 2025 abbiamo organizzato a Milano l’evento “Giustizia per il clima: come il contenzioso climatico può essere uno strumento di advocacy e cambiamento”, per approfondire il potenziale della climate litigation come leva per la giustizia climatica.
Con il contributo di realtà come Greenpeace, ReCommon, A Sud, StraLi e delle Anziane per il Clima dalla Svizzera e ospiti come Marco Cappato, abbiamo analizzato casi concreti di strategic litigation e discusso strumenti legali per influenzare le politiche pubbliche. Un’occasione per rafforzare il dialogo tra attivisti, avvocati, studenti e organizzazioni, e per costruire insieme nuove strade per il cambiamento.
Emergenza Clima sotto i cieli d’Europa
Nel 2022 abbiamo organizzato il ciclo di formazioni “Fatti sentire in Europa”, nell’ambito dei progetti NextGenU e Mix The Bubbles, con l’obiettivo di stimolare il dibattito giovanile in 14 centri culturali su tematiche cruciali per il futuro dell’Unione. Ogni incontro invitava i partecipanti a mettersi nei panni di policy maker europei per un giorno. Il workshop Emergenza clima sotto i cieli d’Europa era dedicato alle politiche europee per affrontare quella che molti considerano la vera crisi del nostro tempo: la crisi climatica. Tra le ospiti, Luisa Chiodi, esperta di istituzioni europee e di storia e geopolitica dell’Europa orientale, e Francesca Bellisai, policy advisor di ECCO, il primo think tank italiano sul cambiamento climatico.
Decarb Initiative: Decarbonising Professional Influence
Dopo oltre un anno di ricerca, The Good Lobby ha finalmente rivelato – in esclusiva al The Guardian – la prima raccolta di dati sulle società di public affairs e studi legali che fanno lobbying per conto dell’industria dei combustibili fossili nell’Unione europea.
La Decarb Initiative: Decarbonising Professional Influence fornisce il primo set di dati e la prima classifica degli studi legali e di public affairs in base al volume di lavoro svolto per le aziende del fossile. Più in generale, indaga i legami tra queste aziende e i consulenti con sede nell’UE, cercando di capire:
L’indagine, basata principalmente sui big data del Registro per la Trasparenza dell’UE, ha rilevato come molte delle principali società di relazioni istituzionali – tra cui Burson, FTI Consulting, Rud Pedersen e Nove – abbiano ricevuto compensi significativi da compagnie come ExxonMobil, ConocoPhillips ed Equinor per contribuire a plasmare le politiche climatiche europee, ritardando l’azione contro la crisi climatica.
Molte di queste agenzie dichiarano pubblicamente di sostenere la transizione ecologica e aiutare i propri clienti a “diventare green”. Ma i dati raccontano un’altra storia: quattro delle dieci principali società lavorano attivamente per aziende del fossile, mentre molte altre operano contemporaneamente per imprese pro-clima e compagnie fossili, alimentando un chiaro conflitto di interessi.
Nonostante ciò, i clienti fossili rappresentano in media solo l’1% dei ricavi di queste società: un dato che dimostra come molte agenzie potrebbero rinunciare a questi incarichi senza subire gravi conseguenze economiche.
Vademecum per l’attivismo climatico
Nel corso della prima edizione del The Italian Climate Incubator abbiamo avuto modo di constatare che un tassello fondamentale che manca alle tante organizzazioni che ogni giorno portano avanti campagne dal basso per realizzare il cambiamento è uno strumento che dia conto di quali sono gli strumenti “tecnici”, ovvero normativi e amministrativi, che possono essere utilizzati per partecipare attivamente alla cosa pubblica, per verificare l’operato dei decisori, per giocare un ruolo attivo nelle dinamiche di partecipazione politica e democratica. Ed è proprio per questo che abbiamo pensato di scrivere questo Vademecum per l’attivismo climatico.
Podcast “The Dreamers” ep.1: The Climate Change
The Dreamers è il podcast di The Good Lobby Italia e Period, realizzato in collaborazione con Radio Bullets e con il sostegno dell’Ambasciata Americana a Roma. Racconta le storie di chi ha scelto di impegnarsi per difendere i diritti e il bene comune, di opporsi alle decisioni prese dall’alto, perché le ritiene sbagliate o ingiuste per la sua vita o per quella della comunità di cui fa parte.
Nella prima puntata, ci siamo concentrati sull’attivismo per il clima: dall’analisi delle strategie dei movimenti storici a quelle delle nuove forme di protesta, ci siamo interrogati su efficacia, limiti e impatti. Ne abbiamo parlato con Ivan Novelli (Greenpeace Italia), Laura “Ella” Paracini (Ultima Generazione), Ferdinando Cotugno (giornalista ambientale) e Anna Castiglione (ricercatrice in psicologia e comunicazione climatica). Voci diverse, ma unite dallo stesso sogno: cambiare le cose, davvero.